Video shock:a Lampedusa i migranti senza dignita’

UN VIDEO MOSTRA IL TRATTAMENTO RISERVATO AI MIGRANTI A LAMPEDUSA DURANTE I CONTROLLI MEDICI

di Mosè Tinti (praticante avvocato presso Studio Prosperi)

downloadAppartati, separati dall’esterno da una sorta di lamiera grigia, che da l’idea di poter essere sventrata da un soffio di vento: all’interno di questa specie di grande garage, che divide le belle parole di impegno e solidarietà dalla realtà concreta e misera, ci sono uomini, donne e bambini nudi o in fila, in attesa di spogliarsi, e addetti alle cure mediche.

Qualche giorno fa è stato un video amatoriale a far luce su questa vicenda, che a Lampedusa si consuma e si consumava da molto tempo, certamente fin da prima della tragedia del 3 ottobre scorso.

Ciò che viene mostrato è noto ormai: immigrati arrivati nell’isola e trattenuti nel centro di accoglienza di Lampedusa sono in fila nudi per essere sottoposti alla disinfezione contro la scabbia. A turno, poi, viene loro spruzzato addosso un getto d’acqua per disinfettarli.

La registrazione, datata presumibilmente il 13 dicembre scorso, è stata realizzata con un telefonino dagli stessi migranti. Uno di loro, Khalid, commentando le immagini, riferisce che le persone sottoposte al trattamento sarebbero eritrei, ghanesi, nigeriani, kurdi. Sempre stando al racconto di Khalid, pare che si tratti di una prassi consolidata all’interno del centro di accoglienza di Lampedusa, che avverrebbe con cadenza settimanale.

Queste parole sembrano confermate dalle stesse immagini: sono crude e quello che colpisce è anche la meccanicità dei gesti degli incaricati del centro, volontari ed operatori della Cooperativa Lampedusa Accoglienza, che denotano una forte abitualità e naturalezza dei loro gesti e, soprattutto, di quel trattamento.

Si badi bene: non è la disinfezione in se stessa a creare sgomento e scandalo, ma le sue modalità. Infatti, è ovvio e doveroso che i migranti che giungono in Italia, come in qualunque altro paese, siano sottoposti ad un appropriato esame medico nel loro interesse e nell’interesse del paese ricevente, nel rispetto della loro e della altrui salute. Tuttavia, le immagini che sono circolate in questi giorni evidenziano un’organizzazione del tutto deplorevole poichè la privacy e la dignità dei migranti deve essere rispettata e a nessun migrante dovrebbe essere richiesto e tanto meno imposto di spogliarsi in pubblico.

Tutto questo non fa che riportare alla memoria ricordi di campi di concentramento, che si nascondono dietro alle parole centri di accoglienza. La condanna dal mondo politico-istituzionale è unanime: Boldrini, Letta, Alfano, Kyenge, Giusy Nicolini (sindaco di Lampedusa), monsignor Francesco Montenegro (arcivescovo di Agrigento), il Comitato 30 ottobre; tutti hanno stigmatizzato quanto è accaduto e ne hanno denunciato l’inciviltà, l’indecorosità e la vergogna che rappresenta per il nostro Paese.

La cooperativa cerca però di difendersi, lamentando la carenza di personale e spazi adeguati: “Il personale medico e i volontari – si legge in una nota della cooperativa Lampedusa accoglienza- previa informativa agli ospiti circa l’alto numero di presenze nella struttura e la necessità ineludibile di essere sottoposti a trattamento medico, a tutela della propria e altrui salute, hanno predisposto, in assenza di adeguate strutture, una postazione appartata per poter effettuare i trattamenti». E ancora: «per i singoli trattamenti è stata individuata una piccola struttura chiusa su tutte le pareti all’interno della quale gli ospiti singolarmente venivano cosparsi in maniera efficace ed uniforme con un sistema di nebulizzazione del prodotto”.

Non si può di certo giustificare quanto accade con il numero emergenziale delle presenze nei centri, sicuramente non attrezzati a far fronte alle tantissime persone che li affollano. Allora ecco che una riflessione si impone, sorge un dubbio circa responsabilità provenienti dall’alto ed una domanda viene spontanea: se si tratta di prassi abituale, come è possibile che nessuno tra i rappresentanti delle istituzioni se ne sia mai accorto prima d’ora? C’era davvero bisogno di un video fatto da dei migranti perchè chi di dovere fosse a conoscenza della situazione? Si spera che sia un errore, ma in alcune parole di condanna delle istituzioni si sente un forte odore di ipocrisia, soprattutto in quelle più vicine al territorio dell’isola, ferma restando la responsabilità di tutti per non ovviare ad una situazione che da anni reclamae grida per un ampliamento ed un rafforzamento delle strutture d’accoglienza. Infatti, come si è detto prima, è naturale che i migranti vengano sottoposti a visite mediche per la tutela della loro salute, anche considerando il tipo d’ambiente in cui si ritrovano a vivere: possibile che nessuno abbia mai controllato le modalità di esecuzione di queste visite?

E mentre le polemiche imperversano, a Roma proprio oggi otto immigrati si sono cuciti la bocca con ago e filo nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Ponte Galeria, per la protesta contro le condizioni disumane in cui si trovavano.

Il campo di concentramento non è solo a Lampedusa.

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