Deltabeat, ricercato power sound da Ancona

ESTROSO CD D’ESORDIO PER LA BAND

ok– ANCONA – di Enrico Vianelli – Se si è abituati ad identificare la musica con una certa facilità (o faciloneria), allora in questo caso non si può non essere in seria difficoltà. Il terzetto tutto anconetano dei Deltabeat, composto da Eolo Taffi, Dario Fradeani e Andrea Massetti, si presenta come una vera ventata di aria fresca, frutto di una fusione fra varie “scuole sonore” ed influenze artistiche. Questa officina del suono ha autoprodotto un Cd d’esordio dalla fibra dura, potente e diretta, grazie alla ritmica sostenuta della batteria di Dario, unitamente all’apporto energico del basso di Eolo, al corroborante melodico di Andrea alla chitarra e anche lui al basso). A predominare è un groove commisto ad un blues molto essenziale, quasi scarno, ma estremamente efficace; sembra nascere dalla terra, una forza ctonia, sotterranea ma chiaramente avvertibile, senza fronzoli o elementi che potrebbero allontanare dal messaggio puro e crudo che emerge dall’ascolto delle note di questo inusuale “basscore power trio” come i Deltabeat si definiscono. Eolo Taffi, forte di una preparazione musicale di tipo accademico, ammette con orgoglio le origini classiche della di questa musica frutto del suo estro compositivo, origini che la tratteggiano caratterizzandola ed emergono come profondamente assorbite, non semplicemente “copiate e incollate” ma anzi, mescolate con maestria alchemica nel crogiuolo dinamico che risulta essere il progetto della band. La dinamicità si esprime nella capacità di Taffi e Massetti di “switchare” fra i loro strumenti e anche dall’uso di uno speciale basso monocorde elettrico autocostruito dal primo.

Difficile classificare questo genere, sicuramente coraggioso; forse potremmo osare un accostamento alla musica di certi Gentle Giant o addirittura dei Primus, ma probabilmente ci allontaneremmo troppo. In realtà i Deltabeat propongono una musica di tipo descrittivo, rigorosamente strumentale, niente testi, per questo la comunicazione sonica viene veicolata e ricalcolata attraverso gli strumenti. Fra le varie tracce colpisce la numero sei “Discesa dal Conero”, in cui si descrive, non senza un’efficacia quasi futurista, la discesa in bicicletta dal Monte dell’omonima Riviera della provincia anconetana. E soprattutto l’undicesimo brano, “Inferno XXXIII”, in cui la musica dei Deltabeat accompagna la voce di Carmelo Bene che legge (magistralmente) un brano dell’Inferno di Dante: qui la simbiosi è molto armonica e sanguigna allo stesso tempo. I temi che ispirano questo cd variano dalla guerra (“War track”) all’arte di Mussorgsky (“Baba Yaga”), dalla musica dei Black Sabbath (“Electric funeral”) reinterpretata in chiave “Vivaldiana” alle tristi notizie di pedofilia, in “Wicked Granpa, che macchiano spesso le pagine di cronaca. Il gruppo, qui al suo album di esordio, ha all’attivo anche un video, molto originale e criptico, della canzone “Psycolab”, prodotto grazie all’apporto di Alessio Barbini.

Se ci si sente pronti a suoni nudi, senza aggiunta di effetti artificiosi, ad un ritorno alle basi sonore, quelle più immediate e penetranti, allora è meglio non perdere l’occasione di gofersi i Deltabeat esprimersi live, in modo da cogliere al meglio la loro energia libera fatta di forme pulsanti e nuove. L’occasione più vicina sarà quella del 21 giugno al Reasonanz di Loreto (An).

Per informazioni e contatti: https://www.facebook.com/DeltaBeatTrio

(articolo tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

 

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