Wi-Fi e rischio tumori: Facebook fa informazione o terrorismo?

ELETTROMAGNETISMO E RISCHI PER LA SALUTE, FACCIAMO CHIAREZZA CON L’ONCOLOGO

del dottor Giorgio Rossi (Oncologo)

imagesGià in precedenza su questo magazine abbiamo trattato il problema dell’elettromagnetismo e i potenziali rischi per la salute, ma ci preme tornare sull’argomento perché in questi ultimi giorni si sono particolarmente intensificate su Facebook notizie relative ai danni sulla salute causati da apparecchi che emettono onde elettromagnetiche, in particolare, questa volta, sotto accusa sono i dispositivi WI-FI. La valutazione dei rischi sanitari dei campi elettromagnetici è un processo molto complesso e delicato che si basa su grande numero di lavori scientifici con caratteristiche tipicamente multidisciplinari attraverso il coinvolgimento di diversi specialisti tra fisici, biologi, epidemiologi, medici. In questo scenario vengono ad assumere un valore particolarmente rilevante le valutazioni espresse da commissioni o gruppi di lavoro interdisciplinari istituite da governi nazionali e organizzazioni internazionali. Tra queste prevalgono per importanza e qualità delle ricerche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRO). Quando parliamo di elettromagnetismo o, con termine giornalistico, di elettrosmog, si intendono radiazioni non ionizzanti, emesse da campi elettrici e magnetici, formate da onde e non da particelle, a differenza delle radiazioni ionizzati formate da particelle come i raggi X, gli elettroni ,ecc. con usi ed effetti notevolmente differenti.

Inoltre nell’ambito dei campi elettromagnetici bisogna distinguere due fondamentali tipi di onde : a bassa frequenza – Extremely Low Frequency -(ELF) (da 0 a 10 kHz) e ad alta frequenza che a sua volte comprendono le radiofrequenze (RF) (da 30 Khz a 300MHz) e le onde MW (da 300 MHz a 300 Ghz). Le onde a bassa frequenza sono generate dagli elettrodotti, quelle ad alta frequenza sono generate da stazioni radio, dai ripetitori, dalle antenne di telefonia mobile,dai cellulari e dai dispositivi WI-FI. Questi ultimi sono dispositivi senza fili che si stanno sempre più affermando sul mercato in quanto liberano gli utenti dal cavo e dalla rete fisica. I livelli di campi magnetici prodotti dagli WI-FI sono molto più bassi rispetto a quelli dei telefonini cellulari e sono un po’ presenti ovunque e non solo nei luoghi pubblici, come scuole, centri storici, edifici, ma anche dentro le case private proprio per la presenza di modem WI-FI per collegarsi ad internet senza fili.

Tra gli effetti prodotti dai campi elettromagnetici bisogna distinguere due fondamentali tipologie : a) effetti biologici che si verificano quando l’esposizione provoca qualche variazione in un sistema biologico ( ad esempio una cellula dell’organismo) che resta comunque nell’ambito fisiologico ;b) effetti sulla salute quando l’effetto biologico è tale da non poter essere compensato naturalmente dall’organismo. Inoltre gli effetti sulla salute vanno distinti in acuti e cronici . I primi sono quelli a breve termine con presenza di soglia di esposizione ( tipo l’effetto termico); i secondi sono a lungo termine, senza presenza di soglia. Da qui si deduce che per gli effetti con soglia di esposizione la protezione è attuabile in modo semplice e sicuro, basta infatti limitare l’esposizione all’agente nocivo ad un valore inferiore a quello di soglia perché l’effetto non si verifichi; è quanto viene indicato dalle varie normative internazionali sulla materia. Per quanto riguarda l’effetto cronico la situazione è molto più complessa e a tutt’oggi non ancora del tutto determinata.

Numerosi sono gli studi condotti dai ricercatori sia in laboratorio su cellule in vitro e su animali, sia mediante indagini epidemiologiche dalle quale non emergono indicazioni definitive soprattutto riguardanti le alte frequenze. Invece per quanto riguarda i campi ELF è stato possibile concludere che esiste una associazione statisticamente significativa tra la vicinanza di abitazioni ad elettrodotti ad alta tensione e l’insorgenza di leucemia infantile, che, in base allo studio scientifico più rappresentativo, riguarderebbe solo un piccolo numero di bambini su 450.000 osservati, in 25 anni, esposti ad un livello medio di campo magnetico di 0,3-0,4 microTesla. Il National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS) degli Stati Uniti insieme all’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC) e l’OMS hanno concluso che i campi ELF debbano essere considerati come un “ possibile cancerogeno per l’uomo”.”Possibile cancerogeno per l’uomo” è la più bassa di tre categorie (“cancerogeno per l’uomo”,”probabilmente cancerogeno per l’uomo, “possibilmente cancerogeno per l’uomo”) usate dalla IARC per classificare l’evidenza scientifica relativa ad agenti potenzialmente cancerogeni e sta ad indicare che esiste una limitata evidenza di cancerogenicità per l’uomo ed una evidenza meno che sufficiente negli animali da esperimento.

Per quanto riguarda i campi elettromagnetici ad alta frequenza, l’OMS riferisce che l’esposizione a tali campi può causare riscaldamento o indurre correnti elettriche nei tessuti corporei senza, ancora, nessuna prova convincente che possano iniziare il processo di cancerogenesi. Comunque tutte le organizzazioni governative internazionali raccomandano che in attesa di dati scientifici maggiormente significativi, sia giustificato applicare rigorosi principi precauzionali e adottare misure di sicurezza. Tutti i dati scientifici ottenuti, passati e futuri, sono raccolti in un database sotto il controllo dell’OMS e della IARC per un monitoraggio costante della situazione.

Parallelamente esistono istituzioni di carattere prettamente tecnico con il compito di valutare la qualità dei dispositivi in uso ed emettere normative di sicurezza. A livello europeo opera l’European Telecomunications Standards Institute (ETSI) e negli Stati Uniti la Federal Comunication Commission(FCC), entrambe, relativamente ai dispositivi Wi-Fi, ribadendo che una stazione Wi-Fi emette una radiazione elettromagnetica 10-15 volte inferiore a quella di un cellulare di uso comune, concludono affermando che l’attuale tecnologia Wi_Fi ( molto migliore e molto diversa da quella di prima generazione) sia quella a più basso impatto ambientale per densità di informazione trasportata.

Comunque, come per i cellulari, vengono suggeriti dei consigli pratici per ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici indoor generati dai modem Wi-Fi :

  • spegnere il modem quando non si usa internet;

  • posizionare il modem lontano dai letti e da pareti confinanti con letti;non dormire mai vicino al modem acceso;

  • non lavorare vicino al modem per lungo periodo e mantenere una distanza di sicurezza di qualche metro;

  • evitare di tenere il computer portatile sulle vostre gambe; l’antenna Wi-Fi nel vostro compiuter riceve e trasmette come un modem Wi_Fi;

  • i campi elettromagnetici generati da un modem Wi-Fi è direttamente collegato al traffico dei dati.

    Pertanto, in attesa di avere dal mondo scientifico sempre maggiori certezze, è raccomandabile atteggiamenti di molta prudenza specie per i soggetti più sensibili come i bambini.

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2 Responses

  1. http://www.fattodiritto.it/wi-fi-e-rischio-tumori-facebook-fa-informazione-o-terrorismo/ | Natascia Berardinucci "Prigioniera della mia innocenza"
  2. il neuropsicologo clinico comportamentale
    il neuropsicologo clinico comportamentale at |

    un tipo particolare di inquinamento atmosferico fa riferimento all’elettrosmog (in particolare antenne dei telefonini). Può causare una diminuzione
    degli scambi tra il nucleo e la membrana cellulare, riducendo poco a poco la differenza di potenziale elettrico della cellula, causando così un malfunzionamento che può generare disfunzioni e malattie. Spesso infatti un luogo, reso insalubre dalla presenza di antenne per la telefonia mobile, di impianto elettrico e di cellulari ha effetti biologici negativi sulla vita della persona, ne perturbano l’energia e l’equilibrio individuale, provocando intolleranze e danni alla salute psicofisica e indebolendola nella sua totalità o funzioni di essa, anche solo in determinati periodi.
    Tra gli influssi nocivi più comunemente si notano malesseri di pertinenza neuropsicologica come sonno inquieto con frequenti risvegli e incubi, sonno non soddisfacente con sensazione di stanchezza o bassa energia mattutina, risveglio difficile e lungo, insonnia perniciosa, mancanza di concentrazione, stanchezza cronica, ricorrente mal di testa e di schiena, disturbi della colonna vertebrale, depressione atipica, inquietudine non spiegabile, sterilità, tachicardia ed ipertensione essenziale, manifestazioni patologiche, senza accertate cause organiche, da sistema immunitario debilitato, emicranie resistenti alle terapie ufficiali frequentemente associate a irritabilità, brividi ed invecchiamento della pelle. Ciò avviene, con amplia variabilità individuale,in base alla sensibilità personale (più esposti sono i bambini e le donne), al livello di soglia di vulnerabilità allo stress e alla somma dei campi elettromagnetici negativi presenti nell’ambiente circostante.
    liberamente tratto da P. Zucconi, Il manuale pratico del benessere, edizioni Ipertesto con patrocinio club UNESCO

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