Ancora su Olivetti: gli effetti cancerogeni dell’amianto

DIRITTO ALLA SALUTE CI SVELA I RISCHI PER LA SALUTE

del dottor Giorgio Rossi (oncologo)

Torniamo nuovamente ad occuparci dell’amianto , questa volta l’esposizione a questa famigerata sostanza riguarda i lavoratori della Olivetti di Ivrea , gloriosa fabbrica italiana di macchine da scrivere e poi di personal computer. Sembrerebbe che ci siano state 20 persone decedute tra il 2003 ed i primi mesi di quest’anno per malattie dovute ad esposizione professionale risalente ad un periodo compreso tra la fine degli anni settanta e i primi anni novanta .

Ma come entrava l’amianto nel ciclo produttivo dei manufatti della Olivetti?

Gli operai utilizzavano una polvere bianca che chiamavano “talco” , finissima , leggera molto piacevole da toccare che serviva per tutte le lavorazioni con la gomma .Per fabbricare i cavi perché facevano scorrere meglio i fili dentro le guaine , per infilare i piedini sotto le macchine da scrivere , per proteggere i rulli attorno ai quali venivano avvolti i fogli di carta nelle macchine da scrivere .Questa polvere bianca era , però, tremolite di amianto macinata finissima.

L’amianto o asbesto è il termine commerciale che viene applicato ad un insieme di minerali del gruppo dei silicati di natura fibrosa che hanno la caratteristica di separarsi in fibre sottili ed assai resistenti , in natura presente in giacimenti da cui viene estratto. Sotto il termine di amianto è compreso un cospicuo numero di minerali ad abito fibroso, ma quelli convenzionalmente utilizzati nell’industria sono essenzialmente sei: crisotilo,crocidolite,amosite, antofillite, actinolite, tremolite. Per le sue caratteristiche chimico fisiche è stato utilizzato dall’uomo per realizzare manufatti con impieghi molto diversi tra loro . Grazia alla sua resistenza meccanica , elettrica , chimica e termica è stato ampiamente utilizzato nel campo dell’edilizia sotto forma di composito fibrocementizio, dell”industria navale, ferroviaria, automobilistica, chimica, metallurgica, delle materie plastiche, nonché in svariati campi come materiale antincendio compresi indumenti a prova di fuoco. La scelta degli amianti era condizionata dalla caratteristiche che si volevano ottenere nel prodotto finito ; il più usato è sempre stato il crisotilo.

Nel nostro paese l’utilizzazione del crisotilo ha rappresentato il 75% della utilizzazione totale di amianto ed il 75% di tutto l’amianto usato è stato impiegato nel settore edilizio e delle costruzioni sotto forma di fibrocemento, come le lastre per coperture,i tubi,le condotte ,le canalizzazioni,le coibentazioni; il 3% veniva invece utilizzato per tessuti ignifughi (dati relativi al 1988)

Per quanto riguarda la tremolite, un’analisi effettuata dal Politecnico di Torino nel 1981 su due campioni della polvere bianca in uso alla Olivetti, aveva evidenziato una concentrazione della sostanza superiore alle 500 mila unità per milligrammo , ben oltre il limite, ai quei tempi tollerato , di 1000 unità per milligrammo e fino a quella data il “talco” era stato usato con estrema tranquillità.

La prima nazione al mondo a segnalare la pericolosità dell’amianto per la salute dell’uomo è stata il Regno Unito nel 1930 ,ove per la prima volta vennero adottate norme cautelative per proteggere i lavoratori tramite condotti di ventilazione e canali di sfogo . La Germania nel 1943 fu la prima a prevedere un risarcimento per i lavoratori esposti che si ammalavano .

La nocività dell’amianto risiede non tanto nella sua composizione chimica , quanto nella conformazione fisica a microfibre ; queste di dimensioni inferiori ai 0,5 micron vengono inalate e raggiungono i polmoni fino agli alveoli . Qui si depositano definitivamente e, come qualsiasi corpo estraneo, stimolano una reazione infiammatoria di difesa che porta progressivamente nel tempo ad una fibrosi che condiziona l’indurimento del tessuto e successivamente, mantenendo questo stimolo cronico, esplicano attività cancerogena . Questi effetti sul polmone non dipendono dalla durata e dall’intensità dell’esposizione e pertanto dalla dose alla quale si è stati esposti , ma dalle caratteristiche intrinseche delle fibre.

Le malattie che si sviluppo in seguito a questo processo sono essenzialmente :

a) l’asbestosi che consiste in una fibrosi interstiziale del polmone che porta ad un deficit della ventilazione polmonare dovuta appunto al progressivo mancato funzionamento degli alveoli deputati allo scambio gassoso ossigeno-anidride carbonica. Malattia fortemente invalidante che sfocia nel tempo in insufficienza respiratorio e/o cardio-respiratoria.

b) cancro broncogeno che prende origine dalle cellule bronchiali del polmone ed il mesotelioma pleurico che prende origine dalla pleura , la membrana che riveste tutto il polmone e rappresenta la tipica malattia indotta dall’asbesto le cui fibre , date le loro microscopiche dimensioni, riescono a raggiungere la pleura e qui esercitano la loro azione nociva . In realtà esiste anche un mesotelioma che prende origine dal peritoneo , la membrana che riveste i nostri organi addominali , ma è molto più raro. Rappresentano tumori altamente maligni specie i mesoteliomi ,che possono manifestarsi anche indipendentemente dalla diagnosi di asbestosi e hanno un tempo di latenza molto lungo che può variare dai 15 ai 20 ed anche 30 anni, ove ancora non esistono cure sicuramente utili anche se recentemente qualche beneficio si è avuto con l’utilizzo di nuovi chemioterapici come Alimta (Premetrexed).

Il mesotelioma non è da considerare solo una malattia dei lavoratori esposti , ma possono essere colpite anche i familiari; non rari, infatti, sono i casi in sui ad ammalarsi sono state le moglie dei lavoratori in quanto accudiscono agli indumenti da lavoro.

Non solo , ma va ormai considerata una malattia da inquinamento ambientale, in quanto i manufatti di amianto nel tempo vanno soggetti ad usura liberando le microfibre che si spargono nelle aeree circostanti .

Nel 1992 l’amianto è stato dichiarato fuori legge in Italia ,ed a partire dal 1993 ne è stata vietata l’importazione, l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione .Ciò nonostante il discorso amianto non è affatto concluso, permanendo ancora oggi il grande problema della bonifica dei luoghi contaminati che sono ancora numerosi e verso i quali vanno rivolti le maggiori attenzioni ed i maggiori sforzi .

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