Sulla via dei pastori: Visso, Cupi, Fiastra

I Viaggi di Michela.  Un mucchietto di bianche case in pietra tra le tonde cime dei Sibillini e un cane pastore seduto di fronte a una vecchia porta. Quando arrivai a Cupi sentii il piacere della semplicità esplodermi nel petto, una quiete sprigionata dalla bellezza di questi ampi pascoli e dal profumo di un’aria così impregnata di incontaminati monti. Non c’è dubbio, Cupi è il cuore dell’antica via dei pastori, un piccolo vero paradiso bucolico per chi vuole assaporare la “dolce vita” sui Sibillini.

Un tempo la via era attraversata da pastori transumanti e da pellegrini in viaggio verso la Santa Casa di Loreto o verso la Valle del Chienti. Il bellissimo Santuario di Macereto, che sorge in stile bramantesco sull’omonimo altopiano, a1000 m di altitudine, serviva spesso da rifugio per i forestieri. Si narra che il 12 agosto del 1359, nel trasportare una statua lignea della Madonna da Loreto al Regno di Napoli, i muli di alcuni pellegrini si fermarono in ginocchio sul sito attualmente occupato dal santuario e da lì non vollero più ripartire. Alcuni passanti accorsi in aiuto videro nell’accaduto un segno divino e pretesero che la statua rimanesse lì. Fu così che, nel giro di pochi anni, sul luogo vennero eretti una piccola chiesa dedicata alla Madonna e un ricovero per i pellegrini, le cui offerte favorirono la trasformazione in un santuario più bello e più grande.

Oggi il luogo è ancora carico di grandi suggestioni, che si possono vivere abbeverandosi al vecchio lavatoio e percorrendo l’intero porticato della cinta muraria che ad ogni arco offre uno scorcio diverso sulla grande mole ottagonale del Santuario.

Arrivai a Cupi con il desiderio di assaggiare l’autentico pecorino dei Sibillini e per fare una buona scorta di salumi di Visso. Il mio percorso ebbe inizio proprio da Visso.

Per chi non lo conoscesse, Visso è uno dei cento borghi più belli d’Italia, non lontano dal confine tra Marche e Umbria. Accedendo da Porta Pontelato, è irresistibile la tentazione di seguire, attraverso i bianchi vicoli del borgo, il corso del fiume Nera che taglia in due l’abitato. Giunta a Piazza Vissani, scorsi finalmente la norcineria di Giorgio Calabrò. Questo minuto signore mi fu simpatico sin dal primo impatto, con la sua espressione buffa e il parlare un po’ impacciato, ma un pieno di bontà che gli brillava negli occhi. Mi presentai: “Salve! È lei il signor Calabrò?”. “Sì, sono io.”. “Piacere. Sono Michela. Ho sentito dire della sua specialità, il salame ai fiori di finocchio. È possibile assaggiarne un po’?”. Cari lettori, andatelo a provare! È davvero squisito come dicono! Non a caso, il salame al finocchio ha ricevuto molti premi e riconoscimenti dallo Slow Food, così come il ciauscolo prodotto dallo stesso Calabrò. Il primo, più stagionato, mi spiegavo Giorgio, si aromatizza del sapore dolce e delicato che hanno solo i primi fiori del finocchio. Il secondo, più morbido e pastoso, è fatto di una grana così fine che si può mangiare spalmato su una fetta di pane.
Con la mia buona scorta di salumi in mano, salutai il signor Giorgio e, visto che ero lì, ne approfittai per una visita al Museo dei Manoscritti Leopardiani. Mi ha sempre affascinato

Leopardi come poeta, ma, credetemi, mai l’ho sentito così vero e “vivo” come in quell’istante. L’emozione di poter cogliere, dalle correzioni appuntate sui manoscritti originali, la dinamicità del pensiero mentre dal cuore scaturiva la poesia L’Infinito. E la lettera scritta con tono amichevole alla sartoria di fiducia per confermare la scelta delle stoffe per il prossimo vestito. Per la prima volta Leopardi mi appariva come qualcosa di diverso dal personaggio un po’ cupo e austero che associavo ai libri di scuola.

