​Cannabis terapeutica: primo sì della Camera


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NON SI PREVEDE LA LEGALIZZAZIONE DELLA SOSTANZA

di dott.ssa Fedora Fratini

Il testo della proposta  non prevede la legalizzazione totale della pianta.
Lo scorso 19 Ottobre la Camera ha approvato il nuovo disegno di legge relativamente all’uso terapeutico della cannabis.

I voti a favore sono stati 317, 40 i contrari, 13 gli astenuti.

Il testo passa al Senato. 

Contro hanno votato i deputati di Fi e Lega; mentre Direzione Italia si è astenuta.

Il nuovo disegno di legge presenta delle novità che mirano a fissare criteri uniformi sul territorio italiano, garantendo ai pazienti una migliore equità d’accesso, promuovere la ricerca scientifica sui possibili impieghi medici e sostenere lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione per semplificarne l’assunzione.

In sintesi, la proposta di legge, ora al vaglio del Senato, la quale inizialmente prevedeva una legalizzazione “più ampia” della sostanza (avrebbe dovuto contenere, infatti, anche la liberalizzazione) prevede che ogni medico potrà prescrivere medicinali di origine vegetale a base di cannabis per la terapia del dolore e altri impieghi.

La ricetta, oltre a dose, posologia e modalità di assunzione, dovrà riportare la durata del singolo trattamento, che non potrà superare i tre mesi.

I medicinali a base di cannabis per la terapia del dolore saranno a carico del Servizio Sanitario Nazionale (se prescritti per altri impieghi, dunque,  restano fuori dal regime di rimborsabilità).

La coltivazione, preparazione e distribuzione della cannabis alle farmacie saranno affidate dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e, solo se necessario, ad altri enti autorizzati.

Le regioni e le province autonome devono monitorare l’utilizzo della cannabis terapeutica, ai fini di evitare abusi e fornire ogni anno all’Istituto Superiore della Sanità i dati relativi alla patologia, età e sesso.

Norme specifiche prevedono, inoltre, campagne di informazione, aggiornamento periodico dei medici e del personale sanitario impegnato nella terapia del dolore e promozione della ricerca sull’uso appropriato dei medicinali a base di cannabis.

Effettivamente, tante sono le patologie curabili attraverso medicinali a base di cannabis: spasticità secondaria da Sclerosi Multipla e altre gravi malattie neurologiche (SLA, Morbo di Parkinson, corea di Huntington, danno spinale, spasticità da para-tetraplegia); dolore nel paziente oncologico (terapia del dolore); dolore cronico di origine neurologica; sindrome di Gilles de la Tourette; dolore post-operatorio; nausea e vomito da chemioterapia; anoressia da AIDS; malattia di Alzheimer; glaucoma; cefalea, emicrania; fibromialgia e lombalgia; epilessia; terapia citotossica antitumorale; malattie infiammatorie intestinali croniche (morbo di Chron, colite ulcerosa, colon irritabile, enteropatia da glutine); psoriasi; lupus eritematoso; incontinenza urinaria, disturbi vescicali; disturbi del sonno, apnee notturne; paura/ansia, disturbi da stress post-traumatico, depressione.

I buoni propositi ci sono, ma bisognerà fare i conti non solo con il nodo delle scorte in esaurimento, in quanto le prescrizioni aumentano, ma la cannabis non basta ( il fabbisogno nazionale è cresciuto di 100 chili all’anno negli ultimi tre anni e a rimetterci sono sempre i pazienti!), ma anche con quello dei costi. 

Da dieci anni, infatti, in Italia i medici possono prescrivere preparazioni magistrali con sostanze attive vegetali a base di cannabis per uso medico e, almeno sulla carta, i pazienti possono scegliere tra cinque diversi preparati importati dall’Olanda – Bedrocan, Bediol, Bedica, Bedrobinol e Bedrolite, con prezzi che possono arrivare anche ai 50 euro al grammo – e la Fm2, l’unica varietà made in Italy prodotta dal 2014 dall’Istituto Farmaceutico militare di Firenze, con l’obiettivo di evitare i costi dell’esportazione e garantire che la materia prima sia sempre disponibile.

A Giugno scorso, il Ministero della Salute ha stabilito, per decreto, il prezzo della cannabis di Stato: il costo massimo deve stare tra gli 8,50 e i 9 euro per grammo.

Al problema del prezzo è legato quello del guadagno delle farmacie; infatti, se il prezzo dei medicinali di cui si parla rimarrà quello stabilito dal Ministero della Salute la maggior parte delle farmacie rifiuterà di acquistare i prodotti per il mancato guadagno e sarà, dunque, difficile reperire i farmaci a base di cannabis.

Ai pazienti, più che a tutti noi, non resta, dunque, che attendere la decisione del Senato, che, si spera, tenga conto soprattutto delle problematiche poste dal nuovo testo approvato in prima battuta dalla Camera. 

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