Diritto alla Salute- Vaccino contro l’HIV delle scimmie

SI APRONO NUOVE PROSPETTIVE ANCHE PER L’UOMO?

di Dott. Giorgio Rossi (Oncologo)

Un gruppo di ricercatori americani dell’Oregon Health and Science University sono riusciti a mettere a punto un vaccino in grado di eradicare il Siv ( Simian Immunodeficiency Virus ) virus che provoca nelle scimmie una infezione simile all’Aids-Hiv dell’uomo. Il resoconto della ricerca è stato pubblicato su Nature .

Il vaccino è stato realizzato partendo da un virus così detto chimerico , utilizzando ,cioè ,il Citomegalovirus come supporto e contenente le proteine del Siv

; del primo, opportunamente modificato al fine di non causare malattie , è stato sfruttato il potere infettante , la sua capacità di diffondersi , mentre le proteine del Siv evocavano la risposta immunitaria dell’ospite in grado successivamente di distruggere il Siv stesso .Questa procedura è stata testata su 16 macachi rhesus infettati con Siv , di questi 9 dopo 18 mesi non presentavano più traccia del virus. Il virus infettante apparteneva al ceppo SIV mac 239 , una forma particolarmente aggressiva tanto che inizialmente dopo l’inoculo la scimmia appariva particolarmente malata ma poi il suo sistema immunitario gradatamente entrava in azione tanto che guariva ed il virus non era più rintracciabile né nel sangue né nei tessuti tanto da far pensare alla completa eradicazione , anche se gli stessi scienziati affermano che questa sia difficilmente dimostrabile con assoluta certezza in quanto piccoli frammenti della molecola virale possono restare “ nascosti “ nell’organismo ospite e non essere rintracciabili .

Certamente subito si pensa ad un utilizzo della metodica anche nell’uomo ma prima di tutto gli scienziati cercano di capire perchè solo il 50% delle scimmie hanno risposto . Una tale percentuale di efficacia nell’uomo sarebbe considerata bassa pertanto l’utilizzo di un tale vaccino avrebbe senso solo in aree geografiche ove l’Aids è ad incidenza particolarmente elevata . Inoltre trasferire i risultati dall’animale all’uomo può riservare anche spiacevoli sorprese essendo l’organismo umano molto più complesso ; infatti altre analoghe ricerche sugli scimpanzè ,che sono biologicamente l’animale più vicino all’uomo , non hanno fornito l’esito sperato anche a causa del fatto che l’Hiv ha una grande capacità di mutare nel tempo e ciò rende ovviamente particolarmente ardua la preparazione di un vaccino ripetutamente efficacie . Gli stessi sperimentatori affermano che occorreranno almeno altri due anni prima di poter iniziare una sperimentazione sull’uomo in quanto bisogna essere assolutamente sicuri che non vi siano pericolosi effetti collaterali .

Comunque ogni scoperta riguardante l’Aids va sempre accolta con grande speranza ed entusiasmo essendo una malattia ancora molto diffusa ed ancora scarsamente curabile anche se oggi ci si può convivere grazie alla terapia combinata di farmaci antiretrovirali .

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