Alla Fiera del libro “La storia del Pdup da Moro a Berlinguer”

LUCIANA CASTELLINA: “PARTIRE DAL PASSATO PER GUARDARE AL FUTURO”

Castellina2Un serie di presentazioni dedicate al “Segno dei tempi”. Con un focus sulle vicende politiche italiane dal 1978 al 1984, ripercorse attraverso la storia del Pdup: “Un piccolo partito di quadri, che sapeva guardare avanti, anticipando le tendenze in atto”, ha riferito Lucina Castellina che, presso lo stand della Regione Marche ha partecipato alla presentazione del volume “Da Moro a Berlinguer. Il Pdup dal 1978 al 1984”, di Valerio Calzolaio e Carlo Latini, edizioni Ediesse. Il volume ripercorre le origini del Pdup, partendo dal sequestro Moro. Prende in esame la vita politica e il contributo del Pdup, con vari riferimenti alle Marche, per poi trattare diffusamente il 1984, l’anno della morte di Enrico Berlinguer, fino all’assemblea nazionale del Pdup che assunse la scelta di terminare la propria esperienza politica e al Comitato centrale del Pci che ne ufficializzò la confluenza.  “Quella del Pdup è un storia nazionale prodromica per lo sviluppo di tante storie politiche disperse e frammentate, ma che si ritrovano tutte in quell’origine – ha evidenziato l’assessore alla Cultura, Pietro Marcolini – Il libro stimola una riflessione sul valore della politica, quanto mai attuale ai giorni d’oggi”. L’autore Carlo Latini (segreteria nazionale del Pdup dal 1979 al 1983, consigliere regionale del Pdup delle Marche), ha sottolineato come il libro parli “della storia generale del Paese, intrecciata con quella di un piccolo partito della sinistra italiana. Una storia completa del partito mancava, ma per non stilarne una di parte, siamo partiti dalle vicende nazionali, per capire quanto le nostre idee abbiano inciso in quegli anni, tra i più cruciali per l’Italia”. Secondo Luciana Castellina “è un libro di archeologia: non vecchio, così da incidere poco, ma di valore, perché se vogliamo capire il presente, dobbiamo partire dal passato. Se si cancella il passato, si perde anche il futuro, perché la storia si trasforma e cosi si rimane ingabbiati nel presente. Quel che colpisce del lavoro di Calzolaio e Latini sono le biografie di chi è passato attraverso questa esperienza, persone che hanno poi continuato, quasi sempre al di fuori della politica, a giocare un ruolo nella società. Quando ancora vado in giro per l’Italia, trovo tanti vecchio quadri del Pdup, quasi fossimo stati un partito di massa!”. Dagli scritti di Latini e Calzolaio, rileva la Castellina, “si capisce perché il Pdup, nonostante la sua vicenda travagliata e breve, fu importante: anticipammo le tematiche relative alla nuove contraddizioni sociali ed economiche, introducendo temi come l’ecologismo e il femminismo che poi sarebbero divenuti patrimonio comune di molte forze politiche e sociali”.

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