Donare il midollo osseo si può, si deve

IL TRAPIANTO DI MIDOLLO COMPIE 40 ANNI

del dottor Giorgio Rossi

imagesAi primi del mese di aprile si è tenuto a Milano un importante convegno sul trapianto di midollo osseo in occasione dei 40 anni della Società Europea per i Trapianti di Midollo Osseo (European Society for Blood and Marrow Transplantation) ove, esperti internazionali, hanno fatto il punto di quattro decadi di attività.

Quaranti anni fa il trapianto di midollo osseo era una procedura sperimentale riservata a pazienti molto gravi per i quali non c’era più nulla da fare ; oggi, grazie ai molti progressi fatti, è diventato un trattamento disponibile per un numero crescente di malati con varie forme di neoplasie ematologiche e anche per diverse patologie del sangue di altra natura, rendendo curabili e spesso guaribili malattie che prima erano letali.

Il trapianto di midollo rappresenta il primo e più chiaro esempio di utilizzo di cellule staminali; infatti nel midollo osseo sono naturalmente presenti le cellule staminali che sono cellule totipotenti e hanno la capacità nel loro percorso di crescita e maturazione di diventare un globulo rosso o un globulo bianco (leucocita o linfocita) o una piastrina ( i 3 tipi fondamentali di cellule presenti nel sangue). Pertanto quando si parla di trapianto di midollo osseo equivale dire trapianto di cellule staminali. Recentemente, inoltre, le cellule staminali possono anche essere raccolte dal sangue periferico .

Esistono due tipi fondamentali di trapianto: quello allogenico, da donatore e quello autologo dallo stesso paziente. Nell’allogenico deve esserci un donatore compatibile, che abbia lo stesso patrimonio genetico così che le proteine con funzione di antigene che si trovano sulla superficie delle cellule, nel caso specifico sulla superficie dei leucociti, siano identiche; ciò rappresenta il sistema di istocompatibilità, tecnicamente indicato con la sigla HLA(Human Leukocyte Antigen). Il donatore più idoneo è un familiare, un fratello, ove la probabilità di compatibilità è valutata intorno al 25%. Ma con la tendenza alla riduzione del numero dei componenti dello stesso nucleo familiare, non sempre è disponibile un donatore della stessa famiglia. Allora negli anni si sono create delle banche di midollo in tutto il mondo a cui donatori volontari donano il proprio midollo osseo che viene criopreservato e utilizzato all’occorrenza per un ricevente compatibile ; la probabilità di reperire un donatore compatibile è del 10-15%

Nell’autologo le cellule staminali vengono prelevate dal paziente stesso, solitamente dal sangue periferico, mediante la tecnica di leucafersi che permette di separare le cellule staminali dalle altre cellule del sangue e quindi rinfuse al medesimo paziente.

LA maggior parte delle malattie curate mediante trapianto di cellule staminali è rappresentata da tumori del sangue, leucemie acute e croniche, mieloma multiplo, linfomi, malattie mieloproliferative, mielodisplasie, ma anche malattie non oncologiche come talassemia ed alcuni tipi di anemia. Ogni anno in tutto il mondo vengono effettuati 54 mila trapianti di questi 24 mila sono allogenici e 30 mila sono autologhi. I primi servono soprattutto per la cura delle leucemie che trattandosi di malattie in cui la cellula tumorale nasce proprio nel midollo osseo, il trapianto autologo sarebbe come dire rinfondere cellule, anche se staminali, potenzialmente leucemiche e pertanto mantenere attiva la malattia. I secondi vengono invece utilizzati prevalentemente nei linfomi in cui la cellula tumorale è sistemica, può anche colonizzare il midollo osseo, ma non è esclusivo di questo organo.

Una novità degli ultimi anni è rappresentata dal cosiddetti trapianti “mismatched” o”aploidentici”; si tratta di trapianti che possono essere eseguiti da donatori HLA parzialmente identici, identici al 50% per i quali vengono utilizzate le cellule staminali periferiche depurate con speciali tecniche per evitare gravi forme di rigetto.

Comunque in entrambi i casi il trapianto viene effettuato dopo aver sottoposto il paziente ad un trattamento chemioterapico a dosi elevate, superiori a quelle normalmente tollerabili, in grado così di distruggere il maggior numero possibili di cellule malate ma contemporaneamente causando anche alla distruzione delle cellule sane del sangue, condizione incompatibile con la vita. E’ in questa fase che interviene il trapianto con la possibilità di ripopolare il midollo e dare nuovamente origine a cellule del sangue normalmente funzionanti.

La procedura inizia con il prelievo di midollo osseo dal donatore mediante puntura sul bacino ( cresta iliaca posteriore) in sala operatoria sotto anestesia. Una volta individuato il ricevente, il trapianto viene effettuato mediante infusione venosa come una comune emotrasfusione. Per la raccolta delle cellule staminali periferiche, invece, si procede inizialmente trattando il paziente con i fattori di crescita, farmaci che favoriscono la moltiplicazione delle cellule staminali e la loro migrazione nel sangue periferico da dove vengono poi estratte mediante la tecnica dell’aferesi.

In entrambe i casi dalla rinfusione di cellule staminali alla ripopolazione del midollo trascorrono circa 15 giorni che rappresentano i giorni più difficili per il paziente essendo a rischio elevato di infezioni e di episodi emorragici; per questo viene protetto in camera sterile, con continue trasfusioni di globuli rossi e di piastrine ed una adeguata copertura antibiotica. Superata questa fase che, grazie alle moderne tecniche e a nuovi antibiotici sempre più efficaci, è molto meno pericolosa di quello che era agli inizi, il midollo ritorna a funzionare regolarmente e si apre così una concreta opportunità di guarigione.

Considerando che, nonostante i progressi avvenuti in questi anni, solo una persona su centomila è compatibile con chi sta aspettando il trapianto di midollo osseo, si comprende come sia sempre molto auspicabile aumentare il numero dei donatori, superando preconcetti e timori immotivati.

Sul sito www.admo.it dell’Associazione Donatori di Midollo Osseo si possono trovare tutte le informazioni per diventare donatori.

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