Ray Charles, il buio illuminato dalla voce

Il  10 giugno 2004, moriva a Beverly Hills all’età di 73 anni il grande pianista e cantante statunitense Ray Robinson conosciuto da tutti come Ray Charles.

Voce penetrante, occhiali neri perché costretto al buio delle cecità dall’età di sette anni a causa di un glaucoma. The Genius, cosi ribattezzato da molti, è considerato colui che è  riuscito a trasformare la musica gospel in una forma d’arte non legata soltanto alla dimensione religiosa. Si dice che quando uno dei sensi manca o è fortemente limitato, gli altri tendono ad acuirsi, forse in Ray Charles è stato proprio il buio del mondo in cui è stato costretto dalla vita a sviluppargli quella capacità di far diventare qualsiasi canzone una creazione interiore, spirituale, magica attraverso il suono di una voce unica. La tragedia della cecità e della morte del fratello George segnano sin dall’infanzia la sua vita ma la sua forza interiore è più forte di tutto.

Premiato nella sua lunga carriera artistica con ben 13 Grammy grazie a brani indimenticabili per tutte le generazioni come Georgia on My Mind, I Can’t Stop Loving You, Unchain My Heart e Hit the Road Jack , Ray Charles si innamora sin da piccolo della musica jazz e soul come se fossero cure della sua anima. Icona della black music ma anche di quel mondo fatto di improvvisazione che è il mondo jazz, nel tempo si avvina sempre di più verso uno stile diverso, più  orchestrale anche se le sue doti meravigliose continueranno a lasciare un’impronta indelebile in tutte le sue espressioni artistiche. Negli anni ’60 inizia a battersi per i diritti civili dei neri rifiutandosi di suonare negli club aperti soltanto ai bianchi; purtroppo però sempre in quegli anni inizia ad avere alcuni problemi con la legge, viene arrestato per tre volte per possesso  di droga e soltanto grazie alla sua incrollabile determinazione che decide di  disintossicarsi  evitando cosi la prigione ma soprattutto il baratro cui può portare la droga.
Nel 1977, Charles diventa conduttore del  Saturday Night Live e nel marzo 1979, come simbolo di riconciliazione dopo i conflitti per l’ottenimento dei diritti civili, Charles cantò la bellissima “Georgia on My Mind” davanti all’Assemblea generale della Georgia che decide di fare diventare la canzonenquella ufficiale dello Stato.
Nel 1980 partecipa al film The Blues Brothers e nel 1985  alla registrazione del brano  “We Are the World” prodotto da Quincy Jones e inciso a scopo benefico da USA for Africa, i cui proventi furono devoluti alla popolazione dell’Etiopia (si rilegga l’articolo sul Live Aid https://www.fattodiritto.it/focus-rock-diritto-live-aid-la-solidarieta-in-musica/).
Negli anni successivi la stella di The genius inizia ad essere sempre meno presente sul palcoscenico, a non dare voce a nuovi brani.

Nel 2004 esce il film “Ray” basato sulla vita che affronta anche i suoi problemi legati alla dipendenza da eroina. Un film forte per cui l’attore Jamie Fox vince il premio Oscar  come migliore attore protagonista.
Il suo stile e la sua voce rimangono inconfondibili, cosi come il suo sorriso. I suoi occhi lo costringevano al buio, ma non l’amore per la musica.

VALENTINA COPPARONI 

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