Oltre ogni limite, relativizzando lo spazio

IL PARKOUR CONQUISTA ANCHE LA PROVINCIA DI ANCONA

 

di Giuseppe Gallozzi, Ancona

 

Sfidare le leggi di gravità e della fisica. Sfidare l’impossibile. Da qui parte Parkour, sport estremo, o meglio disciplina metropolitana nata in Francia all’inizio degli anni ’90. Un’esperienza che trae ispirazione da un metodo di allenamento militare messo a punto dall’ufficiale di marina Georges Hébert. Ed è proprio dalle parole “parcours du combattant” (percorso del combattente) che nel 1998 David Belle e Hubert Koundè coniano il termine Parkour – che esprime e sintetizza meglio i concetti di forza, efficienza e coraggio – per battezzare questa nuova pratica nel campo civile. Che anche in Italia, a partire dal 2005, si è via via rilevata di alto valore socio-aggregativo. L’avversario più grosso da vincere è la paura. Quella che ti blocca, ti limita, ti porta a ritenere una cosa inconcepibile prima di provarla. Ciò tende a fare del Parkour un stile di pensare e di agire che va coltivato quotidianamente, in modo liberatorio e divertente. Lo scopo? Spostarsi da un punto all’altro predeterminati, con destrezza e massima efficienza, oltre che in sicurezza. Elaborando particolari tecniche di movimento veloce, adattando le potenzialità del corpo alle caratteristiche dell’ambiente che si attraversa e superando ogni genere di ostacoli.

La realtà più importante in provincia di Ancona è quella di Osimo, con una cinquantina di tracciatori (così si chiamano tra loro i praticanti) di varie età: per lo più giovani, accanto a qualche over 30, e perfino a ragazzini, a bambini di 10-11 anni. Anche loro si allenano con costanza per migliorare e migliorarsi anche interiormente.

E’ grazie al web che il Parkour si è diffuso. Pali della luce, panchine, muretti, facciate dei piani bassi di edifici, altre strutture urbanistiche e/o di arredo urbano dei luoghi pubblici si trasformano in palestre di strada in cui gli “adepti” imparano a sfidare i propri limiti. Nelle Marche, oltre alla roccaforte di Osimo, altre località gettonatissime per questa pratica sono Jesi, Senigallia, Castelfidardo e Ancona. Nel capoluogo regionale, il quartiere periferico Q2 ha recentemente visto nascere una specifica organizzazione, “Ancona Parkour & 3run”. Ad animarla sono alcuni ragazzi che si servono anche di un omonimo gruppo Facebook che vanta moltissimi contatti giornalieri.

La parte più difficile è l’inizio, la prima volta. Spesso ci si butta per emulazione, per moda, per sfogo. E spesso, poi, non se ne esce più, si cade vittime di una virtuosa dipendenza. Al Parkour non sono generalmente collegati generi musicali e look d’abbigliamento particolari. C’è chi veste largo, chi indossa jeans e canottiera. Alcuni, per darsi la carica, ascoltano sound hardcore, altri il rap o note più commerciali. Ogni tracciatore ha le sue tecniche, la sua autonomia. La competizione è con se stessi, non contro gli altri: è questa la vera mentalità della disciplina. Una disciplina che spesso si sposta dalle strade alle palestre vere e proprie. Interagisce con esse. Dietro allo “urban style” nasce uno sport “ufficiale”, con tanto di maestri, lezioni e dimostrazioni. E’ il caso della palestra osimana “T Gym”, che raccoglie un numero sempre in crescita di aspiranti tracciatori.

Spesso il Parkour viene accostato al Free-Running, a volte Parkour e Free-Running sono considerati un’unica disciplina.

E’ un errore. Nel Free-Running l’efficienza viene messa in secondo piano, i corridori-acrobati curano molto di più l’estetica, puntano a una sorta di “arte del movimento”.

Il Parkour si sta affacciando in modo crescente nel nostro quotidiano, attraverso Youtube, videogames, film. Che documentano e incrementano il fiorire di molte “scene on the road”, tra le più variegate, che fanno di questo sport estremo un modo di essere, oltre che di apparire in maniera spettacolare.

Per informazioni e contatti: su Facebook “Ancona Parkour & 3run”; Palestra T-Gym, Via Molino Basso 2, Centro Commerciale “La Coccinella”, Osimo (An).

(tratto da Urlo-mensile di resistenza giovanile, giugno 2013)

 

 

 

 

 

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