Romania, riaperta la caccia all’oro

MIGLIAIA DI MANIFESTANTI IN PIAZZA PER SALVAREROSIA MONTANA

di Clarissa Maracci

IMG_2603ALBA, 5 Settembre 2013 –E’ riaperta la caccia all’oro in Romania. Il sito di Rosia Montana (nella contea di Alba, è nuovamente a rischio: il governo ha appena approvato una legge che autorizza la società canadese Rosia Montana Gold Corp. ad aprire gli impianti di estrazione delle risorse minerarie, espropriando liberamente il terreno agli abitanti del luogo.

Il sito di Rosia Montana è letteralmente “una miniera d’oro” sin dal tempo degli antichi Romani, che utilizzavano la colonia est-europea per l’estrazione del prezioso metallo. Dopo vent’anni di braccio di ferro tra ambientalisti e Governo, lo scorso 27 agosto, il  progetto di legge è stato approvato, nonostante il Ministero della Giustizia abbia già espresso un parere negativo sulla costituzionalità di questa legge.

Il progetto di legge ha fatto letteralmente esplodere il paese, portando nelle strade di Bucarest circa 15mila persone al giorno. Agli ambientalisti si sono uniti anche coloro che sono a favore dello sfruttamento delle risorse, nazionalisti e liberali, poiché le modalità di attuazione del progetto minano i fondamenti della democrazia stessa del giovane paese europeo.

Negli slogan in piazza si legge “non vendiamo il nostro paese!”, poiché l’accordo tra il governo rumeno e la società canadese permette a quest’ultima di sostituirsi all’amministrazione nell’espropriazione della proprietà privata. Dopo 45 giorni dalla domanda, Rosia Montana Gold Corp.potrà acquisire qualunque immobile dello stato romeno necessario allo sfruttamento della miniera.

Le facoltà attribuite alla Rosia Montana Gold Corp. , seppur controllata in parte dall’impresa pubblica romena Minivest, sono di fatto prerogative dello Stato trasferite ad una società straniera. Per questo il movimento di protesta, capeggiato dagli ecologisti, ha trovato un consenso trasversale tra i cittadini romeni.

Eppure l’RMGC- riportano alcune fonti- avrebbe versato alla stampa milioni di euro per ottenere il silenzio delle maggiori reti televisive. Infatti, mentre le piazze pullulavano di manifestanti negli ultimi giorni, le due maggiori emittenti romene trasmettevano notizie sul ricovero in ospedale dell’imperatore dei Rom Iulian (B1Tv) e sulla nascita del nipote del presidente TraianBăsescu (ProTv). Tuttavia, ancora una volta i social media hanno avuto un ruolo preminente nella diffusione di notizie sul caso Rosia Montana.

IMG_2596Le proteste arrivano anche a Nairobi – Una protesta pacifica di fronte all’Ambasciata Rumena di Nairobi, che ha costretto il delegato IoanBunea ad uscire dalla magnifica villa di  Runda che ospita la delegazione rumena – è stata portata avanti da un gruppo internazionale di manifestanti. Una ragazza rumena, due italiane e tre kenyoti.  Il picchettamento, guidato dall’Ing. Ioana Posea (27), è durato per circa un’ora e si è concluso con un colloquio informale con il delegato romeno, nel quale lo stesso ha preferito non esprimersi sul caso, esortando i manifestanti a contattare i media per dar voce alla loro protesta.

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