Handicap: gli angeli custodi dell’assistenza autogestita

COMITATO INDIPENDENTE PERSONE CON DISABILITA’

 -di Sergio Dubbini e Giampaolo Milzi

F&D Urlo foto disabili autonomiAncona, 14 luglio 2013- Affrontare gli impegni e le difficoltà della giornata tipo oltre le barriere sociali, ambientali e urbanistiche. Superandole in modo il più possibile autonomo. Solo un sogno per le persone disabili? Se è vero che in realtà sono diversamente abili, questa loro peculiarità può tradurre il sogno in realtà. Questo già accade, sebbene in proporzioni limitate, grazie all’appassionata attività del Comitato per la vita indipendente delle persone con disabilità. Nato nelle Marche nel 2011, il Comitato promuove progetti di assistenza personalizzata ai soggetti afflitti da gravi handicap motori ma con capacità di autodeterminazione. Ciò in alternativa alle forme classiche dell’assistenza in strutture fisse o a domicilio, forme più costose e spesso meno efficaci.

Grazie al decreto emanato il 26 luglio scorso dalla Regione, il Comitato ha ottenuto dal massimo ente locale marchigiano
lo stanziamento di 600.000 euro per il periodo 2012 – 2015. Fondi per un totale di 76 progetti sui 100 complessivamente presentati ed entrati nella graduatoria predisposta dalla Regione, di cui 38 già attivi (ai quali viene garantita continuità) e 38 nuovi. Dei progetti ammessi al finanziamento a livello regionale, 14 sono distribuiti nella provincia di Ancona, di cui 4 nella città capoluogo e 1 a Falconara Marittima.
Ma come funziona questo innovativo metodo capace di assicurare una migliore qualità della vita ai diversamente abili? Il metodo è quello dell’assistenza non solo personalizzata, ma autogestita. E’ lo stesso beneficiario del progetto (di solito è già membro o diventa membro del Comitato) che, una volta ricevuto il contributo regionale (e versando una minima quota a proprio carico), assume e retribuisce direttamente uno o più assistenti. I quali lo aiutano a seconda delle sue particolari esigenze. Quelle legate alle terapie, al lavoro, allo studio, ad una potenzialmente piena partecipazione alla vita sociale. Ciò accade coinvolgendo le famiglie del disabile, che a loro volta traggono evidenti benefici.
Questo metodo per la vita indipendente dei disabili, va ribadito, funziona ancora in modo limitato. Troppo. Nonostante i vantaggi che presenta per tutta la collettività. Un “gap” che non si riesce a colmare anche e soprattutto per lo scarso coinvolgimento dei Comuni nel cofinanziamento supplettivo dei progetti. Tale partecipazione all’erogazione dei fondi è richiesta nella misura del 25% rispetto al finanziamento regionale, ma si tratta di una collaborazione facoltativa. Il risultato attuale su un numero, già di per sè esiguo, di  37 Comuni coinvolti? Ben 16 non compartecipano ai costi, 5 compartecipano con una percentuale inferiore al 25%; appena 16 compartecipano col 25%. A riguardo, i vertici del Comitato hanno chiesto chiarimenti soprattutto ad alcune amministrazioni municipali. In particolare agli assessori ai Servizi sociali di quelle di Ancona e San paolo di jesi, che contribuiscono rispettivamente per il 6% e il 7,69%, e di Chiaravalle e Fabriano, che non contribuiscono affatto.
Pressante l’invito ad attivare o ripristinare una congrua compartecipazione per gli utenti. Il Comitato ha incontrato anche l’assessore regionale ai Servizi sociali, Luca Marconi, e il presidente dell’Anci Marche, Mario Andrenacci. I quali si sono impegnati a sensibilizzare il maggior numero di Comuni, affinchè eroghino risorse e rendano quindi possibile l’operatività di ulteriori nuovi progetti grazie a una riapertura della graduatoria regionale anticipata rispetto alla scadenza del 2015.

 Per informazioni: Comitato marchigiano per la vita indipendente delle persone con disabilità, presidente Angelo Larocca (Montappone), tel. 338/9760326; Roberto Frullini, consigliere, Falconara Marittima, tel. 338/1040950;Comitato.Marchigiano.VI@gmail.com -www.facebook.com/comitatomarchigiano.vitaindipendente

(tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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