Storie di ordinaria violenza dalla slum di Kariobangi

QUANDO CONCEDERSI SESSUALMENTE AGLI INSEGNANTI DIVENTA NORMALE

di Clarissa Maracci

IMG_3161NAIROBI, 27 Ottobre 2013 – Valary e Brenda* sono due studentesse di 14 anni della scuola elementare di Kariobangi North, una delle slum di Nairobi. La capitale kenyota, costellata di baraccopoli, ospita migliaia di scuole “informali”, dove si può ricevere un’educazione primaria senza dover affrontare i costi della pubblica o della privata.

In particolare, la scuola dove Valary e Brenda stanno affrontando il loro penultimo anno, è fatta di lamiere arrugginite, banchi e tavole di legno dai quali spuntano chiodi di ferro, che puntualmente strappano le calze delle uniformi marroni dei ragazzi, un odore di umidità e cibo avariato dimora nelle classi buie, scaldate dal sole rovente che si infrange sulle lamiere del tetto. Solo alcuni raggi possono passare tra gli spiragli della porta fatta di tavole di legno, per illuminare i grandi occhi vispi e il bianco sorriso degli studenti.

Molti di questi ragazzi finiranno la loro educazione il prossimo anno, all’età di 15 anni, poiché i genitori non potranno affrontare le tasse della scuola superiore. Ma Valary e Brenda sono due ragazze ambiziose: una vuole diventare una giornalista, e l’altra una professoressa. Quando pensano al loro futuro si vedono con i libri sotto braccio incamminarsi verso l’aula dell’Università. E’ per questo che sono sempre le prime a dare la risposta giusta, a portare il libro ai professori, a rispondere alle domande e non lamentarsi quando vengono punite con una stecca di legno nelle loro magre gambe, ma ormai gambe di donne con la forma e la sensualità censurata dai lunghi calzetti beige coperti di polvere.

Gli insegnanti della scuola P. di Kariobangi sono ragazzi e ragazze della slum, in alcuni casi appena usciti dalle scuole superiori. Lavorano per 45 euro al mese, prestando servizio ogni giorno e apportando le loro limitate conoscenze ai curiosi e vispissimi alunni. Come la maggior parte delle scuole non formali, anche la scuola P. di Kariobangi è supportata da una chiesa – in questo caso protestante. Per questo sono moltissime le ore di religione ( qui chiamata C.R.I) che vengono impartite settimanalmente, e la maggior parte delle attività ricreative della scuola di svolgono in un contesto ecclesiastico. Canti, recite, danze, club di discussione.

Nonostante le difficoltà economiche che costringono a volte gli studenti a saltare interi trimestri o ad accedere alla mensa solo due volte a settimana, a presentarsi a scuola senza scarpe, senza cappotto, senza libri, senza acqua o cibo, i ragazzi della scuola P. di Kariobangi sono felici e pieni di voglia di vivere. Una voglia tremenda di apprendere che cosa c’è aldilà del confinato mondo della baraccopoli, nel quale sono rinchiusi. Le uniche esperienze del mondo sono fornite dalla tv e da qualche ritaglio di giornale trovato nella spazzatura. Tutto il resto sono semplicemente credenze, o meglio “balle”.

Per i più fortunati un giorno ci sarà la possibilità di vedere altri posti, di conoscere l’altra parte della città, quella ricca e pulita, alcuni potranno addirittura viaggiare. Tuttavia, molti di loro il prossimo anno si troveranno per strada, senza un centesimo, sentendosi un peso per i genitori che non possono sfamarli. Allora, come molti ragazzi della slum, decideranno di unirsi in gang e provvedere a se stessi rubando borse e portafogli ai passanti. I più spregiudicati si introdurranno nelle abitazioni per portare via tv, dvd e quelle poche cose di valore che potranno trovare: alcuni di essi moriranno per questo, uccisi dalla polizia o dalla comunità. Bruciati vivi in una gomma di camion, lanciati di sotto dal balcone, lapidati, uccisi a bastonate o a colpi di pistola.

