Storie di bus con “Turno 666”

IL NUOVO E-BOOK DI RICCARDO ANGIOLANI

- Ancona – di Alessandro Faralla -

cover Turno666Turno 666” non è il titolo dell’ennesimo film horror condito di riferimenti satanici e malefici. E’ un numero, una corsa, un tragitto, un viaggio, un racconto. E’ l’ultimo lavoro di Riccardo Angiolani, anconetano trapiantato a Milano. E chi meglio di lui che l’ha vissuta poteva raccontare l’avventura quotidiana di un autista di bus del trasporto pubblico locale ad Ancona.

Fin dalle prime righe si familiarizza con il mondo degli autisti, con le procedure standard che precedono l’inizio della corsa. Tra colleghi ci si chiama con appellativi, “nuovo” è chi è stato assunto per mezzo dell’ultimo concorso indetto dall’azienda. È invece un vecchio vero, Virginio, a disvelare il mistero che si cela dietro il turno 666 e la sua denominazione.

Questo turno è l’unico sopravvissuto alla riforma che ha modificato il trasporto locale. Si tratta di un turno spezzato, inizia con la linea 6 alle 6,06, dagli autisti è stato ribattezzato “lo spezzatino”. E’ un turno infernale perché diviso a sua volta in tre turni e finisce per occuparti tutta la giornata anche se lavori per circa sette ore. E tra le storie dei colleghi, tra gli aneddoti, ti imbatti in Alzataccia, un autista a cui rifilano spesso i turni del mattino presto. Ascolti divertito storie da leggenda metropolitana come quella di un altro autista, fermo in sosta vicino a un cimitero, “vittima” del suono dei campanelli nell’autobus vuoto. O episodi più seri: c’è chi a seguito di un incidente che l’ha visto coinvolto non è più tornato alla guida di un bus.

L’itinerario del 666 ti permette di coprire tutti i punti della città, dal centro, con la sua routine e l’incontro con belle ragazze, alla periferia.

Il tragitto che costeggia la Riviera Del Conero riaccende lo sguardo della vista del mare e della bellezza della campagna circostante.

Nella sua lunga giornata Riccardo ci fa conoscere i “tartarughi”: le persone anziane che impiegano ore a scendere a salire dai bus, nella loro quiete e solitudine guardano silenti il mondo fuori dal finestrino in cerca di un ricordo, di una foto, di un qualcosa che non c’è più. Incontriamo ragazzi particolari, con dei problemi, ragazzi difficili come Alessio, esperto di bus. E Morena, l’amica degli autisti, curiosa e sempre pronta a sbraitare se qualcuno di loro non ricambia il suo saluto.

Tra un turno e l’altro “lo spezzatino” ti ricolloca nella semplicità di azioni quotidiane: la spesa, il medico, servizi da sbrigare. In tutto questo la divisa diviene parte di te, del tuo essere, tanto da non cambiarti anche se il turno te lo permette.

Leggendo questo racconto riesci a familiarizzare con il mondo degli autisti, perché anche se indirettamente e con punti di vista differenti, si tratta di spazi e tempi di cui siamo partecipi. Entriamo dentro questa storia, una storia di facce, di odori, di sorrisi, di sguardi coinvolti o indifferenti e di incontri. Ed è più semplice ritrovarcisi per i cittadini e l’utenza di Ancona, che nelle pagine si può riconoscere negli intercalari, nei modi standardizzati con cui si agisce, si parla, ci si rivolge al conducente.

Il racconto di Riccardo Angiolani coinvolge sin dalle prime battute. Una scrittura leggera e lineare danno anima a un plot che parla di un lavoro comunemente pensato come normale o persino banale. Ma non è semplicemente la storia di un autista e della routine della sua mansione. Ci sono anche la voce e gli occhi di una persona, di un uomo che cerca di ascoltare, di comprendere, di fermarsi, di godere di piccoli momenti e di vivere oltre l’inferno del turno 666.

Riccardo Angiolani, nato ad Ancona nel 1965, ha lavorato come autista presso la Conerobus di Ancona, dal 2004 vive e lavora a Milano come redattore di “Vogue Italia”.

Turno 666 è un e-Book pubblicato dalla collana Zoom Feltrinelli nel dicembre 2013. È possibile acquistarlo e scaricarlo sui vari device (tablet, smartphone, ecc.) ed e-Reader al prezzo di 0,99 euro. Infoweb: www.feltrinellieditore.it/opera/opera/turno-666/

(articolo tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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