Bruxelles sulla Siria: rinnovate sanzioni economiche, no embargo sulle armi

BRUXELLES, 28 Maggio 2013 – Ieri a Bruxelles si è tenuto un lungo negoziato dei Ministeri degli Affari Esteri dei 27 Stati UE sulla questione Siriana. Il risultato? Approvate le sanzioni economiche nei confronti della Siria, ma gli Stati Europei saranno liberi di fornirgli le armi.

La carneficina di civili che sta avvenendo in Siria non è un problema dell’Europa, evidentemente, che  lascerà la libertà a Francia e Gran Bretagna di fornire armi ai ribelli siriani contro il regime di Bashar al-Assad. I due paesi si sono scontrati con i timori di Austria, Repubblica Ceca e Svezia – convinte che la fornitura di ulteriori armi possa peggiorare la situazione.

Le sanzioni economiche nei confronti della Siria, in scadenza alla fine del mese, sono state rinnovate, salvo proprio quelle che riguardano le attrezzature militari. Sulla questione dell’embargo sulle armi si ritorna alla competenza nazionale dunque. Anche in virtù della minaccia, paventata da Le Monde, che riguarda il possesso di armi chimiche da parte di Assad.

Dal 1° agosto, i paesi potranno quindi decidere di fornire armi alla Siria, “valutando caso per caso la licenza all’export”, secondo quanto si legge in un comunicato pubblicato nella notte dal Consiglio europeo dopo oltre 12 ore di trattative.

Questa è l’ennesima riprova che la PESC, politica comune estera è ancora un miraggio per l’Europa, da sempre divisa in ogni decisione che non riguardi il mercato europeo in senso stretto. Dopo l’intervento in Mali ed in Libia, ora è il turno della Siria: ed ecco che le relazioni internazionali non divengono altro che una grande partita di Risiko. E allora, come si può dar torto ad Assad, quando disse “A chi importa realmente del sangue dei Siriani?”.

 

CLARISSA MARACCI

 

 

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