Ecoreati, si torna al Senato

PROTESTE PER L’ABROGAZIONE DELL’EMENDAMENTO SULL’AIR GUN

di Avv. Tommaso Rossi (Studio Legale Associato Rossi-Papa-Copparoni)

imageSentimenti contrapposti: la comunità scientifica plaude alla sparizione di  una norma inserita nel DDL sui Reati Ambientali uscito circa un mese fa dal Senato, mentre le Asssociazioni ambientaliste gridano allo scandalo per l’abolizione della previsione del reato per l’utilizzo della tecnica dell'”air gun”. Ora, piuttosto,  il rischio concreto è che, con il ritorno dell DDL alla discussione della Camera, lo stesso si paralizzi o peggio venga affossato.

L’air gun è la tecnica per la ricerca di idrocarburi in mare con esplosioni ad aria compressa. La norma che puniva con la reclusione questa tecnica era stata introdotta nel passaggio del ddl al Senato.

Secondo Legambiente: “Una parte dei senatori Pd non vogliono i reati ambientali nel codice penale. La decisione di oggi rischia di far fallire una rivoluzione di legalità e giustizia, che il paese attende da 21 anni, per fare un favore alle società petrolifere, soprattutto straniere, interessate a cercare nei fondali marini quantitativi insignificanti di petrolio”.

Il ddl sugli ecoreati è passato con 353 sì, 19 no e 34 astenuti, e ora tornerà al senato per un nuovo passaggio. L’emendamento soppressivo del reato per chi utilizza la tecnica del’airgun è stato invece approvato con 283 sì, 160 no e 2 astenuti.

I punti principali

 Il testo inserisce nel codice penale un nuovo titolo, dedicato ai delitti contro l’ambiente, all’interno del quale vengono previsti i nuovi delitti di

inquinamento ambientale;

– disastro ambientale;

– traffico e abbandono di materiale radioattivo;

– impedimento al controllo.

In particolare, il nuovo delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis) punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque, abusivamente, cagiona una compromissione o un deterioramento, significativi e misurabili:  delle acque o dell’aria o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo e di un ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna.

Il delitto di disastro ambientale punisce con la reclusione da 5 a 15 anni chiunque, abusivamente, cagiona un disastro ambientale, specificando che tale deve considerarsi, alternativamente l’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema; l’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali o l’offesa all’incolumità pubblica in ragione della rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi per il numero delle persone offese o esposte a pericolo. Prevista anche l’aggravante relativa all’ipotesi che il delitto di disastro sia commesso in un’area naturale protetta o sottoposta a specifici vincoli, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette.

Abbandono di materiale radioattivo.
 Il delitto di traffico ed abbandono di materiale ad alta radioattività (art. 452- quinquies) punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 50.000 euro, sempre che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, abusivamente, cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene o trasferisce materiale ad alta radioattività, ovvero lo abbandona o se ne disfa illegittimamente. Il delitto di impedimento del controllo punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni, sempre che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientale e di sicurezza sul lavoro ovvero ne compromette gli esiti.

Associazione mafiosa. Ulteriori circostanze aggravanti riguardano i casi in cui un’associazione per delinquere sia finalizzata a commettere reati ambientali o un’associazione mafiosa sia finalizzata a commettere un delitto ambientale od all’acquisizione della gestione o comunque del controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti o servizi pubblici in materia ambientale.  Un’altra aggravante  per il caso che dell’associazione criminale facciano parte anche pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che esercitano funzioni o svolgono servizi in materia ambientale.

Le sanzioni pecuniarie e la responsabilità delle persone giuridiche. Prevista anche la responsabilità delle persone giuridiche per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, stabilendo specifiche sanzioni pecuniarie (quantificate in quote, ogni quota va da un minimo di 258 euro ad un massimo di 1.549 euro) per ciascuno dei nuovi delitti di inquinamento ambientale (da 250 a 600 quote), di disastro ambientale (da 400 a 800 quote), di traffico di materiale radioattivo (da 250 a 600 quote) e di associazione a delinquere (comune e mafiosa) aggravata (da 300 a 1.000 quote).

In particolare gli  emendamenti approvati dal Senato, all’articolo 1, rispetto al testo arrivato dalla precedente approvazione alla Camera sono:

– aumento di  pene per le lesioni personali e le morti conseguenti al delitto di inquinamento ambientale;

– previsione della  reclusione da uno a quattro anni e la multa da 20.000 a 80.000 euro per omessa bonifica;

– previsione della sopsensione  del corso della prescrizione  qualora il giudice, su richiesta dell’imputato, sospenda il procedimento;

– previsione per cui la confisca non trovi applicazione quando l’imputato abbia provveduto alla messa in sicurezza;

– ulteriori modifiche riguardano l’aggravante ambientale, il ravvedimento operoso, la disciplina sanzionatoria degli illeciti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale ed il trasporto e l’abbandono di rifiuti e materiale radioattivo

– ridefinizione  del danno ambientale come deterioramento significativo e misurabile di una risorsa naturale e catalogazione dei reati ambientali come reati colposi e non più come reati di pericolo.

F & D sta seguendo il cammino legislativo di questo testo e già nel giugno scorso avevamo approfondito la questione dopo che  la Camera dei Deputati aveva dato il via libera al testo unificato sui delitti ambientali, testo (disegno di legge 1345) che poi è passato  all’esame delle commissioni Ambiente e Giustizia del Senato. Il 18.12.2013 la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati aveva adottato all’unanimità il testo unificato di tre distinte proposte di legge recante “Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente e l’azione di risarcimento del danno ambientale, nonché delega al Governo per il coordinamento delle disposizioni riguardanti gli illeciti in materia ambientale”
Il provvedimento introduce nel nostro codice penale il nuovo titolo VIbis “Dei delitti contro l’ambiente” ed in particolare 4 nuovi delitti mentre prima esistevano in materie solo contravvenzioni ad eccezione del traffico illecito di rifiuti (2007) e della “combustione illecita” del decreto Terra dei Fuochi (2014).

 

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