“Sport e Diritti- 16^ puntata”: Polmoni, muscoli e cuore: i Campioni del Mondo dell’82

“Palla al centro per Muller, ferma Scirea, Bergomi, Gentile, evviva è finita! Campioni del mondo, Campioni del mondo, Campioni del mondo!” Chi non ricorda le parole pronunciate con un’enfasi affatto urlata, a differenza di oggi, da Nando Martellini, quando l’arbitro Coelho solleva il pallone da terra e lo solleva in aria mentre emette il triplice fischio finale.
Italia- Germania Ovest, 11 luglio 1982, 11 luglio 1982, finale del Campionato Mondiale di Calcio di Spagna. Chi non ricorda Zoff che riceva la Coppa nelle mani dal re Juan Carlos e la solleva al cielo, chi non ricorda l’uomo con la pipa, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini che esulta dalla tribuna pugni in aria urlando un indimenticabile “non ci prendono più!” dopo la rete del 3-0. E chi non ricorda quel mitico viaggio di ritorno in aereo in Italia, con il Presidente forse più amato nella storia repubblicana in viaggio con i calciatori, impegnato in una indimenticabile partita a scopone scientifico in coppia con Dino Zoff contro Causio e il CT Bearzot. Immagini di altri tempi, emozioni sempre vive che vogliamo rivivere alla vigilia della finale dell’Europeo contro la Spagna.

Ancora Italia -Germania, dopo la mitica sfida di Messico 1970 raccontata nella precedente puntata del nostro viaggio nel mondo magico dello sport degli Dei.

L’Italia, come spesso le accade, era arrivata alla finale inaspettatamente, dopo mille guai e un gioco molto balbettante.

Il mondiale giungeva dopo il primo scandalo del calcioscommesse in Italia, un anno dopo il tentativo di colpo di stato del colonnello Tejero in Spagna, con la resistenza polacca di Jaruselski contro i sovietici e in pieno conflitto tra Argentina e Gran Bretagna per il possesso delle Isole Falkland o Malvinas.

Il Mondiale dell’82 si presentava ricco di stelle. La Francia schierava Michel Platini, Jean Tigana; la Germania Ovest Kalle Rumenigge, Hansi Muller; la Polonia poteva contare su Zibì Boniek e Zmuda; e poi Diego Armando Maradona con la maglia dell'”Albiceleste”, per il brasile Zico, Cerezo, Falcao, Junior; e per gli azzurri, Paolo Rossi, Altobelli, Conti, il portierone Zoff e Antognoni.

Il girone dell’Italia era composto anche da Polonia, Perù e il Camerun del mitico Roger Milla. Molte furono le difficoltà degli azzurri, Paolo Rossi- reduce da due anni di squalifica per il calcioscommesse- era arrugginito e macchinoso. Tre pareggi scialbi nelle prime tre partite, le prime polemiche su Bearzot che aveva lasciato a casa il bomber della Roma Pruzzo e l’interista Evaristo Beccalossi. Qualificazione sul filo di lama contro il Camerun, e poi via alla seconda fase a gironi: Argentina, Brasile e Italia. Bearzot, per compattare le fila della squadra e isolarsi dalle continue critiche dei media, ordinò il “silenzio-stampa”. Gli azzurri sfoderarono una grande prestazione e vinsero la prima sfida per 2-1 contro l’Argentina di Maradona, perfettamente imbavagliato dalla ruvida marcatura di Claudio Gentile. Poi fu la volta del Brasile. Italia in vantaggio dopo solo 5 minuti con Paolo Rossi, ma dopo pochi minuti Brasile in gol con Socrates. Nuovo vantaggio italiano sempre con Rossi, ma Brasile ancora in gol al 69esimo con Falcao. Equilibrio sul 2-2 per soli cinque minuti, al 74esimo ancora Paolo Rossi segna il definitivo gol della vittoria. Brasile eliminato, Italia in semifinale contro la Germania Ovest. L’altra semifinale, spettacolare e bellissima, fu vinta dalla Germania Ovest 5-4 ai rigori contro la Francia. Gli azzurri dominarono i polacchi, 2-0 senza storia con altra doppietta di Rossi che iniziava a diventare per tutti “Pablito” e giungeva a 5 reti segnate nelle ultime due partite.

E così 22 anni dopo lo Stadio Azteca di Città del Messico, di nuovo testa a testa tra Italia e Germania, questa volta a giocarsi la finalissima del Mundiàl 1982. Antognoni era out per infortunio, meno classe più polmoni: l’Italia domina il primo tempo, Antonio Cabrini fallisce il rigore del vantaggio. Nella ripresa, finalmente arriva il gol, ancora Paolo Rossi, su cross di Gentile. La Germania sfiora in varie occasioni il pareggio, ma poi arriva la rasoiata da fuori area di Marco Tardelli, cuore e muscoli di quella nazionale. La folle corsa e le urla di Tardelli, la gioia incontenibile di una rete che vale una vita. “Spillo” Altobelli segna il 3-0, cui fa seguito la rete della bandiera dei tedeschi siglata da Breitner.
E poi quell’urlo liberatorio di Nando Martellini “Campioni del Mondo, Campioni del Mondo!!”. Quell’uomo con la pipa, schivo e ruvido, Enzo Bearzot, il nostro condottiero, portato in trionfo dai suoi soldati.  Dino Zoff , Fulvio Collovati, Gaetano Scirea, Claudio Gentile, Antonio Cabrini, Gabriele Oriali, Giuseppe Bergomi, Marco Tardelli, Bruno Conti, Francesco Graziani, Paolo Rossi.

Immagini impresse nella galleria dei ricordi indimenticabili, suoni e colori di un’emozione bellissima, incancellabile. Stasera, dopo la vittoria contro la Germania in semifinale, Italia e Spagna si contendono l’Europeo di Polonia e Ucraina. Suggestioni italo-spagnole che ancora si incrociano, lasciano spazio all’immaginazione e alla speranza, ai ricordi e a quella folle corsa di Marco Tardelli che resterà per sempre l’icona di un’Italia muscoli, polmoni e tanto cuore. Le qualità che, nei momenti difficili, purtroppo solo in quelli, hanno sempre fatto fare quel salto di qualità che serve agli Italiani per essere davvero vincenti.

TOMMASO ROSSI

Il gol di Marco Tardelli:


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