Non sparate sulle bici!

PISTE AI BORDI DELL’ESINO, CICLISTI E PEDONI PROTESTANO

Falconara/Chiaravalle (AN) – di Chiara Napoli e Giampaolo Milzi -

Pallettoni volanti e schioppettate. No, non siamo sul set di un film western, bensì tra i comuni di Chiaravalle e Falconara Marittima, dove nell’ultimo periodo ciclisti e sventurati pedoni hanno avuto incontri un po’ troppo ravvicinati coi cacciatori. Già, perché da qualche mese anche nelle Marche si è aperta la stagione dell’attività venatoria (settembre – febbraio). Che nei suddetti comuni si concentra principalmente lungo il fiume Esino. Ma quest’anno la caccia al fagiano ha coinvolto da vicino alcuni cittadini creando scompiglio e qualche disagio. Da Chiaravalle sono giunte segnalazioni via Facebook riguardanti “piogge di pallini di piombo” lungo la pista ciclabile (Chiaravalle – Rocca Priora) sulla riva sinistra del fiume. In questi episodi sono state direttamente coinvolte delle persone che portavano fuori il cane, per fortuna senza danni. Un giovane ha perfino sporto denuncia contro ignoti presso i carabinieri, auspicando che l’Amministrazione comunale di Chiaravalle ponga il divieto di caccia nell’area interessata.

Ma l’Amministrazione sembra non aver affatto sottovalutato il problema. Lo conferma il consigliere comunale Mattia Morbidoni: “La verità è che il divieto di caccia già esiste, grazie all’ordinanza n° 67 emessa dal sindaco il 25 ottobre scorso. Inoltre entro il 20 novembre saranno posizionati degli appositi cartelli”. E il sindaco ha invitato carabinieri, vigili urbani, guardie provinciali, uomini del Corpo forestale dello Stato e personale comunale del servizio di manutenzione della pista ad aumentare i controlli. Anche il presidente dell’associazione Bici Più, con sede a Chiaravalle, Massimo Cerioni, è a conoscenza del problema: “Purtroppo capita che i cacciatori esercitino la loro attività lungo l’alveo del fiume a meno di 150 metri dalla pista, come prescrive la legge”. E come consiglierebbe il buon senso.

Differente è la situazione di Falconara Marittima. Dove l’ultimo tratto di 300 metri della pista (rione Fiumesino – Castelferretti zona aeroportuale) che percorre la destra del fiume è stato chiuso al transito ciclo-pedonale. Questo proprio per consentire ai cacciatori di esercitare l’attività venatoria. Com’è scritto sulle transenne, poste sullo sterrato, che impediscono il passaggio. Il tratto di pista sarà nuovamente agibile solo dopo il 7 febbraio. Dubbi e perplessità hanno portato alla protesta dei cittadini sulla discutibile scelta dell’Amministrazione municipale falconarese. “In realtà – precisa l’assessore all’Ambiente e al Patrimonio Matteo Astolfi – è vero che in quel tratto di 300 metri è consentita e sarà consentita l’attività venatoria, e quindi e stato chiuso. Ma il disagio sarà del tutto risolto subito dopo la prossima estate”. Come? “Va ricordato che esiste un progetto generale per il completamento della pista (fino a Chiaravalle e a Jesi, con fondi della Provincia, ndr.), il percorso supererà quindi l’aeroporto. Ma i lavori di competenza del nostro Comune si sono bloccati a causa del fallimento della ditta appaltatrice. Si rifarà il bando. Il cantiere ripartirà. E realizzerà anche un itinerario ad anello che consentirà a ciclisti e pedoni di bypassare il tratto di 300 metri vietato e proseguire in tutta tranquillità e sicurezza. Questa è la nostra fondata speranza”.

(tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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