Le ragazze invece avranno un destino meno cruento, ma forse ancora più triste. Quelle che non potranno permettersi di accedere alle superiori, rimarranno in casa ad aiutare la madre nei mestieri, finché nell’arco di qualche mese non troveranno qualcuno che le mette incinta. A quel punto i casi saranno due: potranno rimanere ragazze madri e tenere il figlio insieme alla famiglia ( o a ciò che ne rimane) oppure seguire il giovane fidanzato. Nel secondo caso triboleranno ogni giorno per sfamare il neonato, spenderanno la maggior parte del tempo in casa a lavare e cucinare mentre l’uomo di casa – in molti casi poco più che ventenne – è per strada con gli amici a bere e fumare marijuana, o a letto con altre ragazze. Una trappola dalla quale non sarà facile uscire, poiché tornare dalla propria famiglia senza un lavoro e con una bocca in più da sfamare sarà imbarazzante e spesso impossibile. Per cui queste donne soffriranno in silenzio e condivideranno il dolore delle loro vite con le coetanee del ghetto mentre si acconciano i capelli in lunghe trecce colorate.

Per Valary e Brenda però non ci sarà un prossimo anno alla P. di Kariobangi. Il loro banco ora è vuoto. Sono state trasferite in un’altra scuola a convivere con i crudi ricordi che cambieranno per sempre la loro vita. Inizialmente compiaciute dalle attenzioni degli insegnanti nei loro confronti, sintomo forse di stima e rispetto, non sono riuscite a tirarsi indietro davanti alle avances sessuali avanzate dal prof di scienze e di religione. Così, un pomeriggio di fine Luglio, dopo le ripetizioni pomeridiane, sono state trovate dal pastore a fare sesso dietro i bagni della scuola.

Valary e Brenda sono ancora incoscienti di quanto è successo. Compiacere gli insegnanti fa parte della rigida disciplina inculcata loro a colpa di scudisciate. Come avrebbero potuto ribellarsi ad una richiesta sessuale? Con chi avrebbero potuto parlarne? E poi che male c’è fare sesso con l’insegnante di scienze, proprio quello che pochi giorni prima ha spiegato il funzionamento del sistema riproduttivo. Con l’insegnante di religione, che insegna loro ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Forse un giorno Valary e Brenda capiranno la gravità e la crudeltà di ciò che hanno subito. Forse scopriranno di avere l’aids, oppure di essere incinte nel giro di pochi mesi. Oppure parlando con qualcuno, in futuro, capiranno di essere state vittime di violenza sessuale, violenza sessuale su minori. Ma per ora è come se nulla fosse successo, affronteranno l’ultimo anno con il sorriso sulle labbra, pensando a quell’esperienza come ad un fatto insolito ma tuttavia normale della loro vita. E gli insegnanti continueranno ad insegnare, e ad abusare di altre ragazzine, come già succede nella scuola P. da ben tre anni. Infatti, i due professori erano già stati ammoniti gli anni precedenti, con un richiamo del pastore. Quest’anno il consiglio direttivo ha deciso di allontanarli: sono licenziati. Nessuna denuncia, nessuna condanna. I due professori si troveranno tra pochi mesi ad insegnare in un’altra scuola, e ad abusare di altre ragazzine, a pochi passi dalla P. , nell’affollatissimo quartiere di Kariobangi.

In Kenya, l’abuso di minori è condannato dal Codice Penale ( Cap. 63) come violenza fisica contro le donne in generale, dal Children Act del 2001 che vieta le pratiche di mutilazione genitale femminile, dal Sexual Offence Act del 2006, che colpisce in particolare la violenza sessuale contro i minorenni, stabilendo una pena che va dai 3 ai 5 anni. Eppure, i centinaia di casi che si registrano ogni giorno nelle slum di Nairobi non trovano un rimedio legale. L’accesso alla giustizia è per ricchi, questo è quanto si crede qui, e nessuno si sente così forte da andare a denunciare il caso alla polizia, temendo una ritorsione da parte della comunità o addirittura lo sfavore divino.

Così una cortina di silenzio ricopre le ingiustizie, gli abusi le violenze psico-fisiche che ogni giorno molti ragazzi e ragazze di Kariobangi sono costretti a subire. Sarà Dio un giorno, secondo molti, a punire i colpevoli, a lavare i loro peccati. Intanto, la vita di Valary e Brenda è cambiata per sempre, non sono più due bambine di 14 anni, ma due donne che hanno sperimentato il sesso per la prima volta, dietro i cessi maleodoranti della scuola, con i loro professori allupati di scienze e di religione.

 

*i nomi Valary e Brenda sono inventati per proteggere la privacy delle due minorenni

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Back To Top