Carica di queste emozioni, proseguii il mio cammino verso Cupi, seguendo le indicazioni per il Santuario di Macereto. Nel saliscendi tra gli ampi pascoli, le bianche mulattiere sulle dolci curve dei monti e questi spazi brucati dalla pecora sopravvissana parlavano chiaramente di un villaggio che vive di pastorizia. Giunta a Cupi, ad accogliermi fu il sorriso di Sandra e Beniamino, nella bottega “Il Pastorello di Cupi”. Stavano giusto terminando la produzione delle ricotte della giornata e ne potei scorgere alcune fasi della lavorazione. Sandra e Beniamino sono ancora tra i rari allevatori della pecora sopravvissana, dalla quale ottengono un latte eccezionalmente saporito, che viene lavorato senza alcuna aggiunta di additivi artificiali. È da questo loro amore, dalla purezza dell’aria, dai profumi di zafferano e di fiori di monti assorbiti dal latte che deriva la bontà dei loro formaggi. Uscii dalla loro bottega con una ricottina ancora calda, che portai a casa con tanto orgoglio. Ricordo ancora le parole di mia madre quando la sera ce la mangiammo insieme: “Non provavo sapori così da tanto tempo, forse da quando ero bambina!”.

Se dei “pastorelli di Cupi” mi restarono decisamente impresse le ricottine di pecora, poco più oltre lungo il percorso posso dire di aver trovato probabilmente il migliore produttore di pecorino della zona, un certo Fabrizio dell’Agriturismo Le Casette. La pasta morbida e ben lievitata, il sapore intenso e leggermente pungente, proprio come piace a me.

La posizione in cui sorge l’agriturismo è stupenda, un luogo dove poter restare in contemplazione per ore e ore. E poi sarà l’aria buona, sarà l’ottima cucina del ristorante, sarà il sorriso sempre stampato sul volto di Fabrizio, quel posto mi ha lasciato dentro tanta serenità. “Vedi – mi diceva Fabrizio – qui noi stiamo bene. Non ci manca niente. Non ci mancano neanche i soldi, visto che abbiamo meno esigenze. Anzi, ti posso confidare, qui siamo tutti ricchi! E viviamo in un posto sano e bellissimo.”. E già!

Con dispiacere ho lasciato questo piccolo angolo di paradiso per tornare verso casa, verso un altro tipo di civiltà. Buon viaggio, cari lettori, e alla prossima!

DOVE DORMIRE
Antico Borgo di Gallano (Residenza d’Epoca) – Fraz. Gallano, Pieve Torina (MC) – Tel. 0737.612057
Rifugio di Cupi – Via Piana – Cupi di Visso (MC) – Tel. 0737.971041
Agriturismo Le Casette – Loc. Campobonomo, 26 – Fiastra (MC) – Tel.  0737.52571

GOLOSITA’ DA NON PERDERE
Salame al finocchio e ciauscolo prodotti da Norcineria Calabrò P.zza Capuzi, 49 – Visso (MC) – Tel. 0737.95286
Ricotta di pecora e pecorini aromatizzati prodotti da Il Pastorello di Cupi  – Via Piana 105 – Cupi di Visso (MC) – Tel. 0737.99129
Pecorino e carne biologica di agnello prodotti da Fabrizio Fabrizi (Agriturismo Le Casette) – Loc. Sant’Ilario – Fiastra (MC) – Tel. 0737 52208

DA VEDERE

A Visso: il Santuario di Macereto e il Museo dei Manoscritti Leopardiani (P.zza Martiri Vissani, Tel. 0737.9271).
A Pievebovigliana: l’Abbazia Romanica di San Giusto e il centro storico.

DA FARE
Un’escursione sui Prati di Ragnolo (Pintura di Bolognola) o sui Piani di Castelluccio, in occasione delle splendide fioriture tra giugno e luglio.
Un giro in canoa sul Lago di Fiastra.

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