Nuova vita “high tech” per il vecchio faro di Ancona

(di Giampaolo Milzi ) - Torma una luce sul vecchio Faro di Ancona, ad accenderla è la Regione Marche, che vuol dargli nuova vita e funzionalità mettendolo al servizio delle attività marinare. In modo moderno e iper tecnologico. Il progetto, in stato avanzato di definizione, prevede da un lato la ricostruzione della lanterna in modo molto simile a quella esistente in origine, affinché possa ospitare un sofisticato sistema integrato di sensori elettronici da utilizzare per il monitoraggio dei traffici e la tutela di una vasta area dell’Adriatico, sia dal punto di vista ambientale che da quello della sicurezza della navigazione. Dall’altro quella generale opera d’intervento edilizio per il restauro e la messa in sicurezza che l’intera struttura del colle Cappuccini – in stato di abbandono e degrado – attende dal 2003, quando fu chiusa dopo alcune gettonatissime visite guidate.

Il piano d’azione e di studio, cui sta lavorando da mesi un’equipe di esperti della Regione sotto la regia dell’assessore per la Tutela del mare Paolo Eusebi, sarà finanziato per lo più grazie a una quota di 235mila euro provenienti dal fondo generale stanziato dall’Unione Europea per il Progetto Hazard, di cui la Regione Marche è partner assieme ad altre Regioni italiane e Contee di 5 Paesi del bacino Adriatico-Ionico. Questa principale quota di risorse servirà alla realizzazione dell’apparato tecnologico, comprensivo della nuova lanterna di rilevamento elettronico posizionata in cima alla torre alta 20 metri, e dei sistemi informatici di supporto, installati in uno spazio nei locali al piano terra. C’è poi il capitolo di spesa concernente la ristrutturazione del complesso architettonico, che sarà vagliato dalla Soprintendenza: circa 100mila euro attingibili dal Bilancio regionale, serviranno per lo più al restauro dell’immobile d’avancorpo basamentale; quanto agli interventi per la risistemazione delle scale a chiocciola in pietra d’Istria interne alla torre e al riposizionamento dei mattoncini esterni, dovrebbe bastare un co-finanziamento per 50mila euro assicurato dal Comune di Ancona. Il punto di forza dell’intero progetto? “L’inedità e virtuosa convivenza fra le nuove attività di monitoraggio eco-marittimo e la pubblica fruibilità di questo storico monumento per scopi culturali, didattici, turistici”, sottolinea l’assessore Eusebi.

Insomma, se tutto filerà liscio, entro la fine di quest’anno il Vecchio Faro costruito con la fattiva benedizione di Papa Pio IX nel 1860, potrà essere il fiore all’occhiello del Parco Cardeto-Cappuccini. Regalando ai visitatori l’impareggiabile emozione di ammirare dal marciaronda sommitale lo straordinario panorama a 360° offerto dalla città che si adagia a gomito sul mare. Le funzioni tecnologiche e l’apertura al pubblico sarànno rese possibili da un’ipotesi di sinergia gestionale a tre. Il Demanio, proprietario, concederebbe in affitto per appena 6.000 euro annui la struttura alla Regione (che otterrebbe lo scomputo da questa cifra degli oneri per la ristrutturazione edilizia); il Comune organizzerebbe le visite guidate, probabilmente in collaborazione col circolo di Legambiente “Il Pungitopo”, che già tra il 2000 e il 2003 aveva dato prova di grande efficienza e competenza.

 TRATTO DA “L’URLO”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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