Casa de’ nialtri, lasciamo stare…

NOTA CRITICA DOPO LO SGOMBERO DI POLIZIA AD ANCONA

- Ancona – di Katya Mastantuono –

foto 1 nota sgombero Casa de Nialtri
Ancona – Le forze dell’ordine presidiano l’ingresso dell’ex scuola di via Ragusa dopo aver effettuato lo sgombero dell’immobile occupato da un mese e mezzo da persone prive di un alloggio (foto tratta da: www.facebook.com/casadenialtri?fref=ts)

Non si può invece lasciare da una parte la responsabilità di quel gruppo di amministratori e relativa incapacità nel voler far emergere tutte le problematiche che hanno portato a dover percorrere quell’atto estremo di occupazione e la loro gravità.

Non si può invece lasciare da una parte le responsabilità evidenti di quel gruppo di amministratori dello stato di abbandono e incuria in cui versano immobili pubblici e privati dismessi, e la conseguente inadeguata capacità di utilizzarli al meglio e trasformarli in spazi utili alla collettività interpretando quel ruolo di sussidiarietà economica e sociale pubblico-privato, di co-gestione, di co-indirizzo che rappresentano i fiori all’occhiello di tanti paesi europei sviluppati nei percorsi di partecipazione e che darebbero risultati sorprendenti visto il tessuto associativo, professionale, pubblico e privato di cui la nostra città è ricchissimo. 

Non si può invece lasciare da una parte la valutazione del gruppo di amministratori sull’esito del rilancio nella valorizzazione, la manutenzione e l’assetto strategico delle infrastrutture, dei servizi pubblici di mobilità/energia e soprattutto nelle politiche di welfare interpretando una visione limitata e tradotta in un mero ruolo assistenzialista, spesso demandato a organizzazioni religiose che ne supportano le risposte con uno sforzo enorme e ormai insostenibile, comunque con un onere pesante e improduttivo.

Non si può lasciare da una parte l’assenza di dialogo e il costante mancato coinvolgimento della cittadinanza su questioni dirimenti e tanto delicate in un momento di fragilità del tessuto sociale.

Non si può lasciare da una parte la grave responsabilità che deriva dall’intransigenza, dall’acuire il conflitto e dalle menzogne adoperate per inserire in questa azione di forza la motivazione che legittimasse “la liberazione dello stabile del Comune”: abbiamo assistito ad una spettacolare azione volta a contrapporre persone in graduatorie per la casa popolare ai  senzatetto, le famiglie di persone diversamente abili ai senzatetto, gli anconetani agli extracomunitari e i senza tetto. 

Lascerei da parte anche ciò che mi racconta Chiara, 11 anni, quando ieri 5 febbraio, percorrendola strada per andare a scuola e trovandola sbarrata e piena di forze dell’ordine, preoccupata  e  intimamente colpita dalla gravità del contesto ha chiesto “Cosa succede dietro quel giardino? Hanno fatto male ad una ragazza?”. L’immagine violenta resterà impressa nella memoria di Chiara, la bimba anconetana che, dal 7 gennaio, ogni mattina percorrendo Via Ragusa per arrivare a scuola trovava persone sorridenti, rispettose oltre il cancello della Ex-Scuola, nella casa de Nialtri. Chissà poi che brutta giornata sarà stata per Marcella, la simpatica e anziana dirimpettaia che aveva accolto con gioia l’arrivo dei nuovi vicini rispetto al via vai losco e mercenario a cui assisteva nei 3 anni precedenti la rivitalizzazione dello stabile da parte dell’esperienza Casa de Nialtri.

Lascerei da parte i pensieri di tutti coloro che abitano la nostra città e che hanno fortemente solidarizzato con questa esperienza pur non trovandosi d’accordo con l’atto forte di una occupazione ritenendo che i modi e i termini di una azione possano essere comunque accompagnati e indirizzati per ricondurli a percorsi meno antagonisti.

Questa amministrazione ha oscurato e  compromesso la fiducia nella sua funzione di amministratore dei beni e delle risorse di questa comunità lasciando spazio a livori personali, ad atteggiamenti snobistici rispetto ai percorsi dal basso e soprattutto tradendo la realtà dei fatti: Ancona è ormai la caricatura di un capoluogo benestante che non riesce ad affrontare le realtà credendo propria nella capacità di riscatto dei propri cittadini. Lasciamo quindi l’amministrazione a capo di quella schiera di residenti esasperati dalle assenze di politiche di integrazione che credono che trasportare 40 persone in Vallesina e “liberando” l’immobile di via Ragusa sia la risposta giusta per prepararsi alla complessità del prossimo decennio.

A questo gruppo di amministratori i nostri floreali “auguri”: crediamo tuttavia che non ci saranno più le rose ma le spine resteranno tutte!

(Articolo tratto da: www.facebook.com/notes/katya-mastantuono/casa-de-nialtri-lasciamo-stare-/10152002560653406)

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