Casa Mutilatini, stop al rischio pescecani privati

COMITATO “PORTONOVO PER TUTTI” DI ANCONA CONTRO SVENDITA

 

Foto 1) Il corteo del Comitato “Portonovo per tutti” poco prima della partenza a Portonovo di Ancona il 20 luglio scorso (foto di Lamberto Marrazzo)
Foto 1)
Il corteo del Comitato “Portonovo per tutti” poco prima della partenza a Portonovo di Ancona il 20 luglio scorso (foto di Lamberto Marrazzo)

ANCONA – di Giampaolo Milzi – Puntare su, in alto, verso un uso eco-sociale e culturale. E quindi “Giù le mani dai Mutilatini”, recitava lo striscione che la mattina di domenica 20 luglio ha aperto il corteo-passeggiata organizzato dal Comitato “Portonovo per tutti” costituito da 22 associazioni. Giù le mani di chi? Quelle della Giunta comunale di Ancona, che ad inizio estate ha annunciato di voler mettere all’asta l’edificio in stile rurale con parco, d’inizio ‘900, a due passi dal mare e dalla Torre, per battere cassa in fretta incamerando oltre 2milioni di euro. E giù le mani “del malaffare, degli speculatori, dei ricchi operatori immobiliari – hanno sottolineato gli esponenti del Comitato – gente che sarebbe interessata a comprare per trasformare in albergo o in ristorante l’ex Colonia estiva. Un grande edificio (734 mq di interni, 2.400 la corte esterna) che per decenni l’associazione proprietaria, quella delle Vittime civili e di guerra, ha reso un’oasi di svago e relax per famiglie con ragazzi e bambini (da qui il popolare e affettuoso appellativo di “Mutilatini”). Triplice l’obiettivo dichiarato delle oltre 150 persone che per tre ore, il 20 luglio, hanno pacificamente invaso la baia-perla del Conero, e del vasto movimento d’opinione che appoggia il Comitato: convincere la Giunta municipale a cancellare la Casa dei Mutilatini dalla lista dei beni alienabili ai privati; a recepire e farsi promotrice del progetto alternativo, economicamente a costo zero per Palazzo del Popolo, che il Comitato sta mettendo a punto, per riconvertire l’immobile e l’area verde che lo circonda, ad usi “sociali, culturali e ambientali, trasformandolo in ostello-foresteria con sala polifunzionale”; finanziare l’operazione attingendo a fondi europei e al crowdfunding.

Fortissime le ragioni del Comitato. Quella della tutela della vocazione pubblica e del turismo sociale e sostenibile di Portonovo, parte preziosissima del Parco regionale del Conero. E quelle giuridiche. L’ex Colonia Mutilatini è destinata dal Catasto a “scuole e laboratori scientifici”. Il Comune di Ancona, quando nel 2004 ne ha deliberato l’acquisto – avvenuto nel 2005, spesa 3 milioni di euro – ha indicato una destinazione “a servizi di carattere socio-culturale”. C’è poi il Piano particolareggiato esecutivo di Portonovo (PPE) del 2001 (parte del PRG) che per alcuni immobili della zona, tra cui l’ex Colonia, ammette un cambio di destinazione d’uso “solo in caso di esplicito interesse pubblico finalizzato a una migliore fruizione del contesto naturale di Portonovo”. E c’è il Piano del Parco del Conero, che quanto alla destinazione d’uso in oggetto, afferma che “può essere modificata solo in caso di revisione di tutto il PPE di Portonovo”. Nessun accenno dunque a ipotesi urbanistiche funzionali a privatizzazioni e vendite spericolate quanto decontestualizzate dal concetto di bene comune.

 

Foto 2) L’ex Casa colonica dei Mutilatini a Portonovo che il Comune di Ancona vuole privatizzare (foto di Lamberto Marrazzo)
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L’ex Casa colonica dei Mutilatini a Portonovo
che il Comune di Ancona vuole privatizzare (foto di Lamberto Marrazzo)

Ma l’assessore comunale al Patrimonio, Maurizio Urbinati, la vede in modo diverso: “La Giunta pensa ad un uso genericamente ricettivo”. E nel confermare l’inserimento dell’ex Colonia e parchetto nell’elenco dei beni alienabili 2014, ha sottolineato che ciò era stato già fatto nel 2012 e 2013 dalla Giunta Gramillano. Di più. L’operazione vendita – ma sarebbe una svendita a vantaggio di pochi – verrebbe oliata dall’intervento della Cassa Depositi e Prestiti, che ha dichiarato il complesso “economicamente appetibile” e l’ha inserito nella sua banca dati on line in vista di operare da mediatore immobiliare per reperire acquirenti anche all’estero, su una base d’asta di 2 milioni e 100mila euro.

Soldi, ha detto Urbinati, “che ci servono per tappare il buco di bilancio”, sarebbero usati in primis per tappare le buche delle strade di Ancona.

Una leggera apertura, da parte della Giunta, poco prima della manifestazione del 20 luglio. Urbinati e il vicesindaco Sediari, incontrando i rappresentanti del Comitato, hanno detto che congeleranno il piano asta-privatizzazione, in attesa di esaminare il progetto popolare alternativo di del Comitato “Portonovo per tutti: “Se sarà simile a quello Scholanova già deciso a Varano (forte di fondi governativi, ndr.), potremmo mantenere la proprietà pubblica”.

Ovvio che il condizionale al Comitato non basta. L’invito alla Giunta è chiaro: “Che il Comune faccia dietrofront, e si dia da fare subito per beneficiare di una quota di finanziamenti europei che la Regione potrebbe rigirargli, avendo approvato il 17 luglio il Por. Si tratta di un piano operativo regionale che ricomprende l’accesso a fondi Fesr, circa 337 milioni che la UE potrebbe destinare per obiettivi quali “la tutela ambientale e la ricerca”. Soldi dalla UE al Comune, passando per la Regione, a fondo perduto, dunque. E basterebbero circa 1milione e 300mila euro per ristrutturare a norma l’ex Colonia (In abbandono da 6 anni ma ancora in buone condizioni), riconvertirne il piano terra in sala multi-uso e per mostre e il primo piano in ostello-foresteria con 50-90 posti letto, destinati a studenti, scout, giovani di associazioni per attività eco-culturali, portatori di handicap. Per definire meglio i possibili usi secondo i principi della democrazia dal basso, il Comitato ha lanciato un sondaggio-questionario on line (https://it.surveymonkey.com/s/CNVHZ96). Oltre a una petizione che ha raccolto quasi 800 firme, funzionale ad un eventuale referendum cittadino. La sindaca Mancinelli, polemicamente, ha dichiarato che “un Comitato di 20 persone non rappresenta certo la città”. Ma la polemica è solo all’inizio: la prima cittadina potrebbe ripensarci su il 4 settembre, giorno del Consiglio comunale straordinario dedicato a Portonovo e quindi anche all’obiettivo “no privatizzazione, sì all’uso pubblico dei Mutilatini”. Obiettivo caro anche ai gruppi consiliari di Sel e del M5Stelle.

(tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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