‘Oscar & Oscar’ e il fanciullino interiore

FANTASIA VINCENTE NEL LIBRO DI ALESSANDRA BUSCHI

- Serra de’ Conti (AN) – di Martina Marinangeli -

L’estate sembra scorrere tranquilla per Ginevra, una ragazzina di 10 anni in vacanza nella casa di montagna della nonna. Ma l’incontro con la simpatica streghetta Sibilla e con Oscar, un 14enne dal magico passato, la coinvolgerà in una serie di avventure tra mondo reale e mondo fatato che cambieranno per sempre il suo modo di vedere le cose.

Vincitore del Premio Dickens 2013 per la narrativa per ragazzi, “Oscar & Oscar” si presenta come un libro fresco e leggero, perfetto per il target giovanissimo cui è destinato. In un periodo in cui il fantasy la fa da padrone in campo letterario, Alessandra Buschi ci introduce in un mondo che ricorda più quello delle fiabe tradizionali: vampiri e licantropi sono qui rimpiazzati da fatine e streghe buone, il bene e il male sono separati da una netta linea di demarcazione. Pensato per un pubblico di bambini e preadolescenti, “Oscar & Oscar” è scritto in un linguaggio molto lineare, la trama non propone intricati colpi di scena o profonde riflessioni. Ma ciò non significa che sia banale. Tutt’altro.

L’autrice sembra voler suggerire che l’universo magico in cui crediamo ciecamente nella nostra infanzia non sia solo illusione, poiché ci accompagna anche nella vita adulta, influenzando il nostro modo di pensare attraverso modalità che non sempre riusciamo a vedere e a comprendere. Senza voler scomodare un grande classico come Giovanni Pascoli, il mondo fiabesco che in questo libro interagisce continuamente con quello reale, è una sorta di esemplificazione del “fanciullino” interiore, un espediente che ci permette di guardare alla realtà con gli occhi puri ed innocenti dei bambini.

La figura di Oscar ne è un perfetto esempio: Alessandra Buschi ce lo presenta come un adolescente divenuto malinconico e solitario per l’aver perso contatto proprio con quel mondo d’incanti e incantesimi che aveva caratterizzato la sua infanzia. Realtà e magia, contingenza ed illusione si guardano in uno specchio che si rivela un portale spazio- temporale tra infanzia e vita adulta, come rende evidente il fatto che Oscar abbia un’età diversa nella dimensione reale rispetto a quella fantastica.

L’autrice ci invita a riflettere sul fatto che diventare adulti non significa per forza ignorare o smettere di vedere quanto di irrazionale e misterioso ci circonda, bensì vuol dire reinterpretare quanto appreso da piccoli alla luce delle nuove esperienze fatte. E in un’epoca in cui i bambini preferiscono passare il tempo davanti alla tv e alla play station piuttosto che a leggere, libri come “Oscar & Oscar” possono essere un buon incentivo per tornare a dare libero sfogo alle fantasie alimentate dalla carta stampata.

Alessandra Buschi è nata a Grosseto e vive a Serra De’ Conti (An). Ha dedicato gran parte della sua vita alla narrativa e a progetti e laboratori centrati sullo sviluppo dell’immaginazione. Il suo estro divulgativo ci ricorda piacevolmente che anche la realtà non virtuale ha molte più sfaccettature di quante pensiamo.

(tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

 

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