Fine pena per Katharina Miroslava: dopo 13 anni di carcere torna in liberta’

ALL’EPILOGO LA VICENDA DELLA BELLA BALLERINA DI NIGHT CHE UCCISE IL RICCO AMANTE

- di Dott. Alessia Rondelli

UnknownVenezia, 30 GIUGNO ’13- Era la mattina del lontano 9 febbraio 1986 quando il ricco imprenditore di Parma, Carlo Mazza, venne ritrovato morto all’interno della sua auto. Avuta la certezza che si trattava di omicidio, grazie al rinvenimento sulla sua testa di due piccoli fori causati da una pistola, le indagini puntarono dritto alla pista più ovvia e probabile: scavando nella sua vita privata si scoprì che l’imprenditore era l’amante della bellissima ballerina polacca dei night club della provincia, Katharina Miroslava. Insieme a lei i sospetti delle autorità caddero anche su suo marito, Witold Kielbasinski, anche lui ballerino di night, ma i due inizialmente sembravano avere un alibi di ferro perché al momento del delitto si trovavano entrambi in Germania. Da qui l’iter processuale risulterà lungo e travagliato, pieno di colpi di scena, fino al 1993 quando in via definitiva venne confermata la condanna a 21 anni e mezzo di carcere per lei, per concorso morale nel delitto (è stata individuata come la mandante) e 24 anni per suo marito, esecutore materiale dell’omicidio. Il movente? Secondo la ricostruzione ciò che spinse i due ad agire fu una polizza sulla vita dal valore di un miliardo che Mazza aveva intestato alla Miroslava poco tempo prima. La vicenda però non sembra essere del tutto chiara perché, poco tempo dopo la condanna, Witold confessò in un memoriale di aver deciso da solo di agire, unicamente per gelosia e non per denaro, e di aver dato lui incarico ad un terzo soggetto di uccidere Mazza. D’altronde anche la Miroslava è fermamente convinta della sua innocenza: “la verità processuale non è la verità vera e questa storia va riscritta”; proprio per questo ha annunciato che scriverà un libro in cui racconterà la sua vita e la sua ricostruzione della vicenda, dal primo all’ultimo passaggio. Ad oggi la ballerina, che ha scontato 13 anni di reclusione nel carcere della Giudecca, si dice ancora speranzosa che la verità dei fatti venga fuori e giustizia sia fatta, puntando tutta la sua attenzione sulla revisione del processo, affiancata da uno degli avvocati più in vista, Paolo Righi. La sua vita futura sarà fuori dalla laguna e dall’Italia, tornerà in Austria dove vive suo figlio e la sua famiglia d’origine, progettando di portare avanti il percorso di studio iniziato con successo all’interno del carcere, dove si è diplomata nel 2007 in tecnica della moda, e dove ha compiuto anche un lungo percorso di redenzione e di fede. Infatti l’istituto penitenziario della Giudecca è oggi tra gli esempi meglio realizzati in Italia di modello di detenzione integrata con programmi di lavoro e studio ben strutturati, sia pur con i modesti mezzi di cui tuttora si dispone in questo settore, che aiutano poi le detenute a reimpiegarsi una volta uscite. Sicuramente del suo passato la Miroslava riconosce che la sua unica colpa è stata la passione per il suo lavoro, adorava lavorare come ballerina nei night, che in quegli anni non erano certo come oggi e le permettevano di guadagnare tantissimo. A suo dire, la storia con Mazza è stata cosa a sé, non aveva mai avuto relazioni con i clienti dei locali, perciò si è trattato di una vera storia d’amore, nata sì nella disgrazia di una coppia in crisi, ma mai con il bieco intento di volersi appropriare dei suoi soldi. Il suo debito con la giustizia italiana è saldato, adesso a 50 anni può riprendere in mano la sua vita, iniziando un nuovo capitolo e dedicandosi a far emergere la sua verità, e chissà che questa vicenda non riservi altre sorprese.

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