Processo Eternit: condanna in appello a 18 anni per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny

ETERNIT: LUNEDI' SENTENZA PROCESSO 'UNICO NELLA STORIA'/SPECIALETORINO,04 GIUGNO 2013-  E’ arrivata nel pomeriggio di ieri  la sentenza nel processo Eternit in grado di appello.  La decisione è stata parzialmente riformata, 18 anni di reclusione per disastro ambientale doloso ed omissione dolosa  di cautele antinfortunistiche, aggravando la pena inflitta disposta in primo grado (16 anni)  a carico del magnate svizzero Stephan Schmidheiny. Quest’ultimo è l’ unico imputato rimasto dopo la morte, avvenuta il 21 maggio scorso, del barone belga Louis De Cartier De Marchienne, a 92 anni; per quel che riguarda le contestazioni a carico di quest’ultimi i giudici si sono pronunciati per l’assoluzione per alcuni degli episodi contestati, mentre hanno dichiarato il non luogo a procedere data la morte dell’imputato per gli altri.

Alla lettura del dispositivo è seguito l’elenco dei risarcimenti alle numerose parti civili.
Disposte provvisionali per 20 milioni di euro alla Regione Piemonte e di oltre 30,9 milioni per il comune di Casale Monferrato. Ammontano  a 89 milioni gli indennizzi che la Eternit dovrà versare a titolo di provvisionale; a ciascuna delle 932 persone fisiche (malati o parenti di persone decedute) sono stati destinati 30 mila euro.Le somme dovranno essere pagate dall’imputato, Stephan Schmidheiny, e dai responsabili civili Anova, Becon e Amindus, società della galassia Eternit.

Il Pubblico Ministero Raffaele Guariniello ha definito la sentenza “un inno alla vita. È un sogno di giustizia che si avvera. Speriamo che si avveri anche a Taranto e in tutti i Paesi del mondo in cui si continua a usare l’amianto. Non è che uno sia mai contento delle sentenze di condanna ma questa è un grande messaggio lanciato al nostro Paese e ai Paesi di tutto il mondo; una sentenza importante anche per tutta la popolazione. Dobbiamo cercare di raccogliere questa sentenza e diffonderla nel mondo: qui in Italia noi siamo riusciti a fare un processo che nessuno è riuscito mai a fare in alcuna parte del mondo. La posta in palio è la tutela dell’uomo e della sua salute. Il disastro ambientale doloso riconosciuto dalla Corte non è solo per i lavoratori  ma riguarda tutta la popolazione

Nel primo numero di Fatto & Diritto Magazine on line il prossimo 9 giugno (leggi qui per conoscere le importanti novità di F & D) esamineremo le tappe più importanti del processo su cui sono puntati gli occhi dell’Europa, con attenzione anche ai diritti dei lavoratori a contatto con l’amianto e al punto di vista medico.

AVV.VALENTNA COPPARONI

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