Ancona, ko il giornale del Comune

L’ASSESSORE: “LA PUBBLICAZIONE TORNERA’ PRESTO”

x Fed giornale comune An n-4-2014ANCONA – di Giampaolo Milzi – “Che fine ha fatto il giornale del Comune di Ancona?”. C’è chi chiama al telefono dall’Europa, chi dagli Usa, chi addirittura dal Canada. Sono loro, gli anconetani residenti all’estero, che sentono più di altri, assieme agli anziani, la mancanza della “storica” pubblicazione di Palazzo del Popolo. La consideravano un sottile ma significativo, emozionante cordone ombelicale che li univa all’amata città di origine, raccontando, pur coi suoi limiti, che aria tirava nella Dorica a livello amministrativo, politico, civile, culturale. Un cordone ombelicale tagliato di netto, triste effetto collaterale – gracchia ufficiosamente “Radio Comune” – dei tanti tagli che la Giunta del sindaco Valeria Mancinelli giustifica con le casse municipali perennemente in rosso e coi tagli dei trasferimenti di fondi dal Governo nazionale. C’è tristezza, tanta amarezza, nella voce dei nostri concittadini d’oltre confine, quando apprendono dall’Ufficio stampa municipale che dall’inizio del 2005 “Il Comune di Ancona” non è stato in distribuzione gratuita. La decisione di sacrificarlo, si dice a Palazzo, è stata adottata dal direttore generale del Comune, Giancarlo Gasparini, in qualità di direttore dell’Ufficio stampa. Il quale, interrogato sul caso, spiega che “l’onere della risposta se l’è assunto l’assessore (alla Cultura, ndr.) Marasca”.

Ed ecco la dichiarazione di Marasca: “Il giornale (…) quest’anno non è stato eliminato, ma messo in stand-by per due ragioni: la prima riguarda l’opportunità di attendere il bilancio comunale; la seconda una più ampia riorganizzazione della comunicazione del Comune che tanti cittadini giustamente si aspettano. Come sempre accade, quando si riorganizza qualche settore, c’è bisogno di tempi tecnici, ciò vale per il bilancio così come per la comunicazione, di cui il giornale è un tassello importante”.

I primi ridimensionamenti già nel 2012, quando erano usciti solo 2 numeri, e nel 2013, l’anno del commissariamento del Comune, quando il giornale era stato stampato solo una volta.

Poi, l’anno scorso, la svolta in positivo, ampiamente pubblicizzata, con l’obiettivo – centrato abbastanza – di coniugare esigenze di risparmio e qualità. Cambio di formato, dal consueto A4 al tabloid, nuova carta patinata, grafica più curata, colori più brillanti. Nuova anche l’impaginazione, anche se le pagine si erano ridotte a 16 rispetto alla media attestata sulle 34 fino al 2013. E soprattutto 4 numeri. La riduzione della foliazione e quella ancora più forte delle copie, scese a 25mila, così come il nuovo metodo di distribuzione avevano assicurato un forte risparmio, 17.100 euro complessivi di costo, rispetto ai circa 25.000 spesi ogni anno fino al 2011 (quando i numeri erano 4-5 l’anno) e quando le copie erano 40mila, spedite agli indirizzi di altrettante famiglie anconetane, oltre che agli anconetani all’estero. Bilancio positivo, tutto sommato, quello del 2014. Il nuovo format era piaciuto. Così come aveva funzionato il nuovo metodo di distribuzione. Niente più francobolli. Il magazine veniva portato direttamente dal personale di una ditta esterna (per una spesa di appena 1.100 euro) in 40 edicole convenzionate e in 13 punti in periferia di elevato afflusso dei cittadini (tra cui il Centro per l’impiego, la Motorizzazione civile, l’ospedale di Torrette); ai quali si aggiungevano altri 40-45 luoghi di attesa o passaggio come ospedali, centri sociali, centri per anziani, università della terza età, ambulatori, sportelli pubblici, uffici abbonamenti, Conerobus riforniti da personale comunale dell’Urp e dell’Ufficio magazzino. Infine, la distribuzione diretta in alternativa a quella tramite Poste Italiane, era stata ulteriormente ampliata e resa più efficace grazie all’operatività di un ex detenuto (retribuito con voucher sociali) impegnato in consegne porta a portanei negozi e bar del centro e del quartiere Piano, oltre che in consegne dirette ai cittadini partecipanti ad eventi o presenti nei mercati del Piano, del centro, di via Maratta, nei centri commerciali della Baraccola.

Un esperimento ben riuscito, durato purtroppo lo spazio di un anno. Seguito dal congelamento della pubblicazione nel 2015. Già, giornale sospeso, ibernato? L’assessore Marasca. “Non ibernato a tempo indeterminato, né tantomeno soppresso. Ribadisco che l’obiettivo è migliorare l’intero servizio di comunicazione municipale in poche settimane. Ciò vale anche per la nostra pubblicazione, per la quale non faremo certo passi indietro dopo quelli in avanti fatti nel 2014. Prometto tempi brevi per il ritorno del giornale del Comune”.

In attesa che Marasca mantenga la promessa, agli anconetani di tutto il mondo non resta che ricorrere ad internet e consolarsi con Ankonmagazine (www.ankonmagazine.it), il giornale dell’Amministrazione comunale in versione web.

(tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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