Barriere architettoniche e beni culturali: ancora molto da fare

‘ACCESSO VIETATO’ ALLE PERSONE CON DISABILITA’ IN MOLTI SITI d’INTERESSE CULTURALE

di Alessia Rondelli (praticante avvocato presso lo studio legale RPC)

ROMA, 29 DICEMBRE 2013- L’Italia, conosciuta anche come il Bel Paese, deve tutto alla sua ricca storia impressa ancora oggi nella moltitudine di stupendi monumenti, siti archeologici, musei sparsi per tutta la penisola. Tantissimi sono i turisti stranieri che vengono ad ammirare le nostre meraviglie, peccato che questi luoghi di interesse artistico non siano proprio accessibili a tutti. In effetti basta guardarli dal punto di vista di una persona con disabilità motoria o di altro tipo: andare a visitare la maggior parte di tali luoghi risulta impossibile. Scaloni monumentali, scalinate di chiese, viuzze strette dei centri storici…pezzi di storia e di arte che rendono il nostro paese speciale, ed è proprio per questo che non dovrebbero esistere più barriere architettoniche per accedervi. Per barriera architettonica s’intende ogni elemento costruttivo che impedisce, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti, l’accesso e la fruizione di servizi per le persone con ridotte capacità motoria o sensoriale. Un semaforo senza segnale acustico, un marciapiede o una scalinata senza rampa, un bus senza pedana, un ascensore troppo stretto, una porta troppo piccola ecc. Ovvio che un elemento che per un soggetto non rappresenta una barriera architettonica può essere un ostacolo per un altro, il concetto di barriera è perciò dinamico perché percepito in maniera diversa da ogni individuo. Si tratta anche di un concetto complesso, che si evolve con l’evolversi della società, andando ad oggi ben oltre le tipiche barriere fisiche e percettive per arrivare a quelle comunicative, ovvero di tutti i segnali che l’ambiente genera, e addirittura virtuali di siti internet non conformi agli standard di accessibilità. Il bisogno di garantire al maggior numero di persone il diritto alla libertà di movimento ha portato alla ricerca di parametri comuni, che consentissero di limitare il criterio di soggettività. Il legislatore ha cercato quindi di individuare quegli elementi costruttivi che siano da considerarsi barriera architettonica, imponendo degli standard di adeguamento delle strutture già esistenti e di quelle da progettare da nuovo. Il problema è che per quanto riguarda gli edifici ex novo la normativa impone certi requisiti che sono ormai stati acquisiti e vengono pienamente rispettati, invece ciò non accade per tutte le strutture già esistenti, in particolare dei luoghi di interesse artistico-culturale. Questo perché si tratta di attuare degli interventi economicamente più dispendiosi e più impegnativi dovendo fare i conti sia con le specificità delle strutture che con la loro conservazione. Di questo si è discusso alcuni giorni fa in un incontro tra vari esperti, professionisti del settore organizzato dal Ministero dei beni e delle attività culturali a Roma finalizzato a fare il punto della situazione a distanza di 5 anni dall’emanazione delle ‘Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale’ del 2008. Intervento normativo volto a riadattare la legge quadro n. 13/89 che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l’accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici. Negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti, ma rimane ancora molto da fare nell’ottica ‘dell’accomodamento ragionevole’, puntando di volta in volta su interventi studiati per ogni determinato sito. Sicuramente troppe ancora sono le barriere esistenti, ma il dato importante registrato è l’aumento della sensibilità sull’accessibilità e fruibilità al di là del solo rispetto delle norme. Non esistono elementi a priori di incompatibilità tra la salvaguardia degli immobili vincolati ed il loro adeguamento alla normativa per una fruizione generalizzata degli spazi, ciò anche alla luce di una mutata percezione della condizione di disabilità, passata da evento “eccezionale” a fenomeno comune e diffuso. Il tema dell’accessibilità è senza dubbio uno dei più determinanti dal punto di vista della vivibilità degli spazi costruiti e costituisce dunque una essenziale caratteristica qualitativa delle strutture, e ciò vale, a maggior ragione, per quelle di interesse culturale, spazi preziosi per la collettività che devono comunque risultare accessibili ed accoglienti per tutti.

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