Autoproduzione e condivisione al Glue-Lab

NUOVO CIRCOLO NEL CENTRO DI ANCONA

– di Luca Socionovo – Ancona –

Dobbiamo stare attaccati insieme come colla”. Bisogna partire da qui, dal testo di una canzone degli SS Decontrol, band hardcore di Boston dei primi anni ’80, per provare a raccontare un po’ il Glue-Lab, e l’idea che lo sorregge. Perché di quella canzone, intitolata proprio “Glue”, il locale anconetano di fresca apertura non ha preso solo il nome, ma l’intero spirito.

Situato in via Matteotti 10 (all’angolo con via Carducci), il circolo associativo culturale Glue-Lab, del circuito Arci, non è votato solo all’intrattenimento musicale serale: l’ambizione è diventare uno spazio aperto ad un pubblico il più possibile eterogeneo, a completa disposizione dei cittadini, i più giovani soprattutto. Un luogo dove stare insieme e legarsi gli uni agli altri: un collante, appunto. Del resto è proprio dal legame di tre persone diverse, e dalla commistione delle loro idee, che è nato il progetto. “Inizialmente avevo in mente di aprire una sala concerti più tradizionale, magari in periferia e solo per il fine settimana – spiega Simone Sabini, in arte “Sabo”, uno dei tre gestori –, mostreinvece poi mi sono lasciato influenzare da Gabriele (Santamaria, ndr.) e Barbara Venturi (ndr.), che immaginavano un posto più sociale, dove riuscire a realizzare esperienze culturali diverse, facendole convivere”.E infatti i concerti sono solo una delle tante attività organizzate all’interno dei tre piani del locale. Ci sono i mercatini per le autoproduzioni, sempre partecipatissimi. I workshop, inaugurati a inizio ottobre con il ciclo dedicato all’arte dell’uncinetto organizzato dal collettivo femminile pescarese The Babbionz. E le mostre, come quella della fotografa messicana, ma italiana di adozione, Cintia Soto (che è stata molto apprezzata). E poi c’è il bar-stuzzicheria, uno dei pochi a poter vantare una ricca scelta di panini e tramezzini a base di cibi vegani, grazie alla collaborazione con lo store culinario Misticanza di Camerano, per degli aperitivi di certo meno convenzionali dei soliti

Ma a parte tutto questo, sono gli ambienti, gli arredi, le dotazioni tecniche e altre “chicce” ad intrigare, affascinare, invischiare e stimolare piacevolmente gli utenti. Un paio di esempi? I tavolinetti in materiale riciclato; l’originalissima collezione di riviste rare; la rete wi-fi (presto disponibile). Insomma, il Grue-Lab si è rivelato subito una risorsa importante per una zona centralissima della città, molto popolata da studenti universitari. “Beh, volevamo creare un posto da vivere quotidianamente e in piena libertà, sul modello di molti locali europei; qualcosa che qui dalle nostre parti fa fatica a imporsi, ma noi speriamo di riuscire a innescare un cambio di mentalità”, si augura Gabriele.

Un discorso a parte, poi, lo merita il cuore pulsante di tutta la struttura, ovvero la sala concerti posta nel seminterrato, presa subito d’assalto sabato 28 settembre, giorno dell’inaugurazione ufficiale, quando ad esibirsi sul palco c’erano i Marnero e i Cayman The Animal. Due gruppi riconducibili al filone del punk e dell’hardcore, generi che caratterizzano molto il sound del Glue-Lab. “Ad Ancona la scena hardcore è piccola ed è stata trascurata negli ultimi anni, ma l’idea è quella di riuscire ad attrarre qui anche i contributi delle scene limitrofe, numerose e molto attive”. E a guardare il cartellone, con una media di tre concerti a settimana da qui fino a Natale, le occasioni per farlo non mancheranno. La passione per l’auto-produzione, per il “Do it yourself”, in casa Glue-Lab travalica i gusti musicali, si fa vera e propria mentalità e attitudine alla vita. “Questo posto l’abbiamo fatto tutto da soli, lavorandoci per l’intera estate. Tutto quello che si può vedere è uscito dalle nostre mani”, rivendicano con orgoglio i ragazzi. Perché la loro è una storia che conosciamo ahimè bene: quella della crisi economica e non solo, quella della precarietà che non guarda in faccia a nessuno, e ti fa svegliare un mattino senza più il lavoro di sempre, su cui ti eri costruito una vita.Ecco, se c’è una cosa che mi piacerebbe uscisse da questo nostro progetto, è l’idea di avere il coraggio di fare le cose, di rischiare mettendoci del proprio, senza aspettare che siano gli altri a farle al tuo posto”. Questo il messaggio del Glue-Lab, l’ultima sfida lanciata contro un certo pensiero piatto e conservatore della città. Perché cambiare si può, soprattutto quando si sta insieme, uniti come la colla.

Giorni e orari di apertura: da martedì a domenica ore 16 – 2; chiuso il lunedì.Per maggiori informazioni:– www.facebook.com/pages/-Glue-Lab-/544503515588687- www.thenewnoise.it/category/glue-lab/ – glue-lab@email.it

(articolo tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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