La storia di William Pezzullo, sfregiato con l’acido dalla ex fidanzata

UNA VITA ROVINATA DA UN AMORE MALATO, MA LUI NON SI ARRENDE

di Alessia Rondelli (praticante presso lo studio legale RPC)

BRESCIA, 06 APRILE 2014- La storia risale a quasi due anni fa quando, nella notte tra il 19 ed il 20 settembre 2012 William Pezzullo, allora 26enne, rimane vittima del crudele agguato pianificato dalla sua ex fidanzata al nono mese di gravidanza. Lei è , una ragazza di 23 anni, accecata secondo i giudici dall’odio e dalla voglia di vendetta nei confronti di quell’uomo con cui ha avuto una relazione e che ora non ne vuole più sapere di lei, sicuro che il bambino che porta in grembo non è il suo. Secondo la ricostruzione fatta in giudizio la stessa ha chiesto aiuto ad un suo amico buttafuori, coinvolgendolo nella fase esecutiva del suo piano: aggredire l’ex gettandogli in testa dell’acido solforico, mentre il buttafuori lo immobilizzava. La giustizia ha fatto la sua prima parte di percorso condannando in primo grado, con giudizio abbreviato, la donna ed il suo complice a 10 anni di carcere per lesioni gravissime premeditate. È così che la vita del giovane atletico e pronto alla battuta si è d’improvviso fermata, ad un passo dalla morte, sì è sopravvissuto, ma quello che vive ogni giorno è un vero calvario. I danni riportati sono stati davvero gravi: è rimasto quasi cieco, senza orecchie ed il corpo è martoriato da un fitto reticolo di cicatrici rossastre causate dal liquido corrosivo che gli ha mangiato pelle e parte dei muscoli. In tutto il ragazzo ha già dovuto subire 11 delicatissimi interventi e molti altri lo attendono, la sua routine e di conseguenza quella dei familiari che, come la madre Fiorella, non l’hanno mai abbandonato è scandita da esercizi riabilitativi, innesti, docce sterili e bagni speciali. Una vita dura, un tormento del quale sempre più spesso se ne parla oggi con riferimento al mondo femminile, ma vicende come queste ci insegnano che ‘l’amore malato’ non conosce sesso né genere. Nel suo mondo è rimasto spazio per stare un po’ con gli amici, chiacchierare, ogni tanto andare da loro, chattare fino a che la vista glielo consente e sognare. Per esempio una famiglia, la speranza di riuscire a formarne una prima o poi non lo abbandona, magari con la sua nuova fidanzata che, dopo averlo visto in tv, si è interessata ed è arrivata a lui. Nei confronti della persona che gli ha fatto tutto ciò non ci sono parole di rancore, piuttosto distacco e la ferma consapevolezza che il suo è sempre stato un amore malato: “Era così gelosa che mi tagliava le gomme dell’auto, una volta mi ha persino chiuso in casa e sono dovuto scappare dalla finestra”.

Una vicenda che ha molte affinità con quella di Lucia Annibali, l’avvocatessa pesarese sfregiata con l’acido da due sicari assoldati dall’ex fidanzato Luca Varani, insignita dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.

Ma di sicuro molto differente è stato il risalto mediatico dato alle due storie.

Sul punto si è di recente esposta l’avv. Paola Tomarelli, presidente dell’associazione onlus “Dalla parte di Giasone”, rivolgendosi direttamente al Presidente Napolitano per chiedere spiegazioni sul diverso trattamento delle due vicende (sottolineando anche le conseguenze per William sono state molto più gravi, con danni permanenti). La risposta piuttosto succinta è arrivata dalla Prof.ssa Zincone, responsabile per i problemi della coesione sociale: “Il Presidente non ha conferito onorificenze a tutte le vittime di partner violenti, ma ad una persona che ha reagito con particolare dignità e coraggio. In questo modo più che la singola persona ha voluto onorare un comportamento, quindi tutte le vittime che hanno tenuto un contegno civile e coraggioso. Il fatto è che, seppur anche i maschi siano vittime di violenza e stalking, oggetto di comportamenti persecutori e di aggressione sono assai più spesso donne e gli aggressori assai più spesso uomini”. Una risposta forse troppo banale e superficiale, che le istituzioni non possono permettersi, dovendo riconoscere che la lotta contro la violenza sulle donne è importante, ma lo è ancor di più in questi casi non lasciare mai solo un cittadino, garantendo pari dignità e rispetto, a prescindere dal sesso.

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