Ancona sotterranea, speranze di valorizzazione

APPROVATA IN COMUNE MOZIONE PROGETTUALE DI M5S

 di Emanuele Garofalo e Giampaolo Milzi

F&D cisterna stamira1C’è una città nella città che pochi fortunati conoscono. E’ l’Ancona “di sotto”. Nata addirittura in età pre-romana, si estende dal centro storico addirittura fino al Monte Conero. Fatta di stupefacenti cisterne, serbatoi, tunnel, cunicoli e acquedotti che dal rione Adriatico al colle Guasco si snodano per 3 chilometri. Una meraviglia che nessuno immagina sotto i propri piedi, passeggiando anche in piazza Stamira, corso Mazzini, viale della Vittoria. Sembra una leggenda urbana e invece da anni è tutto documentato, messo agli atti del Comune. Ma purtroppo tutto è stato dimenticato. Anche quel poco di molto significativo che era stato ristrutturato e reso fruibile al pubblico. Tra l’indifferenza delle varie Giunte municipali che si sono succedute e le sabbie mobili burocratiche.

Adesso ci prova il Movimento 5 Stelle (M5S) a riportare alla luce e a tentare di rendere visitabile e valorizzare almeno qualche tassello dell’incredibile, intricato, prezioso “mosaico Ancona sotterranea”. Il 16 settembre scorso il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione – presentata dai consiglieri M5S Quattrini, Lazzeri, Diomedi e Gastaldi – che impegna la Giunta del sindaco Valeria Mancinelli ad utilizzare tutta la mappatura di Ancona sotterranea esistente, già commissionata agli speleologi ed eseguita dal 1997 ad oggi, per definire un progetto turistico, studiando la possibile percorrenza dei tunnel da parte di gruppi di persone per visite guidate.

Un’idea appena concretizzatasi nell’estate 2004, con una apertura lampo per il pubblico della Fonte-Cisterna del Calamo (Fontana delle 13 Cannelle), sotto il livello stradale di via Zappata. Un primo passo, quando era sindaco Fabio Sturani, che era stato mosso grazie anche all’insistenza dell’allora consigliere comunale Aroldo Binci. Il sito ipogeo era stato ristrutturato e illuminato. Dotato di pannelli illustrativi. Poi tutto di nuovo ignorato, fagocitato dalla burocrazia.

E pensare che iniziare a riaprire le porte della città underground risulterebbe a costo zero per il Comune. Da anni infatti è chiusa in un cassetto una proposta in due fasi del Collegio delle Guide speleologiche della regione Marche, che si farebbero carico di attuarla gratuitamente:  mini tour al più presto nel sito meno sconosciuto, quello del Calamo; poi apertura dell’area Cisterne sotto piazza Stamira.

All’inizio del 2012 l’assessore alla Cultura Andrea Nobili ha riaperto il cassetto. L’ufficio Turismo si è dato da fare e ha promosso la proposta delle speleo-guide. Ma si è dovuto fermare di fronte al perentorio “no” dell’ing. Luciano Lucchetti, dello staff dirigenziale Lavori pubblici. “Non è garantita la sicurezza per il pubblico, io non mi assumo responsabilità. E poi i nostri uffici hanno altre priorità più impellenti di questa pratica”. Concetto che Lucchetti ha ribadito nel settembre scorso, durante un’accesa seduta della commissione comunale Cultura, chiamata ad esaminare proprio la mozione di M5S. Problemi di sicurezza? “Macché, si è frainteso – spiega Andrea Gagliardini, una delle quattro guide del Collegio speleologico. Nessun problema per il sito del Calamo, visto che nel 2004 aveva già accolto cittadini in visita. Per quello sotto piazza Stamira è stato già accertato che non ci sono pericoli di crolli. E ricordo che eventuali responsabilità sono completamente a carico delle guide speleologiche, figure professionali riconosciute dalla legge al pari di quelle alpine. Tour di questo tipo, e secondo questa formula, avvengono da anni e senza alcun problema in molte città, tra cui Napoli e Roma. Senza contare Osimo e Camerano, che hanno reso le grotte visitabili rendendole un simbolo, una grande attrattiva culturale e turistica”.

La proposta, compresi gli aspetti economici, è stata al centro di un incontro, l’11 ottobre, tra Gagliardini e l’assessore alla Cultura, Paolo Marasca. Gagliardini ha di nuovo illustrato il progetto: la bella avventura speleologica può essere garantita dalle guide, che conoscono a fondo le Cisterne sopra citate; per quella sotto piazza Stamira basta sistemare l’accesso, anche ai limitati fondi necessari penserebbero le guide; servirebbe una concessione comunale “ad hoc” per la gestione. Stando alla mozione che impegna la Giunta Mancinelli, l’avventura Ancona sotterranea dovrebbe essere una priorità. L’assessore Marasca ne ha preso atto, ha detto che ne parlerà con l’assessore ai Lavori pubblici. Sotto sotto… lo speriamo davvero.

(tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

 

 

 

 

 

 

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