Un “extra ciabattino” per amico

 

 PERDE IL LAVORO E S’INVENTA UNA MAGICA BOTTEGA ARTIGIANA

 -di Paola Frontini

F&DUrlo,fotoPioilciabattinoOsimo (An), 14 luglio 2013- La crisi economica si è cronicizzata, facile perdere il lavoro, difficile reinserirsi in qualche modo nel mondo occupazionale. Soprattutto quando si è varcata la soglia dei fatidici “anta”.  In tal caso, occorre una overdose di coraggio, e magari di fantasia e creatività. Per non abbattersi, per continuare a cercare la strada giusta. Pio De Troia, compiuti i 46 anni, si è ritrovato senza lavoro. E allora? Ha rilanciato, ripartendo da quello che per lui era solo un hobby, quello di aggiustare un po’ di tutto, scarpe comprese. Gli è andata benino, visto che da un po’, ad Osimo, è diventato per molti “Pio, l’amico ciabattino”. Col suo bel negozietto al civico 15 di via Martiri della libertà.
Se guardiamo nel dizionario Treccani alla voce “ciabattino” leggiamo: “Chi fabbrica ciabatte; chi ripara e rattoppa scarpe”. Va ricordato che quello del ciabattino è un lavoro di lunghissima tradizione.  Con una “mission” riparatoria che riguarda non solo le scarpe. “Io sono un artigiano che ripara tante cose, anche borse, chiusure lampo, ombrelli. È il calzolaio che tratta solo le scarpe”, spiega con un pizzico di orgoglio Pio – il mio è un mestiere antico, oggi sempre più utilie”. Entrando nella bottega di Pio, si respira davvero aria di estro e creatività manuale. Sembra quasi di tornare indietro nel tempo, quando l’uomo per vivere meglio usava l’emisfero destro del cervello e reagiva con arguzia di fronte agli ostacoli. La riprova l’abbiamo appena varchiamo la soglia. “Vedi questa porta? La molla per aprirla si era rotta, costava un po’ troppo, e allora mi sono inventato un congegno sostitutivo che ho realizzato io. – spiega sorridendo Pio – Anche il bancone e il piccolo zoccolo di parete in cartongesso li ho fatti da me. E poi qualche consiglio, qualche dritta me l’ha dati mio cognato, che di mestiere fa proprio il ciabattino, nel quartiere Brecce Bianche di Ancona”.
Insomma, di necessità virtù. Per la sua nuova attività professionale Pio ha comprato o recuperato materiale di seconda mano, in qualche caso in pessime condizioni. Lo ha riciclato e restituito alla funzionalità grazie alle sue abilità. Un esempio? Un amico gli ha regalato una cucitrice Singer fuori uso. Mancava il meccanismo del pedale. Lui l’ha ricostruito usando il motore di una vecchia lavatrice. Creatività, estro, capacità di arrangiarsi. In questo senso Pio è un po’ “figlio d’arte”. Certo, suo padre era ferroviere. Suo nonno lavorava in banca. Ma entrambi erano appassionatissimi del “fai da te”. “Io e mio padre abbiamo fatto addirittura un intero mobile in noce insieme”, racconta Pio.
La crisi economica si è cronicizzata, dicevamo. Ma un aspetto positivo c’è. Le persone riscoprono l’esigenza di riadattare, riparare. Buttano via meno, limitano gli sprechi, producono meno rifiuti. Ed infatti i clienti di Pio si presentano in bottega con richieste variegate, a volte sorprendenti, portando con loro oggetti da salvare ai quali sono molto affezionati: scarpe e borse malridotte a parte,  arrivano con vecchi tappetti, una tizia aveva addirittura un pupazzo di Babbo Natale da rimettere in sesto. Prima di congedarci con un sorriso, Pio in ci invita a leggere un volantino che ha scritto e appiccicato su una parete del negozio. S’intitola “Lettera alla Terra”, c’è un po’ il succo di ciò che pensa e fa: “In questo mondo dove regna il consumismo sfrenato e dove noi tutti siamo alla continua ricerca della novità, dell’oggetto usa e getta, non si fa altro che incrementare immondizia e inquinamento, senza considerare quello che comporta a livello economico, ambientale e soprattutto per la nostra salute. Cerchiamo di evitare tutto ciò con qualche piccolo gesto, sarà un investimento per il nostro futuro e più che altro per i nostri figli. Quindi, invece di gettare via tutto, portiamolo da un falegname, un sarto, un ciabattino, un fabbro, un tappezziere, ecc, alla fine ci guadagneremo tutti e si creerànno una nuova economia e nuovi posti di lavoro (per chi ha voglia di lavorare) e la nostra Madre Terra ci ringrazierà. Evviva l’artigianato!”

Per contatti:  tel. 333/4155190 -
https://www.facebook.com/pio.ilciabattino?ref=ts&fref=ts

(tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

 

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