Ex Casa del Mutilato di Ancona, le opere da valorizzare

ODISSEA URBANISTICA E MEMORIA STORICA

- Ancona – di Giampaolo Milzi -

xF&D casa mutilato2Quella della ex Casa del Mutilato di corso Stamira è una specie di odissea urbanistica che inizia più o meno 7 anni fa. Fino alla seconda metà degli anni ’70 si tratta effettivamente, in tutto e per tutto, della Casa del Mutilato. In quando il prestigioso edificio non solo è storica proprietà dell’ Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra e ne ospita la sede della sezione di Ancona; la sezione ha a disposizione tutti gli ampi spazi e uffici disposti su più quote e raggiungibili grazie ad eleganti scalinate, e soprattutto il grande e sontuoso salone al piano rialzato, teatro di eventi, cerimonie e celebrazioni. Ma proprio la Regione, nel dicembre 1977, affitta il Palazzo, insediandovi il Consiglio regionale con relative assemblee e occupando per le sue necessità istituzionali gran parte della superficie dei locali pari a 1670 metri quadri (lorda) e a 1255 (calpestabile). Poi, il 27 marzo 1991 (a seguito di una legge regionale mirata) il massimo ente locale acquista l’edificio per 1 miliardo e 800milioni di lire e lo sottopone a imponenti lavori di riqualificazione e riadattamento del piano seminterrato e del piano terra, necessari perché sia perfettamente adeguato a sede di rappresentanza del Consiglio regionale. E l’ex proprietaria Associazione mutilati? Pur conservando la sede nella sua ormai ex Casa, sebbene ridotta (con ingresso in via Astagno), inizia dopo un po’ ad accusare crescenti disagi logistici. Nel 2007 la svolta: la Regione trasferisce il Consiglio regionale nell’ex Palazzo delle Ferrovie in piazza Cavour; poi nello stesso edificio (piano terra, lato accanto alla sede Inps) ricava la nuova residenza per l’Associazione mutilati. Che quindi, nel dicembre 2009, viene sfrattata da corso Stamira. Uno sfratto annunciato: nella primavera precedente, la Regione le aveva disattivato l’ascensore di servizio e nel 2008 l’impianto di riscaldamento. E uno sfratto più che necessario, sebbene un po’ traumatico: perché la Regione, già il 4 dicembre 2006, aveva messo in vendita la Casa del Mutilato al prezzo di 2 milioni e 826mila euro. Ma l’asta pubblica èra andata deserta. Un flop che si ripete altre due volte, con l’asta del 27 luglio 2010 e quella del 6 dicembre 2011, sebbene il prezzo di vendita sia sceso a 2 milioni e 420mila euro. Dati e cifre fornitici in una nota dall’assessorato regionale al Patrimonio, che ringraziamo. Nella stesa nota due notizie: “In considerazione che per ben tre volte l’asta ha avuto esito negativo, si effettuerà una nuova proposta di vendita pubblica con la riduzione del prezzo a base di gara di un ulteriore 10%”. E la conferma che “in passato non sono stati effettuati interventi di restauro, che sono invece oggi previsti conservativi”.

xF&D casa mutilato3Alcuni doverosi interrogativi. Perché in passato – e cioè dopo quelli di 25 anni fa – non sono stati effettuati interventi di restauro? Considerato anche che già almeno dal 2008 era noto che il controsoffitto si stava deteriorando, e già si registravano le prime seppur lievi pioggerelline? Perché non si sono trovati acquirenti? Solo a causa della grave crisi del mercato immobiliare? O magari anche perché lo storico ed elegante edificio èra già in quelle condizioni malaticce tendenti alla odierna cronicizzazione?

L’sos lanciato dai cittadini è stato raccolto dalla Soprintendenza e la Regione si sta dando seriamente da fare per mettere le cose a posto ed evitare un ulteriore degrado. L’augurio è che tutto proceda velocemente e a regola d’arte. E che – in attesa di un compratore – la Regione non continui a tenere sempre sprangata e sotto chiave quella che per la memoria storica anconetana resterà sempre la Casa del Mutilato. Che la riapra, magari sollecitata dall’Amministrazione comunale e dalla stessa Soprintendenza, almeno per qualche visita guidata.

(tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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2 Responses

  1. Ing. Ciro Berdini
    Ing. Ciro Berdini at |

    Buona sera,
    sto svolgendo ricerche sul patrimonio dell’A.N.M.I.G. d’interesse storico e architettonico, del quale la Casa del Mutilato di Ancona era parte molto significativa.
    Posto che l’edificio suddetto risulta sottoposto a tutela ex art. 10 del D.Leg.vo n.42/2004 , già art. 5 del D.leg.vo n.490/1999 e prima ancora art. 4 della L n.1089/1939 (Legge Bottai) , mi chiedo se sia mai stata ottenuta la necessaria autorizzazione da parte della Soprintendenza riguardo alla cessione del bene in argomento, tanto quella già avvenuta nel 1991 quanto quella ora prevista nel bando d’asta .
    In mancanza di tale autorizzazione mi consta che l’atto di cessione risulterebbe NULLO . Sarei davvero grato di una Vostra risposta in proposito.
    Nel ringraziare per l’attenzione porgo distinti saluti
    Ing. Ciro Berdini , Sez. A.N.M.I.G. Valle Camonica

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  2. giampaolo milzi
    giampaolo milzi at |

    Grazie ingegnere, scusi per il ritardo nella risposta, ma poichè come ha letto la Sorpintendenza è già intervgenuta sul caso, ordinando alla Regione Marche proprietaria dell’immobile di provvedere immediatamente ad opere di manurtenzione straordinaria e restauro, sono pressochè certo che le autorizzazioni per la cessione del bene sono state concesse, comunque verificherò, non si sa mai e la terrò in caso contrario informata, grazie di nuovo, la mia e-mail è urlolinelibero.it il mio cellulare 333/8028294, mi chiami pure se vuole

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