Presentazione libro “Al posto nostro. Donne che resistono alle mafie”

Titolo: Presentazione libro “Al posto nostro. Donne che resistono alle mafie”
Luogo: Teatro “Valeria Moriconi” – Pza Federico II – Jesi (AN)
Descrizione: Presentazione del libro di Ludovica Ioppolo e Martina Panzarasa con la partecipazione di:

- Paola Senesi (Referente di Libera per la regione Marche)

- Massimo Bacci (Sindaco di Jesi)

- Giovanni Monti (Vicepresidente COOP Adriatica)

- LUDOVICA IOPPOLO (Autrice – direttivo nazionale di LIBERA)

- ROSARIA CAPACCHIONE (giornalista de “Il Mattino”)

L’incontro sarà moderato da Gianni Rossetti (Direttore della Scuola di Giornalismo dell’UNiversità di Urbino)

L’evento è organizzato da COOP Adriatica in collaborazione con la rete locale di LIBERA, ASSOCIAZIONI NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE e con il Patrocinio della Regione Marche, del Comune di Jesi e della Fondazione “Pergolesi Spontini”.

La cittadinanza tutta è invitata a partecipare, vi aspettiamo!!

Alcune info sul libro:

Al posto nostro. Donne che resistono alle mafie

“Sei storie di donne che, in ambiti molto differenti, hanno intrapreso un impegno antimafia, storie molto diverse l’una dall’altra: Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace; Lucrezia Ricchiuti, vicesindaco di Desio; Cinzia Franchini, presidente nazionale di cna Fita (autotrasportatori); Rosaria Capacchione, giornalista de «Il Mattino»; Maddalena Rostagno, figlia di Mauro; Valentina Fiore, direttrice del consorzio Libera Terra Mediterraneo. Donne del nord e del sud, ragazze e signore. Operano in contesti pubblici, abitualmente associati a una gestione maschile, come l’economia, la politica, il giornalismo, o l’autotrasporto. Donne che hanno fatto una scelta, non di “rottura” rispetto a un sistema di appartenenza, ma di “coerenza” con i propri princìpi e ideali, con le proprie urgenze e i propri desideri. Donne che hanno scelto di fare lavori che amano. In loro il ‘personale’ diventa immediatamente “sociale e politico”, senza bisogno di mediazioni. Sia che si tratti del dolore per la morte del padre, del lavoro di giornalista, della passione per la politica, della cooperazione o dell’amore per la propria terra. Non sono attiviste in senso stretto. Ma ciascuna ha deciso ostinatamente «di non stare al suo posto e mettere, finalmente, un po’ di ordine». Ciascuna ha rifiutato i ruoli tradizionalmente attribuiti alle donne e ha trovato un modo nuovo, tutto suo, femminile, di cambiare le cose.”

Non sono rimaste a guardare. Lavorano perché il nostro paese funzioni, e funzioni meglio.
Ora inizio: 17:00
Data: 2013-06-08

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