Immigrazione e casa con Giordana e Ravello

FILM GIUSTI PER “CINEVASIONI”

- di Fabrizio Saracinelli -

(produttore cinematografico Guasco srl) -

F&Dfotofilm GiordanaRavelloHo accolto con grande entusiasmo l’invito a collaborare con Urlo e Fatto&Diritto scrivendo di cinema. Inizio segnalando un film poco conosciuto, “Quando sei nato non puoi più nasconderti”, diretto da Marco Tullio Giordana nel 2004 (uscito per il 58° Festival di Cannes nel 2005) e tratto dall’omonimo romanzo di Maria Pace Ottieri. Un film nel quale ho lavorato come capo gruppo, responsabile delle comparse, sin dalla prima fase delle riprese che si sono svolte in Puglia.

È la storia di un ricco industriale bresciano, Alessio Boni (da allora è nata la nostra amicizia), proprietario di una fabbrica che produce armi e in cui lavorano molti extracomunitari. Durante una traversata notturna in barca a vela verso la Grecia, il figlio 12enne del protagonista cade in mare, non visto dal padre, e viene raccolto e salvato da un barcone di immigrati clandestini. Il primo tempo scorre velocemente con un buon ritmo di montaggio e alcuni bellissimi passaggi in mare aperto.
Ho un ricordo molto nitido di quelle settimane trascorse a Gallipoli, la base logistica della produzione Cattleya, intere giornate passate sui barconi stracolmi di comparse accuratamente selezionate nel mondo degli extracomunitari che risiedono in Puglia. Ogni giorno erano in scena più di 100 comparse di ogni etnia: etiopi, marocchini, tunisini, indiani, bengalesi.
Nella seconda parte del lungometraggio, girata al centro di accoglienza degli immigrati di Lecce e nella villa di Brescia  dove ritorna il ragazzino, il film perde un po’ di ritmo, di pathos, ma conserva la straordinaria capacità interpretativa degli attori, Michela Cescon, Rodolfo Corsato, Andrea Tidona, Andriana Asti, sapientemente guidati da un grande Giordana. La critica si è divisa nel giudicare il film, soprattutto accusandolo di aver analizzato superficialmente il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Ma io credo sia stata una precisa volontà del regista quella di non offrire soluzione al problema quanto piuttosto di delinearne solo alcuni aspetti, visti attraverso gli occhi ingenui di un adolescente.

Un altro film più recente che tratta un argomento di estrema attualità, quello della casa, è “Tutti contro tutti”, uscito nel 2013 con l’esordio alla regia di Rolando Ravello, che fa anche parte del cast insieme a Marco Giallini e Kasia Smutniak. Ho avuto il piacere di conoscere Ravello alcuni anni fa ad Ancona, in occasione delle riprese della serie “Crimini trasmessa” su RAI Due. In quella produzione mi occupavo delle comparse e lui interpretava il ruolo di uno spietato killer della ‘ndrangheta. Lo ricordiamo attore protagonista in “Pantani” (fiction di Rai Uno), “Viva l’Italia” di Max Bruno e “Diaz” di Daniele Vicari. In questa sua opera prima, tratta dalla piece teatrale “Agostino” di Max Bruno, Ravello racconta la storia di un operaio che con la sua bella famiglia vive tranquillamente nel suo appartamento di periferia. Il giorno della prima comunione del figlio, al rientro a casa, l’operaio trova la serratura cambiata e degli sconosciuti all’interno dell’abitazione. Inizia così una guerra tra poveri per conquistare un diritto tanto inalienabile quanto effimero come quello della casa.

Potete acquistare questi film: su www.amazon.it, www.dvd.it; ad Ancona nei negozi MarcoPoloShop, Mediaword, Auchan 

 (articolo tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

 

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