Pillola del 5° giorno dopo, diritto negato

URLO TEST: IN 8 FARMACIE SU 40

– ANCONA – di Giampaolo Milzi e Laura Principi –

x Fed immagine pillola cinque giorni dopoContinua “a non andar giù liscia”, per usare un eufemismo, la cosiddetta pillola dei cinque giorni dopo, ovvero “ellaOne”. Come aveva denunciato l’ Urlo nell’inchiesta-screening condotta in 20 farmacie della provincia di Ancona (vedi n° 222 del giugno scorso), in ben 5 esercizi sanitari la compressa con funzione di contraccettivo veniva (e forse ancora viene) venduta solo se la utente mostra la prescrizione medica. In barba alle nuove regole che prevedono la ricetta solo per le minorenni, oltre ad eliminare l’altro obbligo preesistente, quello di presentare un certificato di test di gravidanza con esito negativo. Il nostro controllo a campione, è proseguito questa estate in altre 20 farmacie e ne ha “pizzicate” 3 ancora fedeli alle vecchie indicazioni, quelle abolite l’8 maggio scorso da una delibera dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Dunque, tirando le somme, 8 su 40 i casi di farmacie non in regola con l’indicazione Aifa. “Si tratta di grossi errori professionali. – commenta il presidente dell’Ordine provinciale dei farmacisti, Piero Calcatelli, una volta messo al corrente dell’esito della nostra indagine – Invierò una circolare a tutti gli esercenti richiamamdoli in generale al rispetto di tutte le normative in materia farmaceutica, comprese le più recenti”. Gravi errori professionali, dunque. Anche perché – nonostante la pillola dei cinque giorni dopo sia poco richiesta – si tratta pur sempre di casi di pubblico servizio negato, di un diritto negato alle donne. Senza contare che le cause principali del trend del numero limitato di richieste possono probabilmente essere anche e proprio l’altrettanta scarsa pubblicità e carenza di informazioni aggiornate a proposito di “ellaOne” nel settore farmaceutico e la mancata dotazione negli scaffali (ma va ricordato che, su richiesta, il farmacista sprovvisto di “ellaOne” ha l’obbligo di procurarsela entro 48 ore).

Disinformazione, dubbi. A riprova di ciò le emblematiche risposte da noi ricevute da alcuni camici bianchi interpellati al banco vendita: “Come ha detto che si chiama il farmaco?”; “ellaOne? Mai sentita nominare…” . In entrambi questi casi gli esercenti, dopo aver consultato il computer, sempre su nostro invito, hanno confermato l’obbligo della prescrizione medica anche per le maggiorenni. Considerazione interrogativa della redattrice di Urlo: “Chiaro allora, se io ho 24 anni la ricetta non serve…”. Risposta: “No, serve comunque, perché è un farmaco importante…”. In un’altra farmacia “scoprono” navigando sul web che il farmaco esiste, ma tirano dritti sulla necessità della prescrizione. C’è poi chi “ellaOne” non l’ha mai chiesta ai fornitori e chi dice di non averla disponibile, denuncia “problemi di distribuzione e in ogni caso alla fine precisa “accidenti se serve la ricetta”. Per fortuna c’è chi, dopo averla comunque pretesa, la ricetta, si documenta all’istante e fa un’onesta marcia indietro: “Avete ragione, le maggiorenni non debbono esibirla”; “In effetti l’Aifa dice che è un farmaco normale (per le utenti over 18,n dr.) la prescrizione non serve.

Eppure vi assicuro che i farmacisti sono periodicamente e puntualmente informati dall’ordine professionale su tutte le normative, comprese le delibere dell’Aifa”, sottolinea il presidente Calcatelli quando gli facciamo notare che dal nostro sondaggio emerge anche uno scarso aggiornamento da parte della categoria. “Quanto all’aggiornamento – aggiunge – so per certo che la categoria ne tiene conto spontaneamente, consultando le tante testate on line specifiche esistenti”

Grossi errori, vero, le pecore nere ci sono in ogni settore, ma qui si tratta di pochi casi, non di un fenomeno eclatante – continua il presidente dell’Ordine professionale, tentando di sdrammatizzare – E poi c’è da considerare il basso consumo della pillola contraccettiva del quinto giorno dopo (dopo il rapporto sessuale considerato a rischio gravidanza, ndr.). Nella mia farmacia a Jesi, da luglio a settembre, abbiamo venduto solo 4 confezioni di ellaOne”. “Inoltre, come attenuante, – aggiunge – c’è da mettersi anche nei panni di alcuni farmacisti, quelli che si trovano davanti una ragazzina, e quindi non mi meraviglia che in queste situazioni possano aver tergiversato o richiesto la prescrizione”.

In ogni caso il dott. Calcatelli ribadisce che comunicherà agli iscritti all’Ordine provinciale di Ancona di aggiornarsi al massimo e di rispettare tutte le regole. Non dunque un richiamo mirato al disservizio “ellaOne”? “No, mi preoccupano ben altri brutti andazzi, come ad esempio la vendita di psicofarmaci senza prescrizione medica”. Quanto ad un eventuale provvedimento di sanzione deontologica, il dott. Calcatelli precisa “che l’Ordine si attiva solo in caso di una segnalazione mirata da parte dell’utente”.

(tratto da Urlo-mensile di resistenza giovanile)

 

Obbligo di prescrizione solo per minorenni

CONTRACCETTIVO, VIOLATA DELIBERA AIFA

xFedEllaONE– ANCONA – di Chiara Napoli – Il farmaco “ellaOne” era già disponibile in Italia dal 2012, ma con due restrizioni: l’obbligo di presentarsi in farmacia con la prescrizione del medico; avere effettuato un test di gravidanza che avesse dato esito negativo. Restrizioni cautelative adottate solo in Italia. L’Agenzia europea per i medicinali (Aem), infatti, non le aveva ritenute necessarie nel 2009, anno della commercializzazione da parte dell’azienda produttrice “Hra Pharma”. Dall’8 maggio scorso, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della delibera dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che elimina le citate restrizioni, l’unico vincolo residuale in Italia riguarda le minorenni, le quali per acquistare “ellaOne” (costo 34,89 euro) avranno ancora bisogno di presentare la ricetta. Va ricordato poi che in base alle leggi 194/78 e 405/75 non è necessario che la ragazza sia accompagnata dai genitori o da una persona maggiorenne.

La cosiddetta pillola del quinto giorno dopo è un contraccettivo d’emergenza; ossia impedisce l’instaurarsi di una gravidanza indesiderata a seguito di un rapporto non protetto. Il principio attivo agisce sui livelli di progesterone (ormone che insieme agli estrogeni regola il ciclo mestruale ed il periodo fertile della donna). Se la fecondazione dell’ovocita è già avvenuta, non interrompe la gravidanza. Non può essere quindi definito in nessun caso un farmaco abortivo. Non essendo prevista l’obiezione per i temi della contraccezione chi la fa pratica dunque viene meno a un dovere professionale.

La scatola contiene un’unica compressa a base di Ulipristal acetato, nella dose di 30mg, ed è venduta al costo di 26 euro. La pillola ha un’efficacia prossima al 98% con un effetto dimostrato fino a 120 ore, cioè 5 giorni (meno tempo passa tra il rapporto non protetto e l’assunzione, più la pillola è efficace). Si può assumere in qualsiasi momento del ciclo mestruale.

Per maggiori informazioni:

www.farmacoecura.it/donna/pillola-dei-5-giorni-dopo-cosa-serve-sapere

(articolo tratto da Urlo-mensile di resistenza giovanile)

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