Diritto alla salute- Bambini e alimentazione, quali errori?

UNO STUDIO RIVELA I PRINCIPALI ERRORI NELL’ALIMENTAZIONE DEI BIMBI ITALIANI

di dott. Giorgio Rossi (ONCOLOGO)

Qualche tempo fa sono apparsi i risultati dello studio Nutrintake , coordinato dal prof. Gianvincenzo Zuccotti , direttore della Clinica pediatrica dell’Ospedale L.Sacco di Milano , che rivelano le abitudini alimentari dei bambini dallo svezzamento ai 3 anni di età. Lo studio, condotto con la collaborazione di esperti di nutrizione , pediatri di famiglia, dietologi appartenenti all’Associazione Nazionale Dietisti ed ingegneri informatici , è stato realizzato su un campione di 400 bambini italiani di età compresa tra i 6 e i 36 mesi di Milano e Catania ed ha indagato in maniera analitica le abitudini alimentari dei bambini a partire dallo svezzamento ed ha rilevato gli errori più comuni.

Uno dei principali squilibri emersi dallo studio e comuni a tutte le fasce di età ed in ugual misura ai bambini di Milano e di Catania risulta essere l’eccesso di proteine . Fino a 12 mesi , il 50% dei bambini ne assume il doppio rispetto al fabbisogno raccomandato ; superato l’anno di età il livello aumenta fino a quasi 3 volte . Ciò rappresenta un aumentato rischio di sovrappeso ed obesità sia da bambini che in età adulta. Parallelamente è stato evidenziato che esiste un consistente deficit di ferro a partire dallo svezzamento in poi. Un adeguato apporto di questo micronutriente è importante sia per la regolare crescita del bambino sia per supportare il suo sviluppo neurologico ed intellettivo

Oltre alle proteine le mamme eccedono anche con la quantità di sodio ;le mamme già entro l’anno di età del loro bambino pensano di facilitare lo svezzamento rendendo più sapide le pappe .Infatti a partire dai 18 mesi un bambino su due consuma una quantità di sale che supera il limite raccomandato .Altra eccedenza riguarda gli zuccheri per i quali tutti i bambini entro i 12 mesi raggiungono il limite massimo che viene ampiamente sforato dopo l’anno di età quando le mamme sembrano diventare più permissive abusandone.

Gli squilibri registrati nello studio, sono stati rilevati tanto nei bambini di Milano quanto in quelli di Catania ; una differenza riguarda il consumo di ferro per il quale i bambini di Catania superano , anche se di poco , i pari età di Milano .

L’aspetto più rilevante ed anche preoccupante che emerge dallo studio , simile a Milano che a Catania, è quello che troppo spesso i bambini già dallo svezzamento vengono considerati degli adulti alimentandoli con gli stessi cibi .Con degli esempi che speriamo solo stremi , come lo spuntino a base di wurstel alle 10.30 di sera in un bambino di 18 mesi ; oppure un largo uso di hamburger ,senza rinunciare al cibo etnico , al sushi, alla salsa di soia . All’estremo opposto diete totalmente vegetariane .

I ricercatori stessi hanno poi sottolineato l’importanza fondamentale della nutrizione nei primi anni di vita per predisporre una buona salute futura. Inoltre hanno lanciato un appello alle istituzioni ,affinché il Ministero della Salute inviti le Associazioni Scientifiche Pediatriche a stilare delle linee guida nutrizionali a supporto delle famiglie per una corretta alimentazione nei primi tre anni di vita .

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