La storica via della Pescheria va restituita ai cittadini!

ANCONA, PASSA IN COMUNE MOZIONE PER RIAPRIRLA

- Ancona – di Giampaolo Milzi

Ristrutturata con soldi pubblici, riaperta più o meno per quattro anni nel 2002, richiusa cinque anni dopo per problemi di ordine sociale dovuti a schiamazzi ed atti di vandalismo: ora finalmente la decisione di riconsegnarla ai cittadini ed animarla con iniziative culturali. Sembra prospettarsi un lieto fine per l’odissea di via della Pescheria, significativa testimonianza, nel centro storico di Ancona, di quanto sopravvissuto del trecentesco complesso dell’Ospedale di Canterbury. Merito del gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle (M5S) e dell’inchiesta di denuncia sul caso pubblicata dal nostro Urlo nel giugno 2011 in base alla quale lo stesso gruppo si è attivato con determinazione. Il 9 settembre scorso il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione presentata dai consiglieri Quattrini, Lazzeri, Diomedi e Gastaldi dell’M5S, che impegna il sindaco e la Giunta “a valutare, con un percorso partecipato con i residenti, un intervento di riqualificazione di via della Pescheria mediante iniziative quali, ad esempio, l’assegnazione in concessione ad associazioni di cittadini che la valorizzino con eventi culturali”. All’Amministrazione comunale, ora, l’onore e l’onere di non confinare la delibera del Consiglio in un cassetto e di porre fine a quello che è un vero e proprio scandalo urbanistico. Via della Pescheria – che partendo da via Padre Guido (una traversa in fondo a corso Mazzini) sbuca in piazza del Plebiscito – nel 2001/2002 era stata oggetto di lavori di ristrutturazione, contestualmente a quelli che hanno dato vita al contiguo Museo della Città (che ingloba resti dell’ospedale di Canterbury). Un’operazione costata al Comune 100mila euro, una tranche dei 700mila utilizzati per il Museo. Il residuo percorso dell’arteria era tornato a splendere elegante, bello, per lo più ricostruito in linea con le caratteristiche architettoniche del sito: pulizia generale, nuova pavimentazione, riadattamento dei due archi d’accesso e uscita, realizzazione di una piazzetta con una graziosa fontana. Ma dopo soli cinque anni il mortificante colpo di scena. L’allora sindaco Sturani – pressato dalle proteste dei residenti – aveva avallato la predisposizione di due cancelli ai due ingressi della strada, compiacente la Soprintendenza ai bei architettonici. Allucinanti i motivi della blindatura: la via, per lo più di notte, priva di controlli, era stata eletta a zona franca da piccoli cririminali, teppisti e balordi. Ignoti avevano rotto una vetrata del Museo della Città. Si sarebbe potuto e dovuto predisporre controlli, magari installare telecamere. E invece… la soluzione sempliciona e drastica di sottrarre l’antica strada alla pubblica fruibilità di cittadini turisti. “Scelta non condivisibile”, hanno giustamente sottolineato i consiglieri M5S, convinti che “creare eventi che comportino una maggiore visibilità e frequenza di via della Pescheria possa contribuire ad eliminare i problemi sociali” addotti per la sua chiusura e che la sua riapertura costituisca “un veicolo di arte e azioni culturali e un volano per le attività economiche e sociali del centro storico”.

(articolo tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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