“Piacere Sig. Diabete!”, un libro coraggioso e utile

ECCO COME SI PU CONVIVERE BENE CON LA MALATTIA

- Ancona – di Salvatore Cammarata e Giampaolo Milzi -

F&D cop diabete “Piacere Sig. Diabete!” è un libricino che già nel titolo – vicinissimo al paradosso, magari alla provocazione – indica invece una speranza concreta, una via possibile per convivere, con una malattia certamente non facile, all’insegna della qualità esistenziale. Ecco, il 27enne anconetano Cristian Ridolfi, prossimo alla laurea specialistica in Ingegneria delle Telecomunicazioni, in queste 70  pagine (Prospettiva Editrice, 2011) ci sorprende piacevolmente proprio per la sua capacità autobiografica di indicare un iter comportamentale e di ricerche attitudinali se non per debellare il diabete, di sicuro per non uscire affatto sconfitti dalla patologia conservando la propria piena umanità. E lo fa, nella sua prosa, trasmettendo con discrezione emozioni intime, intense, spesso toccanti. Manifestando nobili sentimenti di altruismo, fiducia, positività ed entusiasmo. Il Diabete merita il titolo di “signore”, va riconosciuto, rispettato, affrontato con determinazione. Il rapportarvisi secondo questa mentalità coraggiosa e appassionata si evolve addirittura in opportunità educativa e relazionale. Ed è qui insito il piacere, non più come paradosso: il piacere di riuscire a superare ostacoli biologici e psicologici. E’ una specie di guida, quella di Cristian, che prescrive consigli dietetici, e invita anche – sempre facendo appello alla sua esperienza personale – ad attingere forti antidoti nell’affettività, quella con le persone care, e con le persone che si incontrano nel sociale.

L’esordio della malattia fin da bambino e la sua descrizione sono affrontati nei primi capitoli, dove viene spiegato che l’organismo sano è provvisto di un pilota automatico che regola in modo naturale, durante il metabolismo, l’erogazione dell’ ormone insulina. Quando il pilota automatico si inceppa va sostituito con il controllo manuale, onde ricreare l’equilibrio metabolico indispensabile alla vita. Il controllo manuale consiste nella somministrazione di insulina a mezzo di 3 o 4 iniezioni giornaliere utili a compensare la mancanza di produzione dell’ormone citato. Sembra tutto ok, ma non lo è. Questo metodo genera vari e non trascurabili problemi che solo un buon controllo glicemico ed un contemporaneo equilibrio mentale possono risolvere. Tra gli ostacoli psicologici più frequenti, sono da evidenziare l’insicurezza causata da ipoglicemia. Per rendere più efficace la cura, vita natural durante, è importante praticare una sana attività fisica. C’è poi il fondamentale fattore alimentazione: se non controllata, può causare l’incremento dei valori glicemici.
Come contenere l’aumento di questi valori? Limitare il consumo dei cosiddetti “temibili 4”: cioè dolci, “portatori sani di glucosio” in genere, patate, pizza. Tra gli alimenti il migliore amico risulta il pesce. Che non alza il valore della glicemia, come anche carni, verdure e formaggi, tutti privi di carboidrati oppure ricchi di fibre (carboidrati a bassa densità). Da tenere d’occhio anche eventuali cali di zuccheri, che possono diminuire l’efficienza di attività mentali come quelle legate allo studio e al lavoro e causare senso di frustrazione.
L’autore si sofferma quindi sull’ottimo rapporto coi genitori, ai quali esprime tutta la sua riconoscenza. Anche quello coi familiari in genere e gli amici è un eccellente viatico che fornisce motivazioni positive. La partecipazione ai campi scuola per giovani diabetici, con la presenza del personale sanitario qualificato, è una terapia efficacissima dove l’incontro, la formazione, il dialogo diventano preziosissimi. Importanti anche le esperienze dei campi scuola, delle passeggiate a cavallo in aperta campagna, tra cui quella dell’attraversamento equestre della penisola italiana dall’Adriatico al Tirreno.  Nel capitolo successivo, un altro pericolo da non sottovalutare: la presunzione di ritenere che, raggiunti eccellenti valori glicemici, si possa stare tranquilli, quando invece il Sig. Diabete sollecita un’attenzione continua, onde non vanificare gli sforzi precedenti. Le pagine finali del libro sono rivolte ai profondi rapporti intrattenuti fra Cristian e la sorella e al ricordo del nonno, di cui riporta l’incoraggiante frase “Nulla è impossibile…”.

Il libro è acquistabile nelle librerie Feltrinelli.

Per altre informazioni: www.prospettivaeditrice.it

(tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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