“Come il mare ad occhi chiusi” in libreria

ROMANZO GIALLO DI ELENA GRILLI

cover-comeilmareocchichiusijpgPERGOLA (PU) – di Chiara Napoli – Un’inspiegabile morte in un appartamento del centro di Ancona, un pericoloso killer assoldato per risolvere situazioni scomode, un tentato suicidio: è così che si apre la narrazione di “Come il mare ad occhi chiusi”, il primo romanzo giallo di Elena Grilli, originaria di Pergola (PU), edito da EEE-book.

Ma cosa c’entra in tutto ciò la giovane Dalia Leonardi? La protagonista è un personaggio misterioso e solitario, e tende a creare intorno a sè il fantomatico effetto alone. Il tumultuoso rapporto con il padre, maresciallo dell’Arma dei carabinieri, l’ha spinta ad affittare una stanza presso la casa dell’anziana signora Amorina, “vergara” per eccellenza, dove trascorre la maggior parte del tempo aspettando di iniziare il tirocinio presso la Lega del Filo d’Oro. Dalia è inoltre appassionata di enigmi e indovinelli, alcuni dei quali condivide con un amico di chat: “Baobab556”. Come routine la sera ama passeggiare per le strade di Ancona fino a raggiungere le grotte del Passetto per ammirare il mare. È proprio in una delle sue uscite serali che, guardando verso l’alto, si accorge della figura di una donna sull’orlo del precipizio. Ripercorrendo di corsa il sentiero giunge in cima e sventa il possibile suicidio. Dalia decide di riaccompagnare a casa la donna che si trova ancora in evidente stato confusionale. Entrando nell’appartamento la scena che le appare è quella di un uomo riverso a terra, ucciso con un colpo di pistola. Sconcertata ed impaurita, Dalia non sa bene come comportarsi, e dopo qualche attimo di esitazione fa la cosa più logica, chiama la polizia. Le forze dell’ordine non tardano ad arrivare per isolare la scena del crimine. La prima sospettata è ovviamente la moglie dell’uomo deceduto: Lisa. Ma la protagonista, seppur giovane, non è così ingenua da credere che la donna possa aver commesso l’omicidio. Inizia dunque ad indagare su quell’intrigante enigma, quasi come se fosse uno degli indovinelli ai quali è tanto appassionata. Un particolare della scena del crimine non è potuto sfuggirle, sulla mano del cadavere erano state disegnate a penna delle croci. Ma come ben si sa, in questi casi la curiosità non può portare a nulla di buono. Ben preso Dalia si rende conto di essersi immischiata in una storia più grande di lei e si trova a dover gestire situazioni pericolose dai cui riuscirà ad uscire attraverso molta scaltrezza ed anche una piccola dose di fortuna.

Un romanzo difficile da decifrare fino alla fine, una storia misteriosa e complessa, con un decisivo colpo di scena nelle pagine finali; il tassello mancante per completare il puzzle.

(articolo tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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