“Johnny Day”, libro d’azione firmato Andrea Decori

BUON ESORDIO PER LO SCRITTORE OSIMANO

di Giampaolo Milzi – Osimo (An) –

F&D cop libro johnny-dayIl fato farà incrociare i loro destini, si ritroveranno a tu per tu, l’uno contro l’altro, e alla fine solo uno dei due la spunterà… “Johnny Day – Gli angeli del Kindel”. Nei cinema. Pardon, nelle migliori librerie. Lo scherzoso qui pro quo, nel presentare questo romanzo dagli effetti speciali, vien quasi naturale. Perché l’esordio letterario del 34enne Andrea Decori fa venire in mente i film di Quentin Tarantino e lo stile narrativo asciutto e dinamico di Philipp Dick e Carver, perché le pagine scorrono intriganti, scandite dal ritmo e dalle tonalità musicali di un poliziotesco anni ’70. Citazioni ispirative affatto nascoste dall’autore. Il quale, reduce dall’aver militato in un paio di rock band locali componendo canzoni, è da un pezzo che condivide la sua passione per la musica con quella per il grande schermo e soprattutto con l’amore per la letteratura. Di giorno impiegato modello ad Osimo (An), al calar delle prime ombre della sera Decori scrive di storie emozionanti. E a furia di buttar giù racconti, dopo un paio di tentativi così così con i gialli, quest’anno ha fatto centro col suo primo libro, un thriller, una “action story” dagli effetti davvero speciali. Grazie all’interesse della “Watson edizioni”, che l’ha pubblicato per la collana “Ombre” e ben pubblicizzato (numerose le interviste radiofoniche di Decori), la prima sfornata di 300 copie è andata esaurita in un paio di mesi, è quindi se ne prevede un’altra.

I personaggi del romanzo sembrano uscire in carne ed ossa dal volume, merito di uno massiccio, semplice e diretto dei dialoghi, dai quali ne emerge una perfetta caratterizzazione.

Johnny Day, è un investigatore privato sui generis, un cacciatore di taglie, scapolo, un po’ misterioso, piccolo-grande americanissimo eroe di una vicenda ambientata in un’americanissima città. Per mestiere dà la caccia senza tregua ai ricercati. Aiutato dal suo socio-assistente Rino, hacker e smanettone di computer. L’antieroe è Dakota Harvey Jackson, capo di una banda dedita all’usura ed al furto e riciclaggio di auto. Un colpo del destino farà incontrare il buon Jhonny (a volte pigro e indolente ma pronto a tutto quando lavora come predatore, un tipo solitario ma dal cuore riconoscente con chi gli dà una mano) col cattivo Dakota (un colosso di 100 chili, molto aggressivo e privo di scrupoli, con cui nessuno si augura di litigare).

Il romanzo si snoda fra azioni malavitose, inseguimenti, colpi di scena. E sarà proprio un colpo di scena a determinare un calo adrenalinico nel lettore, inserendo una nota romantica, da fiaba “on the road”, in un plot dai forti accenti pulp. “Questo libro è un invito alla speranza, alla positività – confessa Andrea Decori – Quando sei solo di fronte alle difficoltà della vita e ti viene voglia di mollare, ecco, non devi farlo… perché può sempre accadere qualcosa di inaspettato che cambi la situazione, può arrivare qualcuno che ti risollevi”. Senso di solitudine, rassegnazione di fronte ai soprusi, voglia di giustizia. Riflessioni a margine di fine lettura. Messaggi in bottiglia. Che l’autore fa suoi: “Ecco, forse nel mio prossimo romanzo (a cui sta già lavorando, ndr.) cambierò genere, racconterò storie di persone che hanno sofferto per questioni di ingiustizia”.

(articolo tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile) 

 

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