Smog e infarto: la parola ai dati.

Che l’inquinamento atmosferico fosse causa di malattie respiratorie e tumori al polmone è ormai risaputo da tempo ; meno conosciuto invece il suo effetto dannoso anche su cuore ed arterie. E’ quanto rilevano recenti ricerche statunitensi ed europee , anche italiane , che evidenziano che inquinanti atmosferici legati essenzialmente al traffico veicolare nelle città causano danni alle arterie e di conseguenza aumentano il rischio di infarto del miocardio e di ictus cerebrale . Le sostanze maggiormente responsabili sono il biossido di azoto e le polveri sottili .

C’è accordo tra i vari ricercatori nell’indicare le soglie di pericolo : ad ogni aumento di 10 microgrammi per metro cubo di biossido di azoto il rischio di mortalità per accidenti cardiovascolari cresce del 4 % , mentre per le polveri sottili un medesimo incremento comporta un aumento della mortalità fino al 10%.

Questi dati costringeranno il legislatore a rivedere i limiti per gli inquinanti atmosferici che i vari paesi industrializzati dovranno rispettare nei prossimi anni . La lotta all’inquinamento atmosferico rappresenta dunque un importante fattore di prevenzione per la salvaguardia della salute che necessita anche del contributo di cittadini sempre più consapevoli .

Dott. Giorgio Rossi

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