Rock & Diritto- “Musica è meglio”: anniversario dalla morte di Frank Zappa

IL 4 DICEMBRE 1993 MORIVA FRANK ZAPPA.

Informazione non è conoscenza, conoscenza non è saggezza, saggezza non è verità, verità non è bellezza, bellezza non è amore, amore non è musica. MUSICA E’ MEGLIO”

di Valentina Copparoni

ZAPPAIl senso della poesia “Ode su un’urna greca” di John Keats integrata  con una poesia di Thomas Stearns Eliot. Questa è lo straordinario animo artistico di Frank Zappa.
Quella di oggi è la storia di come la libertà creativa possa diventare la linfa vitale  di un’artista.
Provocatore di grande intelligenza, genio ribelle, musicista rock di grande raffinatezza, Franz Zappa è considerato, non a caso, uno dei più grandi geni della musica moderna.

Nato a il 21 dicembre 1940 a Baltimora da genitori di origini siciliane, incontra il mondo della musica da piccolo e man mano che cresce scopre l’universo della avanguardie colte americane ed europee . Se ne avvicina però da autodidatta, prima come batterista poi come chitarrista, ma le avanguardie sono molto complesse da comprendere  e ciò rappresenta per lui forse un limite  per questo si dedica al genere rock che  gli appare più accessibile.
In realtà il suo spirito creativo lo porta a sperimentare talmente tanto in questo genere ed in  altri da crearne uno tutto suo. Sperimenta sia i suoni che la tecnica chitarrista, riesce a passare da un genere all’altro con una semplicità e raffinatezza musicale uniche, un grandissimo musicista la cui grandezza è stata riconosciuta anche da autori di musica considerata “colta” come Karlheinz Stokhausen o Pierre Boulez.
Cerca di guadagnare qualcosa scrivendo inizialmente  gingle pubblicitari per le televisioni locali insieme a quello che diventerà un suo storico collaboratore, Donald Van Vliet, conosciuto con il soprannome di “Captain Beefheart”. In seguito poi si fa conoscere per le colonne sonore di alcuni film come “The world’s greatest sinner” e “Run home slow” con cui cerca di sbarcare il lunario ma  ormai la sua carriera di musicista è pronta per decollare.
Frank entra nei “Soul giants”, gruppo di rhythm’n’blues che poi diventa i “The Mothers of invention”, con i quali pubblica nel 1966 l’album considerato uno dei suoi capolavori “Freak out!”  Un progetto fuori dal comune come era lui d’altra parte, contro anzi fuori ogni logica commerciale.  Fa  scalpore non solo perché  è  uno dei primi doppi album della storia del rock (dopo “Blonde on Blonde” di Bob Dylan), ma anche per i testi e la parodia irriverenti, quasi dissacrante del rock degli anni’70.

E’ talmente importante questo album non solo per Frank ma anche per la musica in generale che Paul McCartney ha più volte dichiarato che l’opera dei “ The Mothers of Invention” è stata di fondamentale influenza per la creazione dell’album  dei Beatles Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.
In seguito da solista crea più di  60 produzioni eterogenee, con testi spesso volgari e misogini, in netta e dichiarata opposizione contro le regole, l’industria della musica e i politici.
Con gli album “Absolutely free” e “Were only in it for the money” la critica che  già lo acclamava inizia quasi ad adorarlo, il pubblico forse lo comprende meno, ma a lui non importata non è mai importato troppo  e forse questo voler sfuggire in qualche modo alla logica commerciale  lo rende davvero  unico.

E’ alla ricerca della continua sperimentazione portata all’eccesso, la sua discografia è immensa, si avvicina a quasi tutti i generi musicali anche ad uno raffinato come il jazz.  “Hot rats”, “Grand wazoo”, “Sheik yerbouti”, “Joès garage”, “Yellow shark” e “Civilization phase III in cui addirittura troviamo elettronica ma anche orchestra sinfonica. Zappa collabora con uno dei più grandi nomi  delle avanguardie, Pierre Boulez, ed affida a lui molte sue opere; poi scopre il Synclavier, una sorta di campionatore – computer davvero rivoluzionario per quegli anni in grado di riprodurre brani quasi impossibili da suonare.Collabora anche con diversi musicisti appartenenti ai generi più diversi, i rocker Captain Beefheart e Alice Cooper, il tastierista jazz George Duke, i chitarristi Steve Vai, Warren Cuccurullo, Adrian Belew e Mike Keneally, il violinista Jean-Luc Ponty, i batteristi Terry Bozzio, Vinnie Colaiuta e Chad Wackerman.

Una mente davvero  libera, indipendente, fortemente critica verso la politica americana di Nixon e della guerra in Vietnam, ma anche dell’ipocrisia del falso moralismo, del denaro come dio sovrano che lui vedeva pervadere nella società americana.
Zappa muore a  causa di un cancro alla prostata il 4 dicembre 1993.

Negli ultimi tempi della sua vita, anche se  già malato dimostra ancora  la sua vena polemica di sempre e che sempre lo aveva contraddistinto. Annuncia di volersi candidare alla presidenza degli Stati Uniti, in aperto contrasto con la politica dell’ex presidente Reagan e con quella di George H. W. Bush con questo slogan: “Potrei mai far peggio di Ronald Reagan?”
Negli ultimi tempi però compie anche  alcuni tour con un più di dodici elementi con sezione fiati e tanta improvvisazione.
La sua produzione musicale immensa è ancora in parte sconosciuta e  il suo vasto patrimonio artistico è oggi gestito dalla seconda moglie Gail Zappa e dai figli.
Assistendo ai suo concerti, specialmente dal 1980 in poi, la sua figura balza in primo piano.  Una specie di  mimo che si muove dentro e a ritmo della musica,  uno spettacolo che non è solo esecuzione ma anche qualcosa di più grazie a tutti i musicisti di cui si affianca di volta in volta.

Negli anni ottanta, Zappa si oppone con forza  alla censura musicale e diviene famoso il suo diverbio con il P.M.R.C. (Parents Music Resource Center), l’associazione genitoriale di Tipper Gore che sottoponeva a severi controlli il contenuto di determinati prodotti discografici che avrebbero potuto offendere il buon costume.
Il 19 settembre 1985 insieme ad altri artisti come Dee Snider e John Denver viene convocato per un’audizione presso il Senato degli Stati Uniti. Un evento mediatico di portata eccezionale, 5 ore  di durata, 35 canali tv sintonizzati, tanti fotografi e giornalisti: subito Zappa si appella al primo emendamento della Costituzione americana che tutela la libertà di espressione.

E’ davvero difficile raccontare tutta la vita di Frank Zappa, questo di oggi non ha alcuna pretesa se non quella di dipingere quantomeno le linee della vita di un artista che ha saputo guardare oltre, pur vivendo a pieno il suo tempo ha dimostrato di non voler mai cedere al conformismo neppure musicale che sente troppo stretto e non fa nulla per nasconderlo. Apprezzato da vivo la sua immensa produzione musicale ha continuato a “parlare” per lui anche dopo,

 “per Frank Zappa verrà il tempo in cui gli verrà riconosciuto il giusto merito, ossia di essere uno dei più grandi compositori del 900″ (Pierre Boulez).

 

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