Ancona, resuscitate il parchetto fantasma!

CHIUSO E ABBANDONATO DAL COMUNE DA 20 ANNI

- ANCONA – di Giampaolo Milzi -

perF&D1park oslavia galleriaNon ha neanche un nome. Ne c’è un cartello a segnalarlo. E’ ciò che resta di quello che fino agli anni ’80 era il bellissimo parchetto che dall’alto di una zona del Borgo Rodi si affaccia sull’ingresso-uscita lato centro della Galleria del Risorgimento. Un’angolo di savana selvaggia, o meglio di giungla metropolitana, sporco e in totale degrado. Per rintracciarlo e identificarlo, questo ex spazio pubblico attrezzato, occorre una vera e propria indagine sul posto. Ovvero all’inizio di via Oslavia, nel punto, sul lato sinistro, in cui la strada in discesa si stacca dalla piazzetta che divide in due il percorso di via Redipuglia. Ci si accorge delle reti di recinzione. E del verde cresciuto negli anni liberamente, senza alcuna cura. Con erbacce e rovi che via via hanno sepolto, fin quasi a farle scomparire, le pregevoli strutture e gli arredi urbanistici. Alberi imponenti si ergono ancora fieri dal sottobosco costellato di rifiuti che ha inglobato le panchine e invaso i sentieri – fiancheggiati a tratti da mura di 2 metri – che si aprono ancora nelle piazzette. Facendosi pericolosamente largo fra le essenze arboree alte fino a 50 centimetri, si giunge in pendenza fino al punto belvedere, protetto da un’alta rete, che lancia lo sguardo su via Giannelli, l’ex ospedale Umberto I, i colli Cardeto e Cappuccini.

perF&D 2via oslavia parkUn fantasma verde. Una presenza addirittura rimossa, per lo più ignorata dalla maggior parte dagli anconetani. Soprattutto dalle giovani generazioni. E già, perché il parchetto di via Oslavia è stato definitivamente chiuso dal Comune 16 anni fa. La motivazione ufficiale, fornitaci dall’Ufficio Verde municipale: terreno in frana, alcuni muretti pericolanti. Poi l’oblio. Non si sa quanto il parchetto costò alle casse municipali. Quando, poco dopo l’apertura della Galleria del Risorgimento, avvenuta il 25 giugno 1960, fu realizzato per completare l’ideale percorso costellato di verde che sale fino al grande parco del Pincio. Soldi pubblici evaporati poi nel nulla causa consolidata ignavia istituzionale. Le carte burocratiche dicono che il giolellino di natura & confort di via Oslavia fu blindato e reso inaccessibile nel 1998. Ma in realtà si trattò di una lunga agonia. Iniziata ben prima. Ne sa qualcosa il signor Ciro Barca, che dal 1971 abita nella elegante villa che si erge proprio a fianco del parchetto, al civico 13 di via Oslavia: “Iniziarono a recintarlo fin dal 1988”. Perche? “Perché non era frequentato con gran piacere solo da coppiette di fidanzati, anziani, gente con cani al seguito, giocosi ragazzini… purtroppo era meta anche di balordi, teppisti, tossicodipendenti”. Qualche vigile urbano di passaggio, qualche tecnico del Comune ogni tanto si faceva vivo. Per certi periodi l’accesso veniva ripristinato. Poi la chiusura a tempo indeterminato. Tanto indeterminato, quel tempo, da inghiottire la stessa memoria storica del parchetto. Nella piazzetta di via Redipuglia incontriamo due 17enni in scooter. Si fermano sotto casa. E rimangono increduli, a bocca aperta, quando gli raccontiamo che oltre quella rete c’era una eco oasi di pace e relax trasformata poi in una informe macchia di grovigli verde scuro.

Ma il tempo, si dice, è galantuomo. Sembra che lo sia in questo caso. I civici esploratori di Urlo hanno denunciato lo scempio a Mario Barca, consigliere comunale. Figlio, guarda caso, del Ciro Barca della villa che dà sul parchetto. Lui, da piccolo, in quel parchetto si divertiva con gli amici. E ci ha messo poco, ma con tanta passione, a presentare, il 7 aprile scorso, un’interrogazione in Consiglio Comunale per sollecitarne la risistemazione e la riapertura. L’assessore alle Manutenzioni, Stefano Foresi, dopo aver ammesso con franchezza che neanche lui era al corrente del “parchetto desaparecido”, pare aver preso a cuore il caso. “Sapevo dell’imminente interrogazione – ha risposto – e quindi già qualche giorno fa mi sono recato sul posto coi tecnici dell’Ufficio Verde e sono rimasto stupefatto: un posto ancora bellissimo, nonostante tutto, a suo tempo sistemato alla grande per i cittadini”. E allora? “Allora farò un altro sopralluogo con l’ing. Luciano Lucchetti, dirigente dell’Area Lavori pubblici del Comune. Studieremo insieme un piano per abbattere i tratti di mura pericolanti, per mettere tutto il sito in sicurezza, potare il verde, risistemare le panchine, ripristinare l’illuminazione pubblica. E poi riapriremo l’area”. Un impegno, quello dell’assessore, preso ufficialmente in Consiglio Comunale. Lo aspettiamo al varco, noi e il fantasma del parchetto di via Oslavia.

(articolo tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

(foto di Luca Valentini)

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