Lucia Annibali: “Con il mio volto distrutto aiuterò le donne vittime di violenza”

LO SFREGIO DEL VISO NON FERMA IL CORAGGIO DI UNA DONNA

 di Avv. Tommaso Rossi ( Studio Legale Associato Rossi-Papa-Copparoni di Ancona)

La foto di Lucia pubblicata sul Corriere della Sera
La foto di Lucia pubblicata sul Corriere della Sera

“Il 18 settembre compio 36 anni e per me questo sarà anche l’anno zero. Sarò un’altra Lucia per tutta la vita, non posso continuare a nascondermi. Che vedano pure come mi hanno ridotta, non sono certo io che devo vergognarmi…». Con queste parole Lucia Annibali inizia la sua emozionante intervista rilasciata alcuni giorni fa al Corriere della Sera dal suo letto del reparto di Chiurgia Plastica dell’Ospedale di Parma.

Era stata la sua promessa non appena, tolte le bende, non vide la sua faccia per come se la ricordava prima di quel giorno infame e bastardo. La promessa di mostrarsi al mondo, di mostrare come un uomo acciecato dalla follia e dall’odio poteva averle straziato il viso. La promessa di non nascondersi, in fondo non era certo lei che doveva vergognarsi.

«Rinasco. Ricomincio tutto daccapo con la mia nuova faccia, con il naso un po’ così, con gli occhi fra l’orientale e la riempita di botte, con le sopracciglia da tatuare e la bocca buona per sorridere, finalmente, dopo l’ultima operazione. Ma posso fare di meglio e di più.»

Una sera come tante altre, dopo il lavoro, rientrava a casa a Pesaro dal suo studio legale dove esercitava il suo “essere” avvocato e il suo essere donna.

Un volto incappucciato, non per nascondere cicatrici ma vigliaccheria, la aspettava davanti la porta di ingresso, in mano il suo veleno letale.

ACIDO.

ACIDO MURIATICO.

Senza pietà. Sul viso, sugli occhi, sulla bocca, giù fino al collo a distruggere, corrodere, umiliare, uccidere dentro ogni angolo di pelle e di bellezza.

Quella bellezza che un uomo, un piccolo uomo, aveva perduto, per la sua incapacità di essere uomo, insieme all’amore che quella donna portava dentro al suo cuore per lui. Un uomo piccolo e vile, come tanti purtroppo. Un uomo bugiardo e meschino, violento e vendicativo.

CATTIVO.

La Procura ha dato un volto a quell’uomo, in attesa che il procedimento confermi l’ipotesi accusatoria. Quel volto è Luca Varani, avvocato anche lui, ora detenuto con l’accusa di lesioni volontarie gravissime, stalking e tentato omicidio della sua ex fiamma Lucia.

Secondo il PM Garullli Luca sarebbe il mandante, e due albanesi a loro volta finiti in manette sarebbero gli esecutori materiali del gesto miserabile.

Nell’intervista al Corriere Lucia racconta di non aver molta voglia di tornare a fare l’avvocato, ma che vorrebbe piuttosto “ aiutare in qualche modo gli ustionati, occuparmi delle donne schiacciate da uomini inetti e incapaci di convivere con le loro fragilità”. E aggiunge: “alle donne voglio dire voletevi bene, tanto, tantissimo. Credete in voi stesse e sappiate che ogni atto di violenza subita non dipende mai da voi che amate l’uomo sbagliato ma da lui che lo commette”.

L’esito giudiziario della vicenda farà il suo corso e noi di F&D Magazine lo racconteremo passo a passo. Ma il vero calvario in questi casi è nascosto, è strisciante e vissuto dentro un cuore ed una mente che si trovano, assieme, a far fronte ad una esplosione potentissima e alla ricostruzione.
Una donna, la sua famiglia, le persone care, e anche l’avvocato, in questo difficile compito di ricostruzione, hanno un ruolo delicatissimo. Voltare pagina, ma non cancellare.
Rinascere ma farlo attraversando, a testa alta, tutte le tappe del calvario: quelle giudiziarie, quelle umana e, purtroppo, anche quelle mediatiche.

Ognuna di queste esperienze racconta di una persona, ma racconta al tempo stesso anche di milioni di donne. Ed insegna, a quelle che ancora hanno paura, a quelle cui il contesto sociale impone il silenzio, a quelle che la vergogna consiglia di nascondersi, a tutte queste donne insegna ad avere coraggio. E fiducia, coraggio, orgoglio.

Non siete sole.

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