La pistola elettrica Taser anche in Italia?Un primo passo per l’introduzione

DECRETO LEGGE SICUREZZA STADI: APPROVATO IN COMMISSIONE UN EMENDAMENTO PER LA SPERIMENTAZIONE DELLE PISTOLE ELETTRICHE

di Avv. Valentina Copparoni (Studio Legale associato Rossi-Papa-Copparoni di Ancona)

TaserE’ notizia di qualche giorno fa che le Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati hanno accolto l’emendamento, proposto all’interno del decreto legge sulla sicurezza negli stadi, in discussione in questi giorni in Commissione, con la proposta di avviare la sperimentazione, presso il Ministero dell’Interno, della pistola elettrica Taser, quale strumento di contrasto in dotazione alle nostre Forze dell’ordine. L’emendamento è stato approvato dopo che il viceministro Filippo Bubbico ne ha proposto una riformulazione per cui la sperimentazione della pistola Taser dovrà avvenire “con le necessarie cautele per la salute e l’incolumità pubblica e secondo principi di precauzione e previa intesa con il Ministro della salute”.

Dopo lo spray al peperoncino (rileggi qui l’approfondimento), già in possesso dei reparti mobili delle forze dell’ordine da qualche mese, se l’emendamento al decreto stadi dovesse passare anche all’esame ed all’approvazione del Parlamento, le prime città italiane che sperimenteranno l’utilizzo della pistola elettrica Taser saranno Roma, Milano e Napoli.

Il promotore dell’emendamento, Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia, ha subito espresso soddisfazione dichiarando che “E’ stato fatto un primo passo verso l’introduzione del Taser come strumento in dotazione alle Forze dell’Ordine. La Prima Commissione ha infatti approvato l’emendamento, anche se riformulato dal Governo. C’è da augurarsi che tale condizione non si trasformi in una manovra ostativa, verso un’operazione di ammodernamento tecnologico, di estrema utilità per gli operatori della sicurezza e per tutti i cittadini. La pistola elettrica Taser, come è noto, è un’arma di dissuasione non letale: essa produce una scarica elettrica che rende la persona colpita inoffensiva per alcuni secondi, sufficienti alle forze dell’ordine per arrestarla. Il suo utilizzo, pertanto, contribuisce sia a ridurre i rischi per l’incolumità personale degli agenti sia a ridimensionare drasticamente il numero delle vittime nelle operazioni di pubblica sicurezza, come dimostra l’esperienza di molti Paesi avanzati, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera.”

Secondo quanto stabilito dall’emendamento, che ricordiamo dovrà passare al vaglio del Parlamento, il Taser sarà usato inizialmente solo in fase di sperimentazione. Il provvedimento ha trovato, però, l’opposizione in commissione di Movimento 5 Stelle e Sel che ritengono incomprensibile la spesa per tali strumenti quando l’aumento dei tetti degli stipendi alle Forze dell’ordine sono stati invece dichiarata “inammissibili”.

La Taser è una pistola elettrica prodotta dalla società TASER International, Inc. che funziona somministrando una scossa elettrica che dura circa 5 secondi che immobilizza temporaneamente i muscoli della persona che riceve la scossa. Il nome è l’acronimo di Thomas A. Swift’s Electronic Rifle, tratto dal personaggio di un fumetto di nome Tom Swift. Oltre agli Stati Uniti, in cui l’uso della pistola elettrica è concesso anche ai civili, il Taser è dato in dotazione alle forze di polizia in più di 100 paesi paesi, tra cui Canada, Brasile e Australia, Finlandia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia, Regno Unito, Nuova Zelanda e Kenya.

La pistola è stata realizzata per la prima volta nel 1969 ad opera di Jack Cover. Ma dopo una serie di prototipi la prima Taser in grado di immobilizzazione completamente una persona arriva più tardi nel 1998. Più nello specifico, le pistole elettriche, una volta centrato il soggetto, lanciano due dardi che si attaccano al soggetto colpito in due punti separati del corpo; maggiore è la distanza tra i due dardi e maggiore è l’effetto che la scossa elettrica produrrà sul soggetto colpito. I due dardi della Taser sono collegati al corpo della pistola tramite due cavi elettrici. La scarica viene prodotta dal corpo principale della pistola che scarica ad alta tensione e bassa intensità di corrente brevi impulsi verso i dardi attaccati al soggetto puntato. L’effetto della pistola Taser si verifica solo se entrambi i dardi colpiscono il bersaglio. Una volta colpito dalla scarica, gli agenti potranno toccare il “bersaglio” senza subire gli effetti della scossa poiché l’elettricità passa solo per il percorso più breve che unisce i due dardi.

In Italia il taser è considerato arma propria ma non un arma da fuoco e per importarlo serve apposita licenza di importazione. Possono essere venduti dagli armieri a persone con porto d’armi ma non possono essere portati per nessun motivo. Una circolare del Ministero dell’Interno risalente al 1997 ha chiarito l’utilizzo e l’acquisto di tali strumenti che necessitano di particolari autorizzazioni. Nello specifico chiunque voglia munirsi di tale strumento deve produrre preventiva istanza al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, disponendo altresì la sottoposizione della stessa istanza al parere della predetta Commissione Consultiva.

La qualificazione giuridica di “arma comune” di tali oggetti è stata costantemente ribadita dalla Commissione Consultiva Centrale per il Controllo delle Armi, che ha più volte esaminato diversi prototipi di detti strumenti riconoscendo che la destinazione naturale di essi è l’offesa alla persona.

Amnesty International in un comunicato stampa ha cosi commentato la notizia (leggi anche qui):

“Apparentemente, queste pistole sembrano avere tutti i vantaggi: facili da usare, efficaci e risolutive in situazioni complicate, tanto nei confronti di persone recalcitranti all’arresto quanto di prigionieri in rivolta o di folle aggressive. In più, portano con sé quella definizione rassicurante di ‘armi meno che letali’ o ‘non letali’. Nel Nordamerica (Usa e Canada), dal 2001, il numero dei morti ‘taserizzati’ è di almeno 864. Nel 90 per cento dei casi, le vittime erano disarmate. Gli studi medici a disposizione sono concordi nel ritenere che l’uso delle Taser abbia avuto conseguenze mortali su soggetti con disturbi cardiaci o le cui funzioni, nel momento in cui erano stati colpiti dalla Taser, erano compromesse da alcool o droga o, ancora, che erano sotto sforzo, ad esempio al termine di una colluttazione o di una corsa. Altro fattore di preoccupazione è la facilità con cui la Taser può rilasciare scariche multiple, che possono danneggiare anche irreversibilmente il cuore o il sistema respiratorio. Prima di mettere a disposizione delle forze di polizia questo tipo di arma andrebbe effettuato uno studio sui rischi di violazioni dei diritti umani a seguito del suo impiego e andrebbe garantita una formazione specifica e approfondita per gli operatori che ne venissero dotati. Ma anche se venissero soddisfatte queste due richieste, il rischio di violazioni dei diritti umani non verrebbe affatto azzerato” ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia”.

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