Rock & Diritto: Elvis Presley,rock and roll nel sangue

L’8 GENNAIO 1935  NASCEVA IL GRANDE ELVIS: UNA VITA A RITMO DI ROCK AND ROLL

di Valentina Copparoni

 “La prima volta che ascoltai Elvis mi fece sentire come se finalmente fossi riuscito ad evadere da una prigione, ma la cosa veramente curiosa è che in vita mia non ero mai stato messo in una prigione”.

Così Bob Dylan parla di Elvis Presley, il re del rock and roll che rimane un’icona del panorama musicale e culturale mondiale di tutti i tempi nonostante non si sia mai esibito al di fuori degli Stati Uniti (tranne alcuni concerti in Canada).
Elvis non è stato solo un cantante ed un musicista, ma ha rappresentato e rappresenta un simbolo della cultura popolare del ventesimo secolo cambiando lo scenario della musica americana  con uno stile ed una sonorità unici, frutto della fusione di elementi musicali diversi dal pop al gospel, al genere country al R & B.

Nato nel Mississippi  l’8 gennaio 1935, vive un’infanzia molto difficile e povera ma sin da allora la musica diventa una passione cui aggrapparsi e per cui gioire, la passione della vita. Frequenta la Chiesa Evangelica delle Assembly of God ed è qui che incontra la musica per la prima volta, la musica gospel che tanto influenzerà la sua musica.
Da adolescente insieme alla famiglia si trasferisce a Memphis nel Tennessee, cittadina in pieno sviluppo e fermento in quegli anni; in quella città Elvis sembra non trovarsi subito a proprio agio,il suo stile anche nel vestire è molto particolare, ama colori sgargianti e poco usuali e la divisione tra comunità bianca e nera è netta nella città, anche le radio si dividono tra quelle che trasmettono solo musica di cantanti bianchi o neri. Elvis però è molto aperto mentalmente, ascolta qualsiasi genere di musica e frequenta sia la comunità bianca che quella nera dalle quali prenderà e mescolerà stili e suoni creando  uno stile unico.
A diciotto anni la grande occasione. Ha da poco conosciuto Sam Phillips, il titolare della Sun Records e dei Sun Studios di Memphis e comincia la registrazione di alcuni brani pagando un dollaro per ciascuno e sperando nell’imminente successo. Il primo brano che incide (“My Happiness”) è un regalo per il compleanno della madre; Sam Phillips rimane subito colpito da questa calda voce e gli propone di lavorare con il chitarrista Scotty Moore ed il contrabbassista Bill Black.
Nel 1954 il suo primo disco “That’s All Right Mama” a cui seguono i fortunati “Blue Moon Of Kentucky”, “Good Rockin’Tonight” e “Baby Let’s Play House” che gli consentono di scalare le classifiche. All’inizio nessuno conosce il vero volto di Elvis, in tanti si chiedono quale sia il suo aspetto visto che il suo stile è un mix unico, originale, mai sentito prima. Ben presto il suo manager il colonnello Tom Parker (dopo che Sam Phillips aveva venduto il  contratto dell’artista in ascesa alla RCA) capisce le potenzialità del ragazzo e decide di farlo entrare in tutte le case americane non solo attraverso la radio. Tutti ora possono conoscere il suo volto, il suo stile, le sue movenze che scandalizzano l’opinione pubblica anche se le canzoni “Heartbreak Hotel”, “Jailhouse Rock”, “Hound Dog “Love Me Tender, All Shook Up diventano tra i più venduti nella storia della musica.

Anche il cinema inizia a volere la stella. Il suo sguardo pieno di fascino gli fanno ottenere diversi ruoli negli anni tra il 1956 e il 1958. Dopo la morte della madre che segna la vita di Elvis in modo molto forte, la sua carriera artistica trova un freno quando viene chiamato per il servizio militare in Germania dove rimane per due anni. E’ qui che incontra Priscilla Beaulieu, figlia di un colonnello americano che presto diventerà sua moglie. Il suo manager cerca di mantenere alto l’interesse per l’artista anche in questo periodo, però negli anni sessanta la scena musicale è dominata da nuovi miti musicali come Beatles, Beach Boys, Rolling Stones. Da qui la svolta cinematografica sempre affiancata, però, a creazioni musicali che spesso ne diventano colonne sonore: in otto anni 29 film spesso non troppo impegnati e di scarso successo tanto che a fine anni sessanta decide di ritornare nel mondo che più gli appartiene, quello della musica.
Il grande Elvis ritorna in grande forma, con grandi ispirazioni. Il suo ritorno non viene lasciato al caso, viene organizzato un grande spettacolo “68 Come Back Special” che ottiene un fantastico successo cui seguono alcuni ottimi lavori discografici “Back In Memphis” e “From Elvis in Memphis” ed anche numerose esibizioni dal vivo.
E’ soprattutto negli anni Settanta però che Elvis si esibisce in numerosi concerti in tutti gli Stati Uniti e  nel frattempo il manager sfruttandone il nome, organizza una struttura commerciale attorno alla sua immagine creando numerosi gadget: Elvis diventa un simbolo della cultura americana.

Ormai i fan aumentano a dismisura, ma questa situazione, insieme allo stato di depressione ed insoddisfazione che avvolge Elvis soprattutto per l’insuccesso dei suoi film, rendono molto difficile la vita matrimoniale di Elvis e Priscilla tanto che nel 1972 Priscilla decide di lasciarlo.
Il 14 gennaio 1973 venne trasmesso in televisione il primo show via satellite da Honolulu, Elvis: Aloha From Hawaii seguito da un pubblico di oltre un miliardo di telespettatori in 40 paesi.

Ben presto, però, la luce della stella Elvis inizia ad affievolire: è sempre più circondato da tante persone che creano quasi una barriera tra lui ed il mondo spesso incontrollabile dei fan. Questo atteggiamento crea un isolamento quasi forzato; l’insoddisfazione dell’artista e la necessità di portare avanti comunque  gli impegni lo portano anche ad assumere tranquillanti, barbiturici e anfetamine, tutto è associato a problemi di obesità dovuti ad una non corretta alimentazione. Il 26 giugno 1977 Elvis si esibisce per l’ultima volta ad Indianapolis.
Alle 3.30 del 16 agosto 1977 a 42 anni il cantante viene dichiarato morto,  ufficialmente a causa da un attacco cardiaco anche se in molti parlano di una overdose ed altri ancora di cause legate alla sua obesità. La notizia fa subito il giro del mondo, arrivano tonnellate di fiori da tutto il mondo e in tantissimi si affollano sotto la sua abitazione. Ma quando una stella muore non tutti lo accettano ed ecco che ancora oggi esistono storie che sostengono l’esistenza in vita di Elvis che stanco della vita e della carriera avrebbe deciso di inscenare la sua morte e isolarsi in qualche luogo sperduto, irraggiungibile. Altre teorie parlano addirittura dell’origine aliena di Elvis o del suo inserimento in un programma di protezione testimoni dell’FBI.

Teorie surreali che in qualche modo cercano di far sopravvivere alla morte quello che comunque non morirà mai perché dopo essere entrato nelle case di milioni di americani prima con la radio,  poi con la tv ed il cinema, non ne è più uscito e ancora è lì, presente, immortale. E’ semplicemente Elvis.

Love Me Tender

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