Emergenza casa, le risposte del Comune di Ancona

AVVIATO PIANO D’AZIONE DI RESPIRO TRIENNALE

- Ancona – di Martina Marinangeli

5 logo storie stradaChe ne si condivida o meno il metodo, l’occupazione dell’ex scuola Regina Margherita, da molto tempo in disuso in via Ragusa, ribattezzata “Casa de’ nialtri”, ha avuto un grande merito: quello di aver puntato in modo più potente i riflettori dell’opinione pubblica su un’emergenza casa che fino a qualche anno fa era impensabile nella città di Ancona. Vittime di una crisi economica che sta mettendo in ginocchio l’intero Paese, i soggetti sociali più vulnerabili si ritrovano sempre più spesso per strada o a rischio strada, incapaci di pagare l’affitto o il mutuo, di conquistare un alloggio a prezzi equi e sostenibili, spesso tagliati fuori dal mondo del lavoro. Come ha ammesso la stessa Amministrazione comunale, “Non è possibile rispondere in tempo reale a tutte le richieste”. Ma sono in cantiere – e in parte operativi – diversi progetti volti ad arginare “il disagio abitativo delle classi più disagiate, di chi non ha accesso al mercato immobiliare né riesce a rientrare nei requisiti per ottenere la casa popolare”, la cosiddetta “fascia grigia”.

Si tratta di riforme strutturali che guardano al lungo periodo, più che all’emergenza contingente, e che si propongono di risolvere il problema alla base. Ecco un’analisi più approfondita.

CASE POPOLARI, NUOVE REGOLE E LISTA APERTA

Il prossimo giugno, data in cui scadrà l’attuale graduatoria, verrà modificato il regolamento per l’assegnazione degli alloggi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) attraverso la trasformazione della lista – che conta ben 1250 persone in attesa – da chiusa ad aperta.

Fino ad oggi, la graduatoria restava bloccata per due anni – spiega l’assessore alla Casa Maurizio Urbinati – perciò le abitazioni venivano assegnate a partire da chi aveva 20 punti, cioè i più bisognosi, quelli nelle condizioni socio-economiche più precarie, fino a chi ne aveva per esempio 10. Con la graduatoria aperta, le revisioni avverrebbero ogni 6 mesi, quindi, in cima alla lista andrebbero sempre le persone con 20 punti poichè ci sarebbe un controllo costante e più capillare della situazione”.

Dunque, lo scopo è quello di rendere il regolamento più efficiente, cercando di tutelare le categorie svantaggiate, quali famiglie numerose o con più soggetti disoccupati.

PER I MENO ABBIENTI 650 ALLOGGI IN 3-4 ANNI

Sono stati impegnati 50 milioni di euro per riqualificare 300 alloggi popolari già esistenti e per realizzarne altri 350, che andranno ad aggiungersi ai 1480 di proprietà del Comune di Ancona ed ai 1450 dell’ERAP (Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica), tutti attualmente già abitati.

Nel dettaglio, sono stati ristrutturati, o in via di riqualificazione, 14 alloggi in via Flaminia, 20 in via Ascoli Piceno, 219 In via Maestri del Lavoro e 50 tra via Marchetti e via Pergolesi. È inoltre in corso un piano forte dei seguenti numeri di nuova residenzialità: 56 appartamenti a Collemarino; 40 alloggi di ERP sovvenzionata (abitazioni di proprietà pubblica, vera e propria edilizia popolare); 12 di ERP agevolata (edilizia realizzata da privati, ma che usufruisce di finanziamenti pubblici sotto forma di contributi o di agevolazioni particolari) in via Mingazzini; 34 appartamenti di ERP, sia sovvenzionata che agevolata agli Archi. E ancora: l’Amministrazione comunale sta redigendo il progetto per la realizzazione di 114 alloggi di ERP sovvenzionata e di 30 di ERP agevolata in piazza Aldo Moro.

Si discuterà, infine, in Consiglio comunale, a proposito del piano – che si presume possa iniziare nel 2015 – per la riconversione abitativa dell’ex scuola in via Petrarca, con la predisposizione di 35 appartamenti.

L’assessore Urbinati ipotizza che questo imponente disegno si concretizzerà, nella sua totalità, entro 3 o 4 anni. “Queste le disposizioni che cercano di venire incontro il più possibile alle categorie meno abbienti – continua Urbinati – cioè a coloro che non raggiungono i 10.000 euro annui di reddito ISEE. Chiunque si trovi in una situazione economica migliore di questa, non rientra nei parametri necessari per poter ottenere una casa popolare. A queste persone vanno date altre risposte, come ad esempio quelle legate a progetti di housing sociale”.

CENSIMENTO DEGLI IMMOBILI COMUNALI INUTILIZZATI

L’Amministrazione comunale – recentemente sollecitata dalla Regione, che vuole coordinare azioni congiunte in tutte le province marchigiane per stanziare fondi finalizzati ad arginare il problema “un tetto per tutti” – ha incaricato Ancona Entrate di attuare una mappatura straordinaria del patrimonio immobiliare municipale (come virtuosamente avvenuto in molte altre città italiane) per stabilire quanti siano gli immobili inutilizzati senza motivo, o perchè necessitano di manutenzione; per conteggiare quelli per cui non si riscuotono i canoni di affitto (solo per fare alcuni esempi).

AI PRIVATI PARTE DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

L’Amministrazione ha predisposto la delibera di alienazione di parte del patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà comunale ai privati. Lo scopo? Reperire ulteriori risorse economiche per investire nella riqualificazione e riuso del patrimonio ERP. In altre parole, alcune delle persone che attualmente abitano in case popolari, potrebbero riscattarle, acquistandole dal Comune a prezzi agevolati. I soldi così guadagnati verrebbero reinvestiti nell’edilizia pubblica.

RIPRISTINO DELL’AGENZIA PER LA LOCAZIONE

L’Amministrazione ha espresso l’intenzione di ripristinare l’Agenzia per la locazione, richiedendo il coinvolgimento di altri soggetti pubblici e privati per istituire un adeguato fondo di garanzia.

Fino ad ora – continua Urbinati – i privati non sono stati coinvolti nei progetti di edilizia popolare perchè spaventati dall’incertezza del pagamento del canone. Ma se il Comune garantisce un fondo da cui recuperare i soldi in caso di morosità dell’inquilino, non c’è motivo per non partecipare. In questo modo, la collaborazione tra pubblico e privato porterebbe più risorse all’ERP”.

ALLO STUDIO FONDO PER L’HOUSING SOCIALE

Infine, è stato avviato da tempo uno studio per l’istituzione di un fondo immobiliare chiuso per la “housing sociale”, con il coinvolgimento di soggetti privati e di altre istituzioni pubbliche, che potrà consentire un’azione decisa a favore della cosiddetta fascia grigia, con alloggi a prezzi calmierati o con patto di futura vendita. La categoria di persone a cui si riferisce questo progetto è comunque in grado di far fronte ad un affitto, anche se non a quello a prezzi di mercato.

Ancona è stata risvegliata dal suo torpore di apparente e in un certo modo resistente benessere da una doccia fredda: l’emergenza casa, che si credeva ormai superata da almeno vent’anni, è tornata prepotentemente in primo piano, ed ha colto impreparate le istituzioni. L’Amministrazione comunale ha proposto dei provvedimenti per arginare il grave fenomeno. Ora resta solo da vedere se saranno adeguati, anche e soprattutto per i tempi d’attuazione.

(articolo tratto da: Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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