‘Sono onorata del cognome che porto’

INTERVISTA TV ALLA FIGLIA DEL BOSS TOTO’ RIINA

di Alessia Rondelli

sfasfdasfsaSVIZZERA, 1 SETTEMBRE 2013- A parlare in un intervista alla tv svizzera è la figlia minore del famoso capomafia Totò Riina, Lucia, classe 1980, che ha deciso di raccontarsi per la prima volta in televisione in un video che ha destato a dir poco scalpore. “Sono dispiaciuta per le vittime, ma orgogliosa di portare il cognome di mio padre”: sono queste le parole che hanno provocato forti reazioni di sdegno nei parenti delle molte vittime del capo di Cosa Nostra dal 1982 al 1993, conosciuto anche come “La belva” per la sua ferocia sanguinaria. L’orgoglio dimostrato dalla donna è espressione del forte sentimento che la lega alla sua famiglia: “Io sono onorata di chiamarmi così, e felice perché è il cognome di mio padre e immagino che qualsiasi figlio che ama i suoi genitori non cambia il cognome. Corrisponde alla mia identità. Non bisogna restare nel passato, ma andare avanti per noi, per le generazioni future”. Poi l’intervista si è trasformata in un racconto della vita passata, del forte amore che lega tutti i membri della famiglia, legame rafforzato anche dalla grande fede cattolica che portava tutti a riunirsi ogni sera per recitare le preghiere. Il racconto si è soffermato infine sull’importante figura della madre di Lucia, Antonietta detta Ninetta Bagarella, perno della famiglia, che ha cresciuto ed educato 4 figli in parte da sola, ai quali ha insegnato lei stessa a leggere e scrivere. Ovviamente questo ritratto della ‘buona famiglia’ ha fatto inorridire parecchie persone, in particolare l’Associazione dei familiari della strage di via dei Georgofili, allibiti dalla favoletta raccontata su uno dei più crudeli assassini mafiosi, senza alcun sentimento verso i morti, ledendo la loro memoria. Dello stesso parere anche Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso nella strage di Capaci: “Provo sconcerto e biasimo per le parole espresse. Pur rispettando il suo ruolo di figlia e consapevole che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, non accetto che una donna cattolica praticante, come lei si è detta, non prenda le distanze dal padre assassino”. Pesante anche il commento della Presidente della Commissione Antimafia europea, Sonia Alfano, che ha definito l’intervista ‘uno spettacolino disgustoso’: “Del resto Lucia Riina non è nuova a queste uscite e da lei non mi aspetto nulla di diverso. È figlia di uno dei più cruenti mafiosi che la storia ricordi ed orgogliosa di esserlo. Questo, per me, basta a qualificarla. Mi aspetterei invece più prudenza e dignità dai parte dei media”. La figura di Salvatore Riina è stata sicuramente di spicco nella storia dell’organizzazione mafiosa Cosa nostra, latitante dal ’69 è stato arrestato nel ’93, lasciando dietro di sé una lunga scia di sangue; attualmente sta ancora scontando le sue condanne nel carcere di Opera a Milano e dal luglio 2012 è sotto inchiesta nel processo per la trattativa Stato-mafia.     

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