Il gioco d’azzardo e l’effetto Cassandra

Le denunce contro i pericoli del gioco d’azzardo sono numerose e circostanziate, ma rimangono inascoltate, anche se fondate

di avv. Osvaldo Asteriti **

unknownCassandra, figlia di Priamo, re di Troia, ricevette da Apollo il dono della profezia, ma essendoglisi rifiutata, il dio la condannò a non essere creduta, nonostante le sue profezie si avverassero.

Succede lo stesso con il gioco d’azzardo, per il quale non è necessario il dono profetico di Cassandra per prevedere i danni che comporta e la rovina che causa nella vita delle persone.

Danni già verificati e attuali, ma ignorati, proprio come le profezie di Cassandra, grazie a una attività di rimozione corroborata da una “comunicazione” faziosa e interessata, spesso fornita sotto le insegne della divulgazione scientifica.

Una comunicazione che individua il nemico nel gioco irregolare, senza preoccuparsi di spiegare quale differenza ci sia tra questo e il gioco “legale”, dal punto di vista degli effetti sulla salute dei giocatori.

 

Ecco, quindi, che meno di una settimana fa, ignorando ogni prudenza, i monopoli hanno indetto la quarantatreesima lotteria istantanea.

 

Nonostante la consapevolezza dei rischi che comporta per la salute, il solito sistema: su 6.672.984 biglietti vincenti, il 59,6% – più di uno su due – contiene “premi” pari al prezzo del tagliando, due euro; il 26,8% sono biglietti con premi da 5 euro, mentre in un altro 12,9% di biglietti “vincenti” ci sono premi da 10 e 25 euro.

 

Insomma, il 99,3 dei biglietti vincenti consegna premi tra i 2 e i 25 euro. Non occorre essere Cassandra per prevedere, con assoluta certezza, che i pochi spiccioli recuperati verranno utilizzati per il rigioco, alimentando in questo modo il vorace appetito dei monopoli, che tassano la giocata, e del concessionario. 

 

Ho l’impressione che, dal punto di vista del rischio per la salute dei giocatori, non ci sia differenza se questo meccanismo viene utilizzato – senza proteste – dai monopoli, apostoli del gioco legale, o da altri.

 

Bisognerebbe spiegare questa pretesa “differenza” soprattutto alle centinaia di migliaia di persone e forse più che soffrono di disturbi da gioco d’azzardo, pur avendo praticato sempre e soltanto gioco regolare e legale.

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** Il contributo dell’avv. Osvaldo Asteriti è tratto- su espresso consenso dello stesso- dal suo blog “WIN FOR LIFE, GRATTA & VINCI ED ALTRI INGANNI”

Il contenuto dell’articolo è espressamente verificato dal suo autore che ne è interamente responsabile, sollevando Fatto&Diritto da ogni responsabilità.

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