California: due coniugi ossessionati dai videogame imprigionano le figlie per tre anni

wowCALIFORNIA, 4 GIUGNO ’13- Ossessionati da WoW, ovvero uno dei videogame fantasy più celebri nel mondo, World of Warcraft, hanno tenuto le loro due figlie di cinque e dieci anni segregate in un caravan per ben tre anni. L’esigenza primaria di questa coppia di coniugi quarantenni, Lester e Petra Huffmire, era diventata proprio quella di giocare, giorno e notte, immersi nella realtà parallela di questo videogioco di ruolo online che li ha totalmente assorbiti, tanto da non accorgersi delle condizioni in cui si trovavano le loro figlie. Sono state ritrovate, dopo la segnalazione di un vicino, in un forte stato di malnutrizione, completamente sporche, con i denti rovinati e i capelli inestricabili; una situazione di degrado totale e agghiacciante. Non sono mai state mandate a scuola perché da ben tre anni non è stato permesso loro di uscire da quella che non può chiamarsi sicuramente casa bensì prigione, una roulotte sommersa dall’immondizia, sporcizia e muffa. Ora i due coniugi, arrestati nella Contea di Orange, sono stati accusati di abuso di minore e “false imprisonment”, cioè il reato di restrizione della libertà previsto dal diritto penale americano come forma più lieve del sequestro. I due quindi sono stati portati in carcere dove rischiano di passarci oltre sette anni, massima pena per i due reati contestati. La vicenda è veramente inquietante ed è uno dei crudi risvolti di un largo fenomeno che in America sta diventando quasi una piaga sociale, quello della dipendenza dai videogame. Molti tra i più o meno giovani si ritrovano a sviluppare una sorta di dipendenza dai questi videogiochi, che sono in grado di “frastornare” il cervello dietro a quel misto euforico di luci, suoni, immagini, colori etc nell’obiettivo di far progredire di livello il proprio “avatar”. La realtà virtuale funziona se mantenuta come valvola di sfogo in cui distrarsi e divertirsi, se invece si trasforma in una compulsione allora il segnale di qualcosa che non va nella vita vera è forte e chiaro e va assolutamente affrontato, anche con l’aiuto dei centri istituiti ad hoc.

ALESSIA RONDELLI   